Quanto valgono i musei statali? 27 miliardi di euro sul PIL

Una ricerca rivela quanto valgono i musei statali in Italia. La cifra è importante: 27 miliardi di euro, pari all’1,6% del PIL. Cosa significa per l’economia italiana? Scopriamo tutti i dati e le reazioni del ministro Franceschini.

Quanto valgono i musei statali? 27 miliardi di euro sul PIL

La potenzialità economica della cultura è reale. Stando agli ultimi dati registrati in una ricerca dalla Boston Consulting Group per il Ministero dei Beni Culturali, nel 2018 i musei in Italia hanno generato l’1,6% del PIL.

Per capire quanto valgono i musei statali italiani e quale valore aggiunto rappresentano per la crescita economica e culturale del Paese, basta analizzare alcuni dati. Il valore prodotto dal circuito museale è stato di 27 miliardi di euro l’anno scorso che si traduce in più di un punto e mezzo del Prodotto Interno Lordo.

I ricavi sono stati di 278 milioni di euro, sottolineando il ruolo strategico ed importante giocato da questo settore per la ricchezza del nostro Paese.

Quanto valgono i musei statali in Italia? Ecco i numeri

Lo studio condotto dall’istituto Boston Consulting cerca di rispondere alla domanda su quanto valgono i musei statali in Italia. I risultati della ricerca sono eloquenti nel mostrare un settore economico fondamentale e con tante possibilità di crescere ancora di più.

Musei e siti archeologici statali nel nostro territorio sono 358, con un personale totale dedicato di circa 117.000 unità. Durante il 2018, ci sono stati 53 milioni di visitatori e 24 milioni di turisti. L’impatto sull’economia è stato notevole, con ricavi pari a 278 milioni di euro e un valore generato di 27 miliardi.

Nota dolente è l’ammontare dei contributi privati, che l’anno scorso si sono fermati a 3 milioni di euro. Un dato poco incoraggiante per la crescita degli investimenti nei musei, sempre bisognosi di nuove risorse. Le donazioni private possono contare sull’art bonus, ma il risultato è ancora troppo scarso, soprattutto se si confronta con dati esteri. In alcuni Paesi stranieri, i contributi non statali arrivano ad incidere fino al 20% sui ricavi.

La diffusa presenza sul territorio italiano di musei statali e i numeri positivi sulla loro incidenza nella ricchezza dello Stato, dovrebbero indurre proprio il Mibac, di concerto con le decisioni del governo, a credere di più in questo settore.

Margini di miglioramento in termini di ricavi ci sono e sono allettanti. Con politiche adeguate, i musei statali potrebbero far aumentare il PIL fino a 40 miliardi di euro e attirare anche 200.000 lavoratori.

Franceschini punta su musei statali per nutrire spirito ed economia

I dati su quanto valgono i musei statali in Italia sono arrivati a conoscenza anche del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, il quale ha commentato:

"Investire in cultura e nel nostro patrimonio museale fa bene alle menti, alle anime, ma fa anche molto bene all’economia del Paese. C’è ancora un grande lavoro da fare e servono risorse”.

Il documento di Boston Consulting Group ha sottolineato, infatti, che alcuni miglioramenti nella gestione museale potrebbero attirare più turisti e rendere davvero efficiente l’offerta del museo.

I numeri rivelano che soltanto l’11% dei musei è dotato del servizio audioguida e solo il 6% delle opere a disposizione delle collezioni finiscono per essere esposte. Basse sono anche le percentuali di musei che hanno eseguito una restaurazione delle opere - il 49% - e che hanno pubblicato ricerche o documenti, il 56%.

Il connubio cultura-economia potrebbe davvero essere una carta vincente. Franceschini punterà su un adeguato rinnovamento del settore museale?

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