Reddito di cittadinanza nel contratto di Governo: come funziona e (possibili) importi

Reddito di cittadinanza: nel contratto di Governo è previsto un assegno mensile per le famiglie che si trovano sotto la soglia di povertà. Ma è veramente realizzabile?

Reddito di cittadinanza nel contratto di Governo: come funziona e (possibili) importi

Il reddito di cittadinanza - dopo le promesse elettorali - è entrato a far parte del contratto di Governo sottoscritto dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega.

Tuttavia l’introduzione del reddito di cittadinanza non sarà immediata poiché si prospetta un percorso piuttosto lungo e tortuoso. Come si legge nel contratto di Governo, infatti, prima di introdurre questa importante misura di sostegno al reddito per i cittadini che versano in condizione di bisogno sarà necessario potenziare i centri per l’impiego e per farlo saranno stanziati circa 2 miliardi di euro.

Il ruolo dei centri per l’impiego, infatti, sarà fondamentale per il corretto funzionamento del reddito di cittadinanza. Ricordiamo, infatti, che questa è una misura attiva rivolta al cittadino al fine di reinserirlo nella vita sociale e lavorativa del Paese. A differenza di quanto sostengono in molti, quindi, il RdC non è uno strumento con cui verrà incentivata la disoccupazione ma viceversa.

Nel dettaglio, oltre a ricevere un aiuto economico (di cui di seguito approfondiremo gli importi) il beneficiario del reddito di cittadinanza dovrà impegnarsi attivamente al fine di aderire ad una delle offerte di lavoro provenienti dai centri per l’impiego. E in caso di rifiuto di un’offerta di lavoro conveniente scatterà la perdita del beneficio.

Quindi per chiedere il reddito di cittadinanza ci sarà da attendere ancora, almeno un anno secondo la roadmap prevista. Tuttavia, in attesa che ciò accada coloro che si trovano in una condizione economica difficoltosa possono richiedere un altro sostegno per la povertà, chiamato REI (reddito di inclusione) introdotto dall’ultimo Governo di Centrosinistra.

Per chi nonostante ciò fosse ancora interessato al reddito di cittadinanza ecco un approfondimento su questo importante strumento, con tutte le informazioni su importi e requisiti.

Cos’è il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza non è altro che uno strumento di sostegno economico rivolto alle famiglie con un reddito inferiore alla soglia di povertà.

A queste famiglie il reddito percepito verrà integrato di una certa somma fino ad arrivare ad una determinata soglia, variabile a seconda della composizione del nucleo familiare.

Lo stesso vale per i pensionati; questi infatti dovranno percepire più dell’attuale pensione minima e di conseguenza l’importo mensile verrà integrato fino a quando l’assegno non raggiungerà l’importo previsto dalla misura. Per maggiori informazioni in merito potete consultare la nostra guida sulla pensione di cittadinanza.

Di reddito di cittadinanza se ne parla dal lontano 18° secolo; un reddito uguale per tutti, non soggetto ad alcuna condizione. In Italia se ne è cominciato a discutere con l’ascesa politica del Movimento 5 Stelle che lo ha presentato nel proprio programma elettorale del 2013.

In realtà c’è da dire che quello del Movimento 5 Stelle è un progetto che non presenta le caratteristiche del reddito di cittadinanza, poiché è più affine a quello del reddito minimo garantito.

Infatti, nella concezione del M5S questa misura è utile per garantire un sostegno economico ai soggetti che vivono al di sotto della soglia di povertà. Il reddito di cittadinanza, invece, dovrebbe essere garantito indistintamente a tutti i cittadini, anche quelli appartenenti alle fasce più alte. Ecco perché è più corretto parlare di reddito minimo garantito.

Gli importi

Come si legge nel contratto di Governo “giallo verde” l’importo del reddito di cittadinanza è di 780€ per la persona singola.

Questo importo aumenta per i nuclei familiari con più componenti, dove ci sono anche dei figli. Come confermato da Di Maio in campagna elettorale, infatti, il Movimento 5 Stelle darà 1.630 euro alle famiglie in difficoltà, con almeno due figli a carico, dove nessuno dei genitori ha un lavoro.

Ecco nel dettaglio gli importi previsti dal provvedimento depositato nel 2013 dal Movimento 5 Stelle che potrebbero essere confermati anche in caso di attuazione del RdC:

  • 2 componenti (genitore solo): 1.014€;
  • 2 componenti: 1.170€;
  • 3 componenti (genitore solo): 1.248€;
  • 3 componenti: 1.404€;
  • 4 componenti (genitore solo): 1.482€;
  • 4 componenti: 1.630€;
  • 5 componenti (genitore solo): 1.716€;
  • 5 componenti: 1.872€.

Requisiti

Chiarito l’aspetto linguistico, è importante capire a chi sarebbe destinato il supporto economico, quali sono i requisiti per accedervi. Nel contratto di Governo viene specificato che questa misura sarà riconosciuta solamente a coloro che - considerando reddito e patrimonio - si trovano in una condizione di povertà.

Per maggiori dettagli, invece, possiamo fare riferimento al testo della proposta di legge presentato dal Movimento 5 Stelle. Qui si legge che hanno diritto a richiedere e percepire il reddito di cittadinanza tutti i soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge:

  • hanno compiuto 18 anni;
  • sono residenti sul territorio nazionale;
  • percepiscono un reddito netto inferiore ai 7.200€ annui.

Un contributo per i cittadini italiani, ma anche per gli stranieri purché:

  • risiedano sul territorio italiano da almeno 2 anni;
  • nell’ultimo biennio abbiano lavorato in Italia per almeno 1000 ore;
  • siano titolari di un reddito netto pari o superiore a 6000 euro complessivi percepiti nei due anni precedenti a quello della fruizione dei benefici di cui alla presente legge.

I 780 euro mensili (9.360€ l’anno) del reddito di cittadinanza, in sostanza, andrebbero versati integralmente ai soli disoccupati; coloro invece, che pur avendo un reddito, si trovassero al di sotto della soglia dei 780 euro avrebbero diritto alla somma necessaria al raggiungimento di tale soglia.

Così come il REI 2018, anche per beneficiare del reddito di cittadinanza bisogna partecipare ad un piano di reinserimento nel mondo del lavoro.

Nel dettaglio, la proposta del Movimento 5 Stelle prevede che i beneficiari si iscrivano ai centri per l’impiego; questi inoltre dovranno dimostrare che passano almeno due ore al giorno per la ricerca di un lavoro. Per aumentare le possibilità di trovare un impiego stabile ci saranno dei corsi di qualifica professionale da frequentare.

Allo stesso tempo bisognerà offrire la propria disponibilità per la partecipazione a progetti utili alla collettività, per un totale di 8 ore a settimana.

Inoltre è molto importante che il beneficiario del reddito di cittadinanza accetti uno dei primi tre lavori che gli vengono offerti, pena la perdita del beneficio.

Coperture finanziarie e critiche

Per ciò che concerne le coperture finanziarie atte al sostenimento della proposta, secondo i calcoli del M5S, il reddito di cittadinanza costerebbe allo Stato circa 20 miliardi l’anno.

Buona parte di questi 20 miliardi dovranno essere finanziati dall’Europa. Come indicato nel contratto di Governo, infatti, M5S e Lega intendono avviare un dialogo in sedi comunitarie per chiedere l’applicazione del provvedimento A8-0292/2017 approvato dal Parlamento europeo lo scorso 6 ottobre 2017.

Con questo provvedimento è previsto l’utilizzo del 20% della dotazione complessiva del Fondo Sociale Europeo per l’istituzione del reddito di cittadinanza anche in Italia, unico Paese europeo - oltre la Grecia - a non aver ancora provveduto a questa misura per il contrasto alla povertà.

Da più parti, tuttavia, sorgono dubbi sui calcoli pubblicati dai pentastellati e sulla reale capacità di trovare le giuste coperture per sostenere un progetto simile.

Altro appunto critico sollevato dai detrattori della proposta di legge riguarda il disincentivo al lavoro che il reddito di cittadinanza potrebbe favorire.

Per allontanare questo pericolo, il testo redatto dal M5S prevede le seguenti misure.

Il beneficiario in età non pensionabile ed abile al lavoro o qualora disabile in relazione alle proprie capacità, perde il diritto all’erogazione del reddito di cittadinanza al verificarsi di una delle seguenti condizioni:

  • non ottempera agli obblighi di cui all’articolo 11 della presente legge (“fornire disponibilità al lavoro presso i centri per l’impiego territorialmente competenti e
    accreditarsi sul sistema informatico nazionale per l’impiego
    ”);
  • sostiene più di tre colloqui di selezione con palese volontà di ottenere esito negativo, accertata e dichiarata dal responsabile del centro per l’impiego;
  • rifiuta nell’arco di tempo riferito al periodo di disoccupazione, più di tre proposte di impiego ritenute congrue ai sensi del comma seguente, ottenute grazie ai colloqui avvenuti tramite il centro per l’impiego o le strutture preposte di cui agli articoli 5 e 10;
  • qualora a seguito di impiego o reimpiego receda senza giusta causa dal contratto di lavoro, per due volte nel corso dell’anno solare.

Se il reddito di cittadinanza - o meglio detto reddito minimo garantito - del Movimento 5 Stelle possa essere realmente applicato lo dirà il tempo: in caso conferimento dell’incarico da parte di Mattarella, infatti, i 5 Stelle (insieme alla Lega) avranno l’occasione che aspettano da anni e faranno di tutto per rispettare le promesse fatte in sede di campagna elettorale.

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