Quantitative Easing: cos’è? Significato e importanza dell’alleggerimento quantitativo

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Quantitative Easing: cos'è? Significato e importanza dell'alleggerimento quantitativo

Cos’è il Quantitative Easing (QE) e qual è il vero significato dell’alleggerimento quantitativo? Una guida completa.

Cos’è il Quantitative Easing? Il significato del QE è letteralmente quello di alleggerimento quantitativo.

Il termine Quantitative Easing viene spesso accompagnato dal nome di Mario Draghi, presidente della BCE, ma l’alleggerimento quantitativo non viene utilizzato soltanto nel Vecchio Continente.

Il significato di Quantitative Easing è quello di politica non convenzionale tramite la quale una banca centrale acquista titoli, come ad esempio quelli governativi, con lo scopo di abbassare i tassi di interesse e aumentare l’offerta di denaro.

Cos’è il Quantitative Easing (QE) comincia ad essere più chiaro, ma per capire al meglio il significato e l’utilizzo dell’alleggerimento quantitativo da parte di Mario Draghi e delle altre banche centrali occorre qualche precisazione aggiuntiva.

Quantitative Easing: cos’è? Il significato

Come già emerso in precedenza, il significato di Quantitative Easing è di alleggerimento quantitativo volto a creare nuova moneta per stimolare l’economia, ma andiamo per gradi. Il QE è una forma di politica monetaria. Le politiche monetarie a loro volta possono essere di due tipi: espansive o restrittive. Il Quantitative Easing appartiene alla prima categoria e viene considerato come una politica ultra-espansiva.

Con il QE una banca centrale (come la BCE di Mario Draghi) crea moneta a debito e la inietta nel sistema finanziario ed economico, il tutto con lo scopo di veicolare la fiducia degli operatori e promuovere la liquidità e i prestiti.

Come accennato, il Quantitative Easing rientra nell’alveo delle politiche monetarie non convenzionali, un gruppo che abbraccia anche la Forward Guidance (che influenza i mercati facendo previsioni sul futuro andamento dei tassi di interesse).

Il QE, o alleggerimento quantitativo, risponde ad uno schema circolare ben preciso: come forma di sostegno alle economie, le banche centrali come la BCE emettono nuovi titoli che sono poi acquistati da cittadini, imprese o anche dalle banche estere. Si viene così a creare nuovo denaro che viene utilizzato per finanziare nuove manovre e servizi. In altre parole:

  1. La banca centrale emette nuova moneta;
  2. la moneta viene usata dalla banca centrale per l’acquisto di titoli;
  3. il prezzo dei titoli sale, il loro rendimento scende;
  4. l’acquisto dei titoli aumenta la liquidità;
  5. i tassi di interesse vengono abbassati;
  6. offrendo più moneta e riducendo il costo dei prestiti (i tassi) si tenta di stimolare gli investimenti e la ripresa.

Il significato di Quantitative Easing è ora più chiaro.

Con il Quantitative Easing si stampa di nuovo denaro?

L’alleggerimento quantitativo non prevede necessariamente la stampa di nuovo denaro da parte di una banca centrale. Ad oggi, infatti, il denaro creato ex novo viene iniettato nel sistema con modalità elettroniche, ma nonostante questo il QE viene generalmente considerato come un’operazione di stampa, dato che la base monetaria della banca centrale, ad esempio della BCE, viene comunque estesa per stimolare l’economia.

Come già accennato in precedenza, l’obiettivo del Quantitative Easing non è la sola creazione di nuova moneta, ma è quello di dare maggiore fiducia agli operatori di mercato. Una sorta di incentivo, di esortazione a far girare di nuovo l’economia in modo praticamente controllato dalla stessa banca centrale - che così riduce anche la volatilità.

Come funziona il Quantitative Easing?

Vediamo adesso come funziona il Quantitative Easing e come influisce sull’economia del Paese che applica l’alleggerimento quantitativo.
La banca centrale indice delle aste di titoli nella quali, ovviamente, punterà a comprare quelli a prezzo più basso.

Gli effetti dell’asta sono osservabili sia sul conto della stessa banca centrale, sia sul costo dei prestiti:

  1. Sul conto della banca: con più denaro disponibile nei conti, la banca ha più capitale a disposizione per mutui e prestiti il che si traduce in un aumento dell’attività economica;
  2. Sul costo dei prestiti: se la banca centrale, come la BCE, compra i titoli si Stato, il loro numero sul mercato diminuisce; la domanda aumenta e il costo scende il che li rende più appetibili.

Effetti negativi del Quantitative Easing

Se una banca centrale applica il QE, ossia aumenta l’offerta di denaro troppo velocemente, la mossa può tradursi in inflazione. L’eccesso di moneta sul mercato comporta una sua progressiva svalutazione e di conseguenza la crescita dell’inflazione. L’inflazione a sua volta non deve essere considerata sempre negativa poiché può evitare i rischi di deflazione, altrettanto nocivi per l’economia.

Inoltre le banche centrali sono degli organismi indipendenti che non possono forzare le banche a concedere denaro agli individui e alle imprese. Ciò significa che se la nuova moneta non finisce poi nelle mani dei consumatori, il significato di Quantitative Easing viene svuotato completamente.

Come già accennato, poi, un altro effetto potenzialmente negativo del QE può riguardare la svalutazione della moneta nazionale del Paese che attua una politica di alleggerimento quantitativo. Più moneta viene immessa sul mercato più il suo valore diminuisce. Questo può essere considerato un effetto positivo o negativo a seconda del Paese di cui si sta parlando. Un deprezzamento conseguente al Quantitative Easing favorisce le esportazioni ma non le importazioni.

Effetti positivi del QE

Gli effetti dell’alleggerimento quantitativo non sono soltanto negativi, anzi. Nel momento in cui il nuovo denaro creato dalla banca centrale riesce ad arrivare nelle mani dei consumatori che lo spendono, l’economia ricomincia a girare e l’obiettivo viene finalmente raggiunto.

Sono in molti, poi, ad evidenziare come gli effetti benefici del QE siano osservabili soprattutto dal punto di vista del mercato finanziario (tassi bassi). Il Quantitative Easing, come quello attuato dalla BCE di Mario Draghi, termina quando l’obiettivo è stato raggiunto e la politica monetaria ha avuto successo.

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