L’IPO tra le più grandi lanciate da un’azienda europea. La scommessa di questa startup attiva nell’hardware che è cresciuta scommettendo anche su soluzioni basate sull’AI.
Si chiama Oura, ed è un’azienda finlandese produttrice dello smart ring Oura Ring, dispositivi elettronici indossabili utilizzati per il monitoraggio della salute. Un’azienda dunque europea che, stando ad alcune indiscrezioni, starebbe pensando di fare il suo grande debutto sul mercato, attraverso una operazione di IPO.
Forte del suo successo - gli Oura Ring vengono indossati ormai da milioni di persone in tutto il modo - l’azienda nata in Finlandia avrebbe presentato una bozza della documentazione necessaria per il debutto in Borsa alla SEC, l’autorità di vigilanza dei mercati made in USA, puntando così a quotarsi non in Europa, ma negli Stati Uniti.
L’IPO, riportano le fonti, potrebbe confermarsi tra quelle più ricche lanciate quest’anno da un’azienda europea, arrivando a riconoscere una valutazione superiore ai 9 miliardi di euro.
Oura è un caso classico del Davide che sfida Golia nel modo dei dispositivi indossabili: il gruppo compete infatti con titani degli smartwatch del calibro di Apple e Samsung.
Il suo più grande asset consiste nel fatto di essere riuscita a ritagliarsi un mercato di nicchia: quello degli anelli smart, per l’appunto, che riescono a monitorare le funzionni vitali, sia durante le ore di sonno che in quelle di attività quotidiana e/o sportiva, attraverso un dispositivo ancora meno invasivo rispetto agli smartwatch: uno smart ring.
Tra l’altro, Oura Ring non si è fermata qui, tanto da crescere negli ultimi due anni anche nel software, scommettendo sulle attività di monitoraggio della salute - come sul sonno, il battito cardiaco, lo stress - attraverso analisi potenziate dall’AI (Intelligenza artificiale).
L’azienda ha puntato soprattutto sul mercato del benessere femminile e sul training personalizzato arricchito con l’AI, mettendo a disposizione dei potenziali clienti strumenti concepiti per interpretare i dati fisiologici e per fornire raccomandazioni personalizzate.
L’azienda ha scommesso inoltre anche sugli abbonamenti, raccogliendo i suoi frutti: sono più di 5 milioni i clienti che hanno deciso infatti di abbonarsi ai suoi servizi.
Fondata in Finlandia, Oura è stata protagonista di un percorso di crescita che le ha consentito di avviare una metamorfosi che l’ha trasformata da una startup di hardware finlandese a protagonista globale nel mercato dei dispositivi indossabili.
Fa riflettere tuttavia il fatto che il gruppo stia pensando di sbarcare ora a Wall Street e non in Europa, anche se va precisato che, pur conservando le proprie radici e la propria filosofia, l’azienda di recente si è riorganizzata attraverso la costituzione di una società madre che ha sedenegli Stati Uniti, chiamata Oura Inc., con quartier generale a San Francisco.
Obiettivo dell’IPO: accedere ai capitali di venture capital americani conservando al contempo il proprio DNA made in Europe.
E tuttavia, per l’Europa che non dispone tuttora di un mercato dei capitali integrato al 100%, la scelta di Oura di sbarcare a Wall Street ricorda tutte le lacune del suo mercato, che continua a mostrare come, quando si tratta di lanciare operazioni di IPO, le stesse aziende tecnologiche europee ad alta crescita, a caccia di maggiore visibilità tra gli investitori globali, preferiscano puntare più sugli Stati Uniti che sul proprio territorio di origine.
Risultato: anche se nate in Europa, diverse sono le aziende hi-tech che optano per la strada dell’espatrio, scegliendo la borsa USA.
L’IPO di Oura sarà sicuramente un termometro importante per comprendere come i mercati valuteranno l’hardware sanitario di nuova generazione combinato con abbonamenti software e servizi basati sull’intelligenza artificiale.
Detto questo, una punta di scetticismo non manca: alcuni investitori e utenti online ritengono la valutazione molto alta rispetto ai rischi competitivi (Apple, Samsung, Garmin) e al fatto che gli smart ring siano ancora un mercato giovane.
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