Regionali: Governo cambia dopo il voto? Il PD vuole il rimpasto

Elezioni regionali e Governo: ci saranno effetti? Il PD pressa per un cambiamento dopo il voto. Le ultime dichiarazioni di Orlando spingono per l’avvio di una fase nuova.

Regionali: Governo cambia dopo il voto? Il PD vuole il rimpasto

Governo in fermento: le elezioni regionali alle porte stanno già assumendo significati extra-territoriali.

Il voto sarà uno spartiacque per segnare un cambiamento forte nell’esecutivo? Secondo Orlando, PD, sì. C’è aria di tensione, quindi, nella maggioranza e i dem spingono per aprire una fase nuova.

Ma cosa significa realmente? Rimpasto? Agenda politica diversa? Aperture sul MES?

Gli interrogativi per il Governo sono molti. Il PD spera di poter avanzare dopo le regionali. Cosa ha detto al riguardo Orlando?

Governo: dopo regionali fase nuova. Cosa vuole il PD?

Non sarà un voto facile quello regionale per il Partito Democratico. Il centrodestra avanza minaccioso in alcuni territori chiave, come Marche e Toscana.

Una situazione in bilico che preoccupa i dem, concentrati sulle elezioni nella speranza di ottenere una legittimazione popolare come è avvenuto con la vittoria di Bonaccini in Emilia Romagna.

L’impressione è che il 20 e 21 settembre sia una data limite: dopo le consultazioni si dovrà cambiare passo nel Governo. A prescindere dai risultati, il partito di Zingaretti vuole davvero incidere.

A dirlo è Orlando, esponente PD:

“Credo che a prescindere dalla riforma istituzionale non si tratti tanto di cambiare questo o quel ministro ma di aprire una fase nuova. Ci troviamo nella situazione di spendere 209 miliardi in un Paese che da molto tempo fa tagli e c’è una difficoltà a mettere in campo progettualità”

Spunta la centralità del Recovery Fund, quindi, nelle parole del democratico. Una sfida unica che non si può sbagliare e dalla quale il PD vuole trarre più vantaggi possibili.

Ma non solo. Le dichiarazioni restano velate, ma non troppo, sull’esigenza di svoltare anche nella composizione dell’esecutivo.

Orlando ha aggiunto su un eventuale rimpasto post-elezioni:

“Con chi lo deciderà Conte ma che si tratti di disporre la squadra in assetto diverso è un’esigenza che deriva da questa fase. Non escludo che possa esserci un effetto sull’assetto del Governo”.

Il PD dovrà contare di più - anche numericamente - nella maggioranza? I dem, probabilmente, sperano di sì. E le regionali potrebbe favorire questo cambiamento.

Leader centrosinistra: Zingaretti trema con le Regionali

L’effetto regionali potrebbe piombare anche sugli assetti interni del PD. Non a caso la segreteria si è allarmata in Toscana, dove il proprio candidato Giani arranca sopraffatto dalla corsa Lega con la Ceccardi.

Poi, a gettare altra confusione sul partito, ci sono state le dichiarazioni di Bonaccini su Conte possibile leader del centrosinistra. E Zingaretti?

La replica di Orlando si è fatta piccata:

“Il leader del Pd è Zingaretti. Conte credo sia leader di una coalizione cui si riconosce di aver affrontato due passaggi non banali in modo positivo: il lockdown e il successo su tutto il fronte in Europa sul Recovery Fund”.

Ma niente di più. E anche su un probabile rientro di Renzi Orlando è stato categorico: nelle regionali Italia Viva si è schierata quasi sempre contro il PD. Un passaggio, questo, che non si può non considerare.

Si preannunciano, quindi, giorni delicati per il Governo dopo il voto del 20 e 21 settembre. Il PD è in agitazione: ci sarà rimpasto?

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