Quanto spende in media una famiglia italiana?

Quali sono le spese più importanti per le famiglie italiane e qual è l’importo medio necessario ogni mese? Ecco i dati dell’Istat.

Quanto spende in media una famiglia italiana?

Quanto spende in media una famiglia italiana? Dai dati Istat relativi all’anno 2016 è emerso che una famiglia italiana spende in media al mese circa 2.524,38 euro.

Si è registrata quindi una crescita dell’1% rispetto al 2015 e un recupero del 2,2% rispetto al 2013, l’anno che aveva segnato il punto di minima della crisi economica e finanziaria (e ultimo con il Pil in calo).

Si segnala dunque una fase di ripresa dei consumi delle famiglie avviatasi nel 2014, in un quadro macroeconomico caratterizzato dal quarto anno consecutivo di aumento del loro reddito disponibile, da un lieve incremento della propensione al risparmio e dal consolidamento della ripresa del Pil.

Vediamo di seguito nel dettaglio in quali settori nei quali le famiglie italiane spendono più soldi.

Quanto spende una famiglia italiana in media al mese? Ecco i dati dell’Istat

Dai dati Istat emerge che un terzo del budget a disposizione delle famiglie italiane è destinato alla casa.

La spesa maggiore, subito dopo la casa, è quella alimentare per la quale le famiglie italiane spendono circa 447,96 euro mensili. Quella per carni, pur restando la componente alimentare più importante, torna a diminuire, attestandosi a 93,53 euro mensili (da 98,25 nel 2015).

Le spese per frutta e vegetali aumentano entrambe del 3,1% rispetto al 2015, salendo rispettivamente a 41,71 euro e a 60,62 euro mensili. Pesci e prodotti ittici sono la voce con il maggiore aumento (+9,5%, fino a 39,83 euro mensili).

I consumi alimentari sembrano quindi confermare una crescente attenzione a una più corretta alimentazione.

La spesa per beni e servizi non alimentari (2.076,41 euro al mese) cresce dello 0,9%. Tornano ai livelli pre-crisi le spese per servizi ricettivi e di ristorazione (+4,8%, da 122,39 a 128,25 euro) e salgono per il terzo anno consecutivo quelle per beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura (+2,9%, fino a 130,06 euro).

Il divario tra periferia e città

A livello geografico i dati dell’Istat fanno emergere che il gap tra i più elevati valori del Nord-ovest (2.839,10 euro) e quelli più bassi delle Isole (1.942,28 euro) si riduce, passando da quasi 945 a circa 897 euro nel 2016.

Inoltre gli statistici segnalano che nel 2016 si è registrato un ampliamento del divario tra le città metropolitane e i comuni periferici delle aree metropolitane e quelli sopra i 50 mila abitanti (circa 376 euro in media al mese da poco meno di 100 euro del 2015) e tra città metropolitane e altri comuni fino a 50 mila abitanti (poco più di 491 euro da meno di 200 del 2015).

La causa principale di questa dinamica è nella marcata crescita della spesa media mensile per beni e servizi non alimentari delle famiglie residenti nelle città metropolitane.

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