Questo nuovo missile può colpire l’Europa in 15 minuti

Ilena D’Errico

7 Febbraio 2026 - 01:41

Con il nuovo missile iraniano ci sono soltanto 15 minuti tra Teheran e l’Europa, ma l’obiettivo è un altro.

Questo nuovo missile può colpire l’Europa in 15 minuti

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono sempre più acute, anche perché Teheran non è affatto intenzionato a lasciarsi scoraggiare dalle dimostrazioni di forza di Trump. Così l’Iran mostra al mondo il suo nuovo gioiello da guerra, un nuovo missile balistico a medio raggio che diventa il fiore all’occhiello dell’arsenale iraniano. Con una gittata di circa 2.000 km e una velocità massima di quasi 10.000 km/h il Khorramshahr 4 potrebbe colpire l’Europa in meno di un quarto d’ora con un carico da oltre 1 tonnellata di esplosivo.

Non è uno scenario affatto probabile, né questi calcoli che riflettono condizioni ottimali possono con facilità replicarsi in un lancio effettivo, ma rende molto bene l’idea della capacità missilistica iraniana (e del relativo sfoggio fatto dalla tv di Stato). Mentre andavano in onda le immagini del nuovo Khorramshahr, il portavoce dell’esercito iraniano Mohammad Akraminia faceva sapere quanto sarebbe facile colpire le basi statunitensi.

Scenario che, tutto il contrario di quello europeo, è spaventosamente verosimile. Il deterioramento dei rapporti tra le due potenze e la presenza americana nel Golfo Persico e in Iraq pone la questione su tutt’altro livello piuttosto che la mera rappresentazione approssimativa. Che poi l’Europa non sia immune dall’escalation, in un modo o nell’altro, resta un fatto.

In 15 minuti da Teheran all’Europa

I tecnici parlano di molti dati sui missili, ma conoscere gittata e velocità non permette ai non addetti ai lavori di farsi un’idea rapida, soprattutto se non si fa riferimento a un territorio vicino. Senza contare che, comunque, questo genere di valutazioni fa parte anche della capacità di deterrenza bellica. Comunque, quando diciamo che Teheran può colpire ipoteticamente l’Europa in meno di un quarto d’ora prendiamo in considerazione semplici dati geografici, in quella che è - e vuole essere - una semplificazione esemplificativa. La frontiera Ue più vicina in linea d’aria a Teheran è quella tra Turchia e Grecia, intorno ai 2.200 km. Una distanza facile da ridurre spostando di poco il punto di lancio o arrivo ed è opportuno considerarlo visto che la gittata è di 2.000 km.

Considerando quest’ultima abbiamo un tempo di percorrenza ideale di 12 minuti a 10000 km/h (Mach 8), però escludendo le varie fasi che influenzano il volo di un missile, il quale non viaggia alla velocità massima costante. Di fatto, in quest’ordine di distanze un missile balistico necessita in media di tempi tra 15 e 25 minuti. Tuttavia, la distanza si riduce molto se si considera il continente europeo, perché basterebbe scegliere un punto prossimo nella Turchia europea. Romania e Bulgaria sono gli Stati Ue più vicini, peraltro, sebbene le distanze tra le capitali superino i 2.200 km. La velocità fuori dall’atmosfera, inoltre, arriva fino a quasi 20.000 km/h secondo Teheran (Mach 16).

Fortunatamente, l’obiettivo di un missile non si basa sulla mera opportunità geografica, per di più quando l’Iran è interessato esclusivamente alle basi statunitensi. Basi che al contrario dell’Europa sono proprio nel suo cortile di casa.

“In grado di colpire facilmente le basi americane”

Il Khorramshahr 4 non è soltanto un missile avanzato, ma anche il simbolo di un cambio di paradigma. Un esempio di straordinaria ingegneria bellica che racconta la presa di posizione dell’Iran, in grado di colpire facilmente le basi americane per difendere il Paese con determinazione e serietà.

Si crea così una situazione esplosiva, una definizione che non vuole essere una battuta di dubbio gusto ma una ripresa delle dichiarazioni di Sergei Lavrov. Così il ministro degli Esteri russo ha definito le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran, sottolineando l’appoggio a quest’ultimo in caso di necessità. Lavrov quantomeno non ne ha fatto una questione ideologica né ha cercato di nobilitare la causa, chiarendo che l’Iran è un partner strategico stretto e che la Russia punta alle sue riserve di uranio arricchito, per impadronirsi dell’eccesso in caso di accordo con gli Usa.

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