Quanto bisogna aspettare per il reddito di cittadinanza?

Le prime parole di Di Maio come Ministro del Lavoro: “Reddito di cittadinanza? Paga l’UE, ma prima la riforma dei centri per l’impiego”.

È un fiume in piena Luigi Di Maio, nuovo Ministro del Lavoro, intervenuto sul palco allestito a Ragusa per la campagna elettorale di Antonio Tringali, candidato alle Comunali 2018 per il Movimento 5 Stelle.

Uno dei punti che ha interessato maggiormente i presenti - e non solo - è quello legato al reddito di cittadinanza, la misura per il contrasto alla povertà annunciata dal Movimento 5 Stelle in campagna elettorale e poi confermata nel contratto di Governo sottoscritto con la Lega.

A tal proposito Luigi Di Maio ha confermato che uno dei provvedimenti che intende introdurre come Ministro del Lavoro è il reddito di cittadinanza, alla pari di quanto succede nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea.

Faremo il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza il prima possibile”, ha dichiarato Di Maio, a conferma che l’introduzione di questi due strumenti di contrasto alla povertà non saranno introdotti nell’immediato.

D’altronde per il reddito di cittadinanza ci sono due scogli da superare: il primo è quello legato alla risorse, mentre il secondo alla riforma dei centri dell’impiego, necessaria per garantire un corretto funzionamento di questa misura.

Per quanto riguarda le risorse Luigi Di Maio ha rassicurato i presenti respingendo al mittente tutte le accuse di coloro che ritengono che non ci sono le coperture per garantire ai disoccupati in difficoltà - e alle loro famiglie - un assegno mensile di circa 780€.

Il nuovo Ministro del Lavoro, infatti, ha dichiarato che “i soldi li troveremo, anche dall’Europa”. Ma cosa significa questo? In che modo l’Unione Europea finanzierà il reddito di cittadinanza in Italia? Per rispondere a queste domande bisogna recuperare quanto scritto nel contratto di Governo nato dall’accordo Lega-Movimento 5 Stelle, nel quale viene fatta chiarezza sulle coperture del reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza in Italia? Pagherà l’Europa

Nel suo intervento da Ragusa, Di Maio ha confermato che una parte delle risorse per l’introduzione del reddito e della pensione di cittadinanza in Italia arriverà dall’Unione Europea, come tra l’altro indicato nel contratto di Governo.

Qui, infatti, si legge che nei prossimi mesi sarà necessario intavolare un dialogo nelle sedi comunitarie per chiedere l’applicazione del provvedimento A8-0292/2017 con il quale è stato garantito l’uso del 20% della dotazione complessiva del Fondo Sociale Europeo (FSE) per introdurre un reddito di cittadinanza anche in Italia.

Nel provvedimento approvato dal Parlamento europeo lo scorso 6 ottobre 2017, quindi, vengono riconosciute delle risorse ad hoc per il reddito di cittadinanza in Italia, unico Paese dell’Unione europea - insieme alla Grecia - a non aver adottato una misura di questo genere per il contrasto alla povertà.

A tal proposito nelle sedi comunitarie verrebbe chiesto alla Commissione europea di monitorare che il FSE venga utilizzando specificatamente per quello che è il suo obiettivo primario, ovvero per la lotta alla povertà e all’inclusione sociale.

Rilancio dei centri per l’impiego

Allo stesso tempo sarà necessario provvedere ad un rilancio dei centri per l’impiego; è dal loro corretto funzionamento, infatti, che dipende la riuscita del reddito di cittadinanza.

Per questo motivo il nuovo Governo intende stanziare 2 miliardi di euro per riorganizzare e potenziare i centri per l’impiego che nelle intenzioni del nuovo Governo dovranno fungere da catalizzatore e riconversione lavorativa per coloro che si trovano in una momentanea situazione di disoccupazione.

Nel dettaglio, come dichiarato da Di Maio, i centri per l’impiego hanno bisogno di più personale e risorse, nonché di una “filosofia diversa dove c’è lo Stato che mi consiglia su cosa formarmi in attesa che arrivi una proposta di lavoro”.

Ricordiamo infatti che il reddito di cittadinanza verrà riconosciuto per un tempo limitato e che durante questo periodo il beneficiario del contributo dovrà accettare una delle proposte di lavoro che gli saranno fatte pervenire dal centro per l’impiego territorialmente competente.

Ecco perché prima della riforma dei centri per l’impiego non sarà possibile introdurre il reddito di cittadinanza.

Ma quando verrà introdotto allora il reddito di cittadinanza in Italia? Di Maio ha detto di “non voler dare delle date precise” ma allo stesso tempo ha dichiarato che lavorerà sin da subito “per garantire il reddito di cittadinanza a chi ne ha bisogno”.

Personalmente riteniamo che il 2019 sarà dedicato alla riforma dei centri per l’impiego e che solamente con la Legge di Bilancio 2020 saranno stanziate le risorse per far partire il reddito di cittadinanza dal 1° gennaio successivo. Quindi - salvo novità inaspettate fin dalla prossima manovra finanziaria - per il riconoscimento del reddito e della pensione di cittadinanza ci sarà da aspettare per almeno un anno e mezzo.

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