BTP a 3, 5, 7 e 10 anni a confronto: quanto rendono oggi, quali cedole offrono e perché diversificare le scadenze può aiutare in una fase di tassi incerti.
Il contesto dei tassi di interesse è uno degli elementi più importanti per chi investe in obbligazioni. Oggi i tassi di riferimento della Banca Centrale Europea si collocano intorno al 2%, un livello che tende a riflettersi anche sui rendimenti degli strumenti finanziari a breve termine. Depositi, conti remunerati e titoli di Stato con scadenze molto ravvicinate offrono infatti rendimenti che oscillano più o meno attorno a questo valore.
Fino a poche settimane fa molti analisti ritenevano probabile che il ciclo di politica monetaria potesse proseguire con ulteriori tagli dei tassi nei mesi successivi. Ma lo scenario è cambiato rapidamente. La forte accelerazione dei prezzi del petrolio legata alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha riacceso i timori sull’inflazione e ha ridotto drasticamente le aspettative di nuovi tagli. Alcuni osservatori hanno iniziato persino a ventilare la possibilità che i tassi possano rimanere elevati più a lungo del previsto o addirittura tornare a salire.
E, in un contesto simile, chi cerca un rendimento stabile potrebbe valutare l’idea di bloccare oggi i rendimenti offerti dai titoli di Stato su scadenze medio-lunghe, in particolare attraverso i BTP. Analizzando alcune scadenze rappresentative (3, 5, 7 e 10 anni) è possibile capire quale reddito cedolare e quale rendimento complessivo può offrire oggi il mercato. [...]
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