Recovery Fund, Governo: tutti in disaccordo sulle risorse. È già caos?

La maggioranza di Governo ha elogiato Conte sull’accordo per il Recovery Fund. Ma il clima di condivisione sembra già lontano. Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle fino a Italia Viva, ognuno ha la sua idea sulle risorse UE. È già caos?

Recovery Fund, Governo: tutti in disaccordo sulle risorse. È già caos?

È già caos su come utilizzare le risorse del Recovery Fund.

Se la maggioranza compatta ha sostenuto ed elogiato Conte per il lavoro svolto a Bruxelles, ora appare divisa su dove indirizzare i 209 miliardi UE. Ognuno sembra andare in ordine sparso, chiedendo al presidente del Consiglio attenzione su un ambito specifico sul quale investire.

I partiti al Governo si giocano molta credibilità in questa cruciale partita del Recovery Fund, con un occhio sempre vigile al consenso elettorale. Le elezioni regionali e amministrative di settembre non sono così marginali per capire quale apprezzamento - seppur a livello locale - stanno avendo i partiti in questo tempo del coronavirus.

Dopo le divisioni e i malumori sul metodo di lavoro per pianificare le riforme - si parla di task force e di commissione bicamerale - ora emergono distanze su dove collocare le risorse.

Dove investire i soldi UE? Le proposte dei partiti

Tutti a fare pressione su Conte per gestire al meglio le risorse che il Recovery Fund destinerà all’Italia. Un bottino da 209 miliardi, da non sprecare e da utilizzare per riformare il sistema Paese.

Ma come? Il Governo è ancora in alto mare. Innanzitutto sul metodo di lavoro di confronto, tra commissione bicamerale, parlamento, task force. E poi su quali riforme mettere in campo.

Ogni partito ha la sua idea. Il segretario dem Zingaretti ha appena lanciato il Patto per i Giovani, facendo riferimento proprio ai soldi UE:

“Non è un caso che la grande vittoria italiana ed europea del Recovery Fund si chiami “Next Generation Eu”: il protagonismo e le idee delle nuove generazioni sono la più importante missione di questo tempo”

Il piano prevede 10 punti sui quali investire: spese gratuite per i primi 1.000 giorni di vita; investimenti nell’istruzione; asili nido, scuole e università gratuite per i meno abbienti; bonus per connessioni digitali; nuove valutazioni per scuole e università; metodi efficaci per favorire assunzione laureati in materie tecniche; più formazione in tecnologia e strumenti digitali; più ricerca e innovazione; sviluppo sostenibile; sostegno economico ai giovani per diritto alla casa e al lavoro.

Il Movimento 5 Stelle insiste sull’abbassamento delle tasse. Un piano da 13 miliardi per tagliare le aliquote Irpef, in una riforma del fisco che le abbassi a 3. E poi punta a ridurre il cuneo fiscale, alla digitalizzazione, a un grande piano per il Sud.

Anche Italia Viva ha i suoi temi caldi: cambiare il cuneo fiscale e investire in edilizia scolastica.

Ogni ministro, inoltre, presenterà la sua priorità. Già ieri, 23 luglio, Roberto Speranza ha lanciato la rivoluzione copernicana della sanità. Un piano da almeno 20 miliardi, per il quale il MES potrebbe essere utile.

La sintesi, come sempre, spetterà a Conte.

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