Quattordicesima pensione 2026: quanto devi avere di reddito per essere tra i beneficiari? Ecco tutto quello che devi sapere a riguardo.
A luglio viene pagata la quattordicesima sulle pensioni, che non va intesa propriamente come una mensilità aggiuntiva, come nel caso della tredicesima, bensì come una maggiorazione sociale spettante solo a coloro che non superano un certo limite.
Anzi, per essere precisi, ai fini del diritto alla quattordicesima non si tiene conto solamente della pensione percepita, ma del reddito complessivo del pensionato (con alcune esclusioni). Se quindi ci sono altre entrate mensili oltre alla pensione, queste vanno opportunamente comunicate all’Inps, affinché l’Istituto possa considerare l’effettiva condizione economica della persona e valutare se la quattordicesima spetta o meno.
Nel dettaglio, le soglie di reddito di riferimento sono due. Prendendo come parametro il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, meglio conosciuto come “pensione minima”, questo va moltiplicato per 2 per individuare la soglia massima che dà diritto al bonus, mentre va moltiplicato per 1,5 per determinare il limite al di sotto del quale spetta una quattordicesima “maggiorata”.
Vediamo quindi quanto bisogna prendere di pensione, o complessivamente considerando anche eventuali altri redditi percepiti, per avere diritto alla quattordicesima che, ricordiamo, viene pagata mercoledì 1 luglio 2026.
Quanto devi prendere di pensione per avere diritto alla quattordicesima?
Come anticipato, il parametro di riferimento per valutare se la quattordicesima spetta o meno è la pensione minima, che nel 2026 ha un valore pari a 7.954,05 euro annui, ossia 611,85 euro mensili.
La soglia va moltiplicata per due per verificare il diritto alla prestazione. Pertanto, nel 2026 il limite massimo è pari a 15.908,10 euro annui, ossia 1.223,70 euro lordi al mese. Sotto questo importo, quindi, la quattordicesima spetta sicuramente, mentre se lo si supera la prestazione può comunque essere riconosciuta fino a concorrenza del limite reddituale incrementato della somma aggiuntiva teoricamente spettante. In parole semplici, l’importo sarà progressivamente più basso fino ad azzerarsi.
Abbiamo però parlato anche di una seconda soglia, quella che dà diritto alla quattordicesima maggiorata che, nel migliore dei casi, può arrivare a 655 euro netti. Si tratta del limite pari a 1,5 volte il valore della pensione minima, quindi 917,77 euro lordi mensili, pari a 11.931,07 euro annui.
Rientrare in questo limite dà quindi diritto a una quattordicesima più alta, il cui valore dipende anche dagli anni di contributi maturati e dalla gestione previdenziale di appartenenza. Sopra 1,5 volte il trattamento minimo, invece, l’importo si riduce, in quanto il valore massimo a cui si ha diritto è di 504 euro.
Per avere una panoramica completa degli importi potete comunque consultare la nostra guida di riferimento sulla quattordicesima mensilità.
Quali redditi si prendono in considerazione?
Abbiamo già spiegato che, ai fini di un corretto calcolo della quattordicesima e della valutazione del diritto alla prestazione, l’Inps tiene conto non solo della pensione, ma di tutti i redditi personali del pensionato, con la sola esclusione di:
- trattamenti di famiglia;
- indennità di accompagnamento;
- reddito della casa di abitazione;
- trattamenti di fine rapporto;
- competenze arretrate;
- pensioni di guerra;
- indennità per ciechi parziali;
- indennità di comunicazione per sordomuti.
Qui va però fatta una precisazione. Nel caso di prima erogazione della quattordicesima, quindi per coloro che solo quest’anno sono andati in pensione o hanno compiuto i 64 anni di età richiesti per avere diritto alla prestazione, si tiene conto dei redditi dell’anno in corso.
Per le erogazioni successive, invece, il possesso del requisito reddituale viene valutato prendendo in considerazione i redditi da pensione conseguiti nello stesso anno, quindi nel 2026, e aggiungendo a questi i redditi diversi da pensione percepiti nell’anno precedente.
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