Redditi degli italiani in calo, -1650 euro a famiglia causa Covid

Laura Pellegrini

02/03/2021

02/03/2021 - 19:53

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Confesercenti lancia l’allarme: a causa del protrarsi della pandemia le famiglie italiane sono sempre più povere. Il reddito medio è sceso di 1.650 euro.

Redditi degli italiani in calo, -1650 euro a famiglia causa Covid

Il Covid colpisce in primo luogo le famiglie e le imprese italiane: a un anno dallo scoppio della pandemia, infatti, Confesercenti ha stimato una perdita di 1.650 euro sui redditi medi delle famiglie. Per poter tornare ai livelli precrisi, secondo le stime, occorrerà attendere gli esiti della campagna vaccinale attualmente in corso.

Di questo passo, invece, al termine del 2021 le famiglie perderanno (in media) almeno 512 euro rispetto al periodo precedente lo scoppio della crisi pandemica.

Quali sono le differenze rilevate a livello territoriale? Quali sono le Regioni nelle quali i redditi delle famiglie hanno risentito in misura maggiore della crisi Covid? E quali sono le professioni e i settori maggiormente a rischio? Ecco i dati riportati nell’analisi di Confesercenti.

Redditi, famiglie più povere a causa del Covid

Dall’inizio della pandemia, le famiglie hanno perso in media 1.650 euro di redditi: i livelli più lontani da quelli registrati prima della crisi sono stati registrati in Emilia Romagna, dove la perdita media per ciascun nucleo familiare è stata pari a 897 euro. Al secondo posto, invece, ci sarebbero le Marche, con una media di 807 euro in meno per ogni famiglia.

La Regione che ha registrato le minori perdite, al di sotto dei 200 euro, è invece la Puglia. Risultati contenuti, poco oltre i 300 euro, anche per Liguria, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Per alcune Regioni - Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto, Toscana e Umbria - si registrano perdite comprese tra 600 e 700 euro rispetto ai redditi dichiarati nel 2019, mentre per Lombardia, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia le perdite hanno superato i 500 euro. Infine, superano i 400 euro le perdite delle famiglie nel Lazio, in Abruzzo, in Molise e in Sardegna.

Quali categorie lavorative soffrono la crisi

L’analisi di Confesercenti sottolinea come siano stati i lavoratori autonomi ad aver subito le perdite maggiori nel corso della pandemia: per questi ultimi si stimano perdite per almeno 44 miliardi nel 2020 e pari a -27 miliardi nel 2021.

A poca distanza anche i lavoratori dipendenti del settore privato, per i quali le perdite hanno raggiunto quota 43 miliardi. A fine 2021, dunque, i redditi per queste categorie di lavoratori saranno inferiori di 22,8 miliardi rispetto a quelli registrati nel 2019.

Diversa la situazione per i dipendenti pubblici, per i quali è stato registrato un incremento di 2,5 miliardi, dovuto alle nuove assunzioni nel trainante comparto sanitario. Per questo settore, a fine 2021, i redditi saliranno di 9,4 miliardi di euro.

A livello settoriale, infine, sarà netta la differenza dei redditi registrati dai lavoratori impiegati nei diversi settori: ad esempio, il comparto del turismo, quelli del “Commercio, ristorazione e pubblici esercizi” e delle “Attività artistiche e di intrattenimento” hanno dovuto registrare un anno nero per gli introiti.

Ristori e vaccini: serve un intervento immediato

La presidente di Confesercenti Patrizia De Luise, è intervenuta in merito agli aiuti annunciati dal Governo e previsti nel Decreto Ristori 5 che ancora tardano ad arrivare. A 60 giorni dall’annuncio, i ristori non si sono ancora materializzati: una situazione - sostiene De Luise - “incredibile ed inaccettabile, che crea sconcerto e sfiducia negli imprenditori e nei loro dipendenti e che blocca qualsiasi prospettiva di ripresa”.

Per questo, ha proseguito la presidente, “chiediamo con forza al governo di accelerare sui sostegni promessi: le imprese sono al limite e non possono aspettare un altro mese. Ma dobbiamo anche cambiare modello: se si parla di possibili nuovi lockdown è perché le restrizioni alle imprese non bastano a contenere l’epidemia, oltre ad essere una soluzione insostenibile per l’economia sul lungo periodo”.

Importante, infine, accelerare anche la campagna vaccinale: come ha chiarito la presidente, in Italia solo il 6,6% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino. “Negli Stati Uniti è stato vaccinato oltre il 20% degli abitanti, nel Regno Unito quasi il 30%, in Israele oltre il 90%”, ha concluso.

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