Reddito di cittadinanza: arrivano più soldi al Sud. Ecco perché

Reddito di cittadinanza: al Sud arrivano più soldi dal momento che ci sono più beneficiari, ma al Nord oltre un milione di persone in povertà assoluta è escluso dal sussidio. Ecco perché.

Reddito di cittadinanza: arrivano più soldi al Sud. Ecco perché

Reddito di cittadinanza: arrivano più soldi al Sud o meglio sono di più le famiglie del Meridione che ricevono il sussidio rispetto al Nord del Paese. Il perché è presto detto e a svelarlo è un’analisi di Federico Fubini sul Corriere della Sera.

Sarebbero infatti le condizioni imposte dal reddito di cittadinanza, la misura introdotta dal decreto n.4/2019 convertito nella legge n.26/2019, a escludere oltre un milione di poveri del Nord, eppure anche nel Settentrione ci sono circa 2 milioni di persone in povertà assoluta e la metà di queste non viene raggiunta dal sussidio.

Per Istat è in povertà assoluta chi non riesce ad acquistare beni essenziali, di prima necessità. Chi risiede al Nord, in povertà assoluta, pagherebbe lo scotto di vivere nella parte più florida a livello economico del Paese e per questo verrebbe escluso dal reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: poveri esclusi al Nord

Il reddito di cittadinanza ha delle regole tali che i poveri assoluti sono in parte esclusi al Nord. Sembrerebbe dall’analisi del Corriere che per le regole del reddito di cittadinanza 1,2 milioni di poveri del Nord verrebbe escluso vale a dire coloro che vivono in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto-Adige ed Emilia Romagna.

La verità, si evince dall’analisi, è che se queste persone vivessero al Sud, prenderebbero i soldi del reddito di cittadinanza. La distribuzione del beneficio a livello geografico si dimostra essenzialmente squilibrata e l’analisi delle indagini Istat a campione lo dimostrerebbe.

Il reddito di cittadinanza, sottolinea l’editorialista del Corriere, si è dimostrato non in grado riattivare l’occupazione, ma ha permesso di contrastare le difficoltà di chi vive in condizioni di disagio. Nel 2019, rispetto al 2018, i poveri assoluti sono risultati 447mila in meno, ma appunto per due terzi il calo della povertà, se così possiamo definirlo, si è registrato al Sud pur essendoci persone bisognose del reddito di cittadinanza in egual misura al Nord.

A Nord-Est nel dettaglio, la quantità di poveri assoluti è anche aumentata lo scorso anno. Secondo i più recenti dati Istat al Nord sono il 43% le persone povere d’Italia, ma in questa area solo il 20% è raggiunto dal reddito di cittadinanza.

Al Sud arriva il reddito di cittadinanza per 1,9 milioni di persone numero quasi pari a quello di coloro che nel 2019 risultavano in povertà assoluta. Al Nord invece 1,2 milioni di persone sono escluse dal reddito di cittadinanza e questo accadrebbe per le regole del sussidio che finirebbero così per penalizzare chi vive nelle aree economicamente più forti, ma anche più costose per il Paese.

Reddito di cittadinanza: ecco perché c’è squilibrio

Il reddito di cittadinanza, per le regole che lo definiscono, finisce per creare squilibrio ai danni dei poveri assoluti del Nord del Paese. Il motivo, e non è la prima volta che se ne parla in verità, è che i requisiti per l’accesso al reddito di cittadinanza , sottolinea l’editorialista, non coincidono con le soglie di povertà che cambiano con il mutare delle condizioni del costo della vita nel nostro Paese.

L’elemento centrale che spiega il divario in merito al reddito di cittadinanza tra Nord e Sud, è che nel Settentrione il costo della vita è più alto. Per l’Istat una famiglia del Sud è povera se il reddito non raggiunge i 1.351 euro al mese, mentre al Nord la soglia si alza a 1.720 euro.

Il fatto che vi sia questo scarto fa sì che moltissime famiglie al Nord, pur essendo in condizioni di povertà, vengano escluse. Non sarebbe forse il caso di rivedere i criteri del reddito di cittadinanza? Magari con il ritocco che prossimamente si vorrebbe fare al reddito di cittadinanza si potrebbero, volendo, rivedere requisiti e criteri di accesso valutando le differenze tra Nord e Sud del Paese.

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