Regime forfettario e fattura elettronica: tutto quello che una partita IVA deve sapere

Rosaria Imparato

20 Settembre 2021 - 17:52

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Nella guida di seguito tutto ciò che una partita IVA che ha aderito al regime forfettario deve sapere sulla fatturazione elettronica.

Regime forfettario e fattura elettronica: tutto quello che una partita IVA deve sapere

Le partite IVA in regime forfettario sono obbligate a emettere fattura elettronica? La risposta è ancora no, ma pare essere una condizione temporanea. Il Governo infatti sta aspettando il via libero dall’Europa per estendere l’obbligo di fatturazione elettronica non solo a livello temporale (cioè fino al 2024) ma anche a una platea più ampia di soggetti.

La platea di cui parliamo è quella dei forfettari, che con l’aumento della soglia di ricavi e compensi a 65.000 per poter applicare l’aliquota agevolata al 15% è arrivata a contare oltre 1,5 milioni di adesioni.

Bisogna poi tenere presente che la fattura elettronica è uno strumento più che valido contro l’evasione fiscale: grazie alle e-fatture si può monitorare in tempo più o meno reale la situazione economica. Sembra quindi che sia solo una questione di tempo prima che l’obbligo di fatturazione elettronica venga esteso anche ai forfettari: nella guida che segue, tutto quello che una partita IVA deve sapere al riguardo.

I forfettari hanno l’obbligo di fare fattura elettronica?

Ad oggi i contribuenti che hanno aderito a una tassazione agevolata, come appunto il regime forfettario o quello dei minimi, non sono obbligati a emettere fattura elettronica (ma lo scontrino elettronico sì). Tuttavia, come anticipato, pare che sia solo una questione di tempo prima che le e-fatture diventino un adempimento obbligatorio anche per i forfettari.

A chiedere l’estensione dell’obbligo, in vista della riforma fiscale e delle potenzialità anti-evasione, sono state anche le commissioni Finanze di Camera e Senato, come si legge nel documento di fine giugno con gli indirizzi sulla riforma:

“la chiusura del perimetro dell’obbligo di fatturazione elettronica, estendendolo a tutti i soggetti attualmente esentati e l’esclusione di possibili eccezioni all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri (che sostituisce gli obblighi di registrazione dei corrispettivi.)”

Chi non deve emettere fattura elettronica

Le commissioni Finanze di Camera e Senato hanno quindi chiesto l’estensione dell’obbligo della fatturazione elettronica alle categorie finora escluse. A non essere obbligati non sono, infatti, solo i forfettari e i minimi, ma anche:

  • le associazioni e società sportive dilettantistiche, con ricavi e compensi da attività commerciali fino a 65.000 euro;
  • i piccoli produttori agricoli (di cui all’art. 34, comma 6, del Dpr n. 633/1972), i quali erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica;
  • per le prestazioni rese da operatori sanitari (medici, infermieri, ecc.) nei confronti di privati, per motivi di privacy.

I vantaggi della fattura elettronica per chi è in regime forfettario

Solo perché la fatturazione elettronica non è obbligatoria, non significa che non sia possibile farla, anzi: è stato predisposto un regime premiale ad hoc per chi si converte all’e-fattura.

A introdurre questo regime premiale è stata la legge di Bilancio 2020: il vantaggio consiste nella riduzione di un anno del termine di accertamento.

Questo significa che i controlli fiscali possono essere svolti per quattro anni, anziché nei cinque previsti nella generalità dei casi.

Ci sono poi degli altri vantaggi, quelli propri della fatturazione elettronica a prescindere dalla tassazione applicata, cioè:

  • la conservazione sostitutiva dei documenti, che comporta anche un risparmio sui costi di stampa;
  • il processo della contabilizzazione dei dati diventa più rapido, e diminuiscono sia gli errori che i costi di gestione;
  • c’è una maggiore efficienza nei rapporti commerciali tra clienti e fornitori.

Fac simile fattura elettronica in regime forfettario

I contribuenti titolari di partita IVA che emettono fattura nel regime forfettario non devono assoggettare i compensi fatturati a ritenuta d’acconto.

Quando un professionista o un agente in regime forfettario riceve un incarico è bene che comunichi alla controparte il non assoggettamento a ritenuta d’acconto, così da non generare confusione negli adempimenti che il committente deve eseguire.

Le fatture emesse dai forfettari devono essere assoggettate a imposta di bollo da 2 euro nel caso in cui l’importo totale della fattura sia superiore a euro 77,47.

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