Reddito di Cittadinanza: chi rischia il taglio dell’importo nel 2021

Antonio Cosenza

10 Dicembre 2020 - 14:05

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Reddito di Cittadinanza: possibile riduzione dell’importo per tutto il 2021 a causa del ricalcolo di inizio anno. Ecco chi rischia.

Reddito di Cittadinanza: chi rischia il taglio dell'importo nel 2021

Reddito di Cittadinanza: si avvicina il ricalcolo atteso per gennaio 2021, dal quale potrebbe dipendere il taglio dell’importo. Un’operazione dalla quale nessun beneficiario del Reddito di Cittadinanza potrà nascondersi, poiché il ricalcolo è conseguente al rinnovo dell’ISEE, necessario per continuare a percepire il sostegno anche con l’arrivo del nuovo anno.

Mentre si discute di una possibile riforma del Reddito di Cittadinanza dalla quale potrebbe scaturire una riduzione dell’importo per chi lavora, ecco che per alcuni beneficiari del sostegno il taglio sarà effettivo già ad inizio anno, ossia a partire dalla ricarica di febbraio.

Ci sono diverse situazioni che possono comportare la riduzione del Reddito di Cittadinanza: ad esempio, il taglio scatta nel caso in cui alla fine del mese ci sia ancora un importo non speso, oppure in seguito ad una segnalazione da parte del Centro per l’Impiego. Ma il caso più comune che determina una riduzione del Reddito di Cittadinanza è quello di un miglioramento della situazione reddituale del nucleo familiare che lo percepisce. Come noto, infatti, il Reddito di Cittadinanza consiste in un’integrazione al reddito familiare: più quest’ultimo è elevato e più l’importo del sostegno è basso (e viceversa). Per questo motivo, un aumento del reddito familiare fa scattare un taglio dell’importo del Reddito di Cittadinanza.

Per alcuni beneficiari questo taglio scatterà già a febbraio, quando, come noto, bisognerà fornire all’INPS una fotografia aggiornata rispetto alla propria condizione economica.

Ricalcolo RdC con rischio taglio: cosa deve fare chi lo percepisce?

L’attestazione ISEE andrà rinnovata a partire dal 1° gennaio 2021 se si vuole continuare a fruire del Reddito di Cittadinanza. L’ISEE, infatti, è valido fino al 31 dicembre dell’anno di riferimento, dopodiché è necessario presentare il rinnovo se si vuole continuare a fruire delle prestazioni assistenziali erogate dall’INPS.

Vale anche per il Reddito di Cittadinanza, per il quale comunque la mensilità di gennaio dovrebbe essere erogata anche con l’ISEE scaduto.

Quella in pagamento a febbraio, però, dovrebbe essere condizionata al rinnovo dell’ISEE e per chi non adempie a quest’obbligo - il quale verrà ricordato dall’INPS con l’apposita comunicazione attesa per i prossimi giorni - scatterà la sospensione del beneficio.

Dal rinnovo ISEE scaturirà appunto un ricalcolo del sostegno che per alcune famiglie potrà portare ad una riduzione dell’importo rispetto a quanto percepito durante il 2020. Ma vediamo chi corre effettivamente questo rischio.

Reddito di Cittadinanza: chi rischia la riduzione dell’importo

Per capire chi effettivamente rischia un taglio del Reddito di Cittadinanza a partire da febbraio 2021 dobbiamo guardare ai redditi presi in considerazione dall’ISEE.

Nel dettaglio, ai fini della definizione dell’indicatore della situazione economica equivalente si tiene conto di redditi e patrimoni risalenti a due anni prima. Al momento, quindi, il Reddito di Cittadinanza viene erogato sulla base della situazione economica risalente al 2018. Con il nuovo ISEE, invece, i redditi sono quelli del 2019, come pure i patrimoni.

Questo significa che tutti coloro che tra il 2018 e il 2019 hanno avuto un miglioramento della condizione economica pagheranno il ricalcolo del RdC con una riduzione dell’importo. E attenzione: perché qualora il miglioramento comportasse un superamento delle soglie reddituali indicate tra i requisiti del RdC, con il nuovo anno scatterà persino la decadenza del Reddito di Cittadinanza.

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