L’intelligenza artificiale continua a salire. Il rischio, adesso, è sbagliare il timing. Il mercato resta concentrato sui soliti nomi, quelli che hanno già corso di più, ma intanto lo scenario si è complicato. La tensione tra Iran e Occidente torna a pesare su energia, inflazione e flussi di capitale. E quando succede, i soldi cambiano direzione. Non sempre in modo evidente.
È qui che molti restano indietro. Perché mentre l’attenzione resta concentrata sui big, ci sono titoli meno considerati, ma decisivi, che stanno dentro l’infrastruttura dell’AI. E per ora i prezzi non sembrano rifletterlo davvero.
Tra questi c’è anche un nome italiano. E altri tre europei che stanno ancora lontani dai riflettori. Ancora per poco.
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Perché STM può fare il +100%
Alla Borsa di Milano, STMicroelectronics ha già guadagnato oltre il 25% da inizio anno ma non ha ancora tutta l’attenzione del mercato. Non è ancora percepito davvero come un titolo AI ed è spesso in balia della volatilità. Oggi per esempio perde quasi 5 punti percentuali.
Il titolo viene ancora letto come un classico nome ciclico europeo, legato all’andamento dell’automotive e dell’elettronica. Una lettura che ha funzionato per anni, ma oggi rischia di essere parziale. Perché nel frattempo il baricentro del business si sta spostando proprio verso l’intelligenza artificiale, ma il prezzo ancora non riflette questo cambiamento.
Le revisioni degli analisti iniziano ad andare tutte nella stessa direzione. Morgan Stanley ha alzato la raccomandazione a overweight con un target price a 36 euro, che implica un potenziale di rialzo del 30% circa. Segnale che qualcosa sta cambiando anche nella lettura del titolo.
Grafico azioni STM
Fonte Tradingview
In realtà, l’upside del titolo è ben più alto.
La crescita dell’AI sta mettendo sotto pressione le infrastrutture dei data center, dove il vero limite non è più solo la capacità di calcolo, ma la velocità con cui i dati riescono a muoversi. Ed è qui che entra in gioco la fotonica al silicio.
STM è già posizionata su questo segmento, con una base industriale che pochi player europei possono replicare. Le stime parlano di una crescita superiore al 100% tra il 2026 e il 2028 per questa divisione.
Il problema, però, è che il mercato non sta ancora prezzando questo scenario.
Quel +30% può rappresentare solo un primo aggiustamento delle aspettative. Se la fotonica diventasse centrale nei ricavi, cambierebbe anche il modo in cui il titolo viene valutato. Se il mercato iniziasse a riconoscerlo, il movimento potrebbe essere più veloce del previsto. E non limitarsi a quel +30%.
3 titoli AI europei sotto i radar
Il caso di STM non è isolato e nemmeno quello più indietro. In Europa si stanno muovendo anche altre società tecnologiche legate all’AI, meno visibili rispetto ai player americani ma sempre più centrali.
Nokia è uno dei casi più interessanti. Il titolo si è già mosso, ma la lettura resta ancora legata al mondo telecom tradizionale. Intanto, però, la divisione Optical e IP Networks sta diventando sempre più centrale, spinta dalla domanda legata ai data center e all’AI. Morgan Stanley vede una crescita intorno al 13% nel 2026, superiore alla stessa guidance della società, mentre i target degli analisti continuano a salire fino a 8,80 euro, con un potenziale upside del 26%. Eppure questa componente pesa ancora poco nel business complessivo del titolo.
Discorso diverso per Soitec. Dopo un rally molto forte, il titolo ha corretto bruscamente, con prese di profitto evidenti e segnali tecnici che hanno raffreddato il momentum nel breve. JP Morgan ha rivisto il target a 50 euro, mentre Morgan Stanley si spinge fino a 70 euro con rating overweight. Una forbice che racconta bene l’incertezza attuale, ma anche il potenziale se la domanda legata alla fotonica dovesse accelerare più del previsto. Un balzo fino a 70 euro implica un potenziale rialzo del 33%, ma il movimento potrebbe estendersi fino a 80 euro circa, per la chiusura del gap lasciato aperto a febbraio 2025 (con upside del 55%).
Più lineare, almeno sulla carta, il percorso di Aixtron. La domanda per le tecnologie legate ai laser e ai componenti ottici resta solida, ma il mercato continua a essere prudente sulla tenuta nel tempo. Jefferies vede il titolo a 36,50 euro, mentre Morgan Stanley si ferma a 35 euro con un giudizio neutral. Qui il margine di crescita è più limitato, ma il ritorno sui record del 2023 a circa 40 euro implicherebbe un upside del 20%.
In ogni caso, il filo è lo stesso. Sono aziende che fanno funzionare davvero l’AI.
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