Queste donazioni vanno assolutamente indicate nel 730/2026

Simone Micocci

14 Maggio 2026 - 17:52

Non tutte le donazioni sono irrilevanti ai fini della dichiarazione dei redditi. Ecco perché quelle fatte in favore di enti benefici (e non solo) vanno comunicate al Fisco.

Queste donazioni vanno assolutamente indicate nel 730/2026
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Come abbiamo più volte avuto modo di spiegare, le donazioni in favore dei familiari non vanno indicate nel modello 730/2026.

Se, ad esempio, hai fatto un regalo a un figlio, oppure hai ricevuto dei soldi dai tuoi genitori, non è prevista alcuna comunicazione in sede di dichiarazione dei redditi, dal momento che non si tratta di redditi imponibili ai fini Irpef. Semmai, quando si parla di importi particolarmente elevati, può essere richiesto il pagamento dell’imposta di donazione, ma anche in questo caso non è necessaria alcuna indicazione nella dichiarazione dei redditi.

Questo, però, non significa che nessuna donazione sia rilevante ai fini fiscali. Ci sono infatti le donazioni effettuate a favore di enti benefici che, pur non essendo obbligatorie, conviene comunicare al Fisco.

Per queste donazioni, infatti, può spettare un beneficio fiscale, sotto forma di detrazione o di deduzione, riducendo così direttamente l’imposta da pagare oppure la base imponibile su cui vengono calcolate le imposte. In entrambi i casi, quindi, indicare correttamente la donazione sostenuta nel 2025 può consentire di pagare meno tasse o di ottenere un rimborso fiscale (qui le tempistiche con cui arriva il rimborso).

Quando si parla di dichiarazione dei redditi, quindi, ci sono “donazioni” e “donazioni”: nulla va fatto quando si tratta effettivamente di regali tra parenti, mentre se siete stati dei benefattori potete approfittare della vostra bontà d’animo per ridurre, almeno in parte, le tasse da pagare.

Quali donazioni vanno indicate nella dichiarazione dei redditi

Volendo semplificare, possiamo dire che vanno inserite nella dichiarazione dei redditi - o comunque bisogna accertarsi che siano già presenti nel modello precompilato - le cosiddette erogazioni liberali, per le quali trovate una guida completa qui.

Nel dettaglio, si tratta delle donazioni in denaro effettuate in favore di:

  • Onlus (si pensi ad esempio a Medici senza frontiere, Save the Children, oppure Unicef);
  • organizzazioni di volontariato;
  • associazioni di promozione sociale;
  • enti del Terzo settore iscritti negli appositi registri.

Ma attenzione, non solo enti benefici. Rientrano tra le erogazioni liberali anche le donazioni in denaro a favore di:

  • fondazioni e associazioni riconosciute che svolgono attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici;
  • istituzioni religiose riconosciute;
  • istituti scolastici, università ed enti di ricerca;
  • partiti politici, nei limiti e alle condizioni previste dalla legge;
  • popolazioni colpite da calamità o eventi straordinari, quando la raccolta fondi avviene tramite soggetti autorizzati.

Attenzione, però: queste donazioni possono essere in dichiarazione dei redditi solamente nel caso in cui il pagamento sia stato effettuato utilizzando degli strumenti tracciabili. È inoltre necessario, evitando problemi in caso di un eventuale controllo fiscale, conservare la documentazione giustificativa del pagamento.

Perché dovresti inserire queste donazioni nel modello 730

Nel caso di donazioni alle Onlus e agli enti del Terzo settore è importante darne indicazione nella dichiarazione dei redditi, perché queste somme possono dare diritto a un beneficio fiscale. A seconda dei casi, infatti, il contribuente può scegliere tra una detrazione d’imposta e una deduzione dal reddito complessivo.

Nel dettaglio, in questo caso con la detrazione si recupera il 30% dell’importo donato, entro il limite massimo di 30.000 euro. Questo significa che, ad esempio, su una donazione di 1.000 euro si può ottenere uno sconto Irpef pari a 300 euro.

In alternativa, si può scegliere la deduzione: in questo caso la somma donata riduce il reddito complessivo su cui vengono calcolate le imposte, entro il limite del 10% del reddito dichiarato. Non c’è quindi un tetto fisso uguale per tutti, perché il limite cambia in base al reddito del contribuente.

Ad esempio, immaginiamo un contribuente con un reddito complessivo di 30.000 euro che nel 2025 ha effettuato una donazione di 1.000 euro a favore di una Onlus (il limite massimo deducibile, in questo caso, sarebbe quindi stato pari a 3.000 euro). Scegliendo la deduzione, quella somma viene sottratta dal reddito imponibile: le imposte non saranno quindi calcolate su 30.000 euro, ma su 29.000 euro.

Quale delle due opzioni è più conveniente? Dipende dalla situazione fiscale personale. In generale, la deduzione può risultare più vantaggiosa per chi ha redditi più alti, perché riduce la base imponibile soggetta a Irpef, mentre la detrazione, invece, consente di recuperare una percentuale fissa della somma donata. La scelta va quindi valutata caso per caso, possibilmente con l’aiuto di un Caf o di un professionista, soprattutto quando si tratta di donazioni di importo elevato.

Anche perché, naturalmente, detrazione e deduzione non sono cumulabili: per la stessa donazione non si possono utilizzare entrambe le agevolazioni. Bisogna scegliere una sola strada e indicare correttamente l’erogazione liberale nel modello 730.