Il rally azionario è a rischio con l’aumento dei rendimenti obbligazionari? La risposta è in questi grafici.
Il complesso equilibrio tra i rendimenti dei Treasury e il mercato azionario sta attualmente mettendo alla prova gli investitori. Le tensioni sui mercati finanziari sono aumentate a causa di una serie di eventi, tra cui il recente declassamento del rating creditizio degli Stati Uniti e le preoccupazioni crescenti riguardo alle banche regionali.
In questo contesto, l’aumento dei rendimenti obbligazionari sta generando molta incertezza sulle azioni. Nel tentativo di comprendere chi vincerà il duello tra questi due asset, è cruciale esplorare la storia (che abbraccia oltre 40 anni di dati) e analizzare le possibili implicazioni.
Rendimenti crescenti tra passato e presente
L’ascesa dei rendimenti obbligazionari è stata protagonista di diverse fasi di volatilità nei mercati azionari. Nel corso del 2022, l’aumento dei tassi di interesse deciso dalla Federal Reserve per frenare l’impennata dell’inflazione ha innescato un crollo delle azioni. Nel 2023 lo scenario è cambiato: il mercato azionario ha registrato un robusto rally, incrementando il suo valore di oltre il 16% nei primi sette mesi dell’anno, nonostante l’incremento dei rendimenti dei Treasury decennali.
L’associazione automatica tra aumento dei rendimenti obbligazionari e crollo delle azioni viene dunque messa in discussione.
Sebbene l’aumento dei rendimenti sia tradizionalmente interpretato come un segnale di rischio per le azioni, alcuni analisti (Clissold e Nguyen) ci invitano a considerare sfaccettature meno ovvie. Affermano che, sebbene un incremento dei rendimenti possa certamente indicare un maggior costo per le aziende che si indebitano e aumentare la competizione tra gli investitori, può anche riflettere un’economia più robusta del previsto. Quando i segnali di una recessione si affievoliscono, gli aumenti dei rendimenti obbligazionari potrebbero rivelare una fiducia del mercato nel prolungamento della crescita economica, una prospettiva che può alimentare l’ottimismo nel settore azionario.
Differenziale rendimenti Treasury a 10-2 anni
Fonte StLouis Fed, Seeking Alpha
I due esperti hanno pubblicato una ricerca per Ned Davis Research (NDR) dipingendo tre scenari in grado di descrivere le intricate relazioni tra rendimenti obbligazionari a breve e lungo termine e il loro impatto sul mercato azionario.
Relazione tra rendimenti obbligazionari e S&P 500: 3 scenari
Prima di entrare nel dettaglio della ricerca, è fondamentale capire la terminologia usata. Nel linguaggio finanziario, «Bear» indica la tendenza degli investitori a vendere i Treasury, innalzando i rendimenti. Al contrario, il termine «Toro» è associato a un clima di acquisto di titoli di Stato, riducendo i rendimenti. Nel contesto delle curve dei rendimenti del Tesoro, «Steepener» e «Flattener» descrivono la conformazione assunta dalla curva, influenzata dai tassi a 2 e 10 anni.
- Scenario 1 (Bull steepener): la relazione tra i rendimenti obbligazionari a breve e lungo termine può svelare messaggi criptici per il mercato azionario. L’S&P 500 tende a salire costantemente, tranne in periodi in cui i rendimenti a 10 anni diminuiscono a un ritmo più lento rispetto a quelli a 2 anni. L’ultimo periodo di «bull steepener» è stato tra agosto 2019 e aprile 2020, che ha coinciso con l’inizio della pandemia di Covid-19 negli USA e il rallentamento dell’economia.
Performance S&P500 vs US Treasury 10-2 Curve
Fonte NDR, MarketWatch
- Scenario 2 (Bear steepener): la situazione in cui i rendimenti a 10 anni accelerano più di quelli a 2 anni si manifesta in fasi di crescente fiducia nell’economia a lungo termine degli Stati Uniti. È un segnale che l’economia si rafforza e si prospetta un possibile aumento dei tassi da parte della Federal Reserve. Tuttavia, è importante valutare correttamente le cause di tale aumento: recentemente, i timori sul deficit del bilancio federale hanno innescato un incremento dei rendimenti, mettendo a freno le azioni. L’ultima fase simile si è verificata tra agosto 2020 e marzo 2021, secondo gli esperti di Ned Davis Research.
- Scenario 3 (Bear flattener): questa situazione si verifica quando il rendimento del Treasury a 10 anni aumenta, ma a un ritmo più lento rispetto al tasso a due anni. In altre parole, i trader e gli investitori stanno vendendo sia le scadenze di due anni che quelle di dieci, ma lo fanno con maggiore decisione sul Treasury a due anni. La fase di appiattimento della curva dei rendimenti è in corso dal 29 marzo 2021, segnalando che l’economia è ancora forte, ma il mercato sta cominciando ad anticipare che le condizioni potrebbero raffreddarsi al punto che la Fed potrebbe dover tagliare i tassi.
Analisi delle correlazioni (inverse) di BofA Global Research
Gli analisti di BofA Global Research hanno individuato un elemento cruciale: le correlazioni mensili tra l’S&P 500 e il rendimento a 10 anni dei Treasury hanno raggiunto livelli negativi senza precedenti dal 2000. Questo significa che, di recente, i due asset si muovono in direzioni contrarie. Questo aumento dei rendimenti è stato bollato come una situazione di «rischio sottovalutato» per il mercato azionario. La scorsa settimana, l’S&P 500 ha subito un calo del 2,3%, segnando la settimana peggiore dall’inizio dell’anno. L’aumento dei rendimenti dei Treasury potrebbe quindi rappresentare un rischio sottostimato per il mercato azionario, e gli sviluppi recenti ne sono una testimonianza.
In conclusione, l’analisi di Clissold e Nguyen e quella di BofA Global Research rivelano che l’interazione tra rendimenti dei Treasury e il mercato azionario è tutt’altro che lineare. L’aumento dei rendimenti può contenere messaggi di resilienza economica e non solo di rischio. L’interpretazione di questi segnali richiede una comprensione sottile delle dinamiche macroeconomiche e delle sfaccettature delle condizioni di mercato. Mentre il mercato può essere complesso e imprevedibile, l’analisi storica offre una bussola preziosa per i partecipanti che vogliono navigare nelle incertezze e cogliere le opportunità.
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