Quando una scheda elettorale è nulla? Come funziona lo scrutinio

Non tutte le schede elettorali sono valide: alcune possono essere lasciate in bianco, scarabocchiate o manomesse in altro modo oppure l’elettore può aver commesso degli errori durante la votazione. Ecco quando sono nulle e quindi non si contano.

Quando una scheda elettorale è nulla? Come funziona lo scrutinio

Schede nulle e schede bianche, come si contano? Le regole sul conteggio delle schede sono contenute nel Testo unico delle leggi elettorali e sono particolarmente rigide: una scheda si considera nulla - e quindi non verrà conteggiata - quando presenta segni, sbavature, scritte che la rendono riconoscibile, quando il voto è espresso a penna oppure viene firmata con nome e cognome dall’elettore.

Inoltre sono da considerarsi nulle anche le schede in cui l’elettore ha espresso una volontà non univoca (ad esempio mettendo una X sia sul Sì che su No al referendum). Queste schede vengono annullate e considerate invalide e non andranno a pesare sul risultato delle elezioni.

Altra ipotesi che si può verificare è quella delle schede bianche, ovvero schede elettorali lasciate inalterate: questa si considera una forma di astensionismo e protesta contro i politici o le istituzioni. Quelle riportate sono solo alcune delle ipotesi di nullità del voto che possono verificarsi in sede di scrutinio, per tale ragione il ruolo di presidenti, scrutatori, segretari e rappresentanti di lista è di grandissima responsabilità.

Quando il voto è nullo?

Lo scrutinio elettorale è un’operazione complessa che richiede un alto grado di attenzione e precisione. In questa sede vengono conteggiati i voti validi (quelli che andranno a determinare chi ha vinto e chi ha perso le elezioni) e i voti nulli.

Una scheda elettorale si considera nulla quando il voto è stato espresso in modo scorretto e quando l’elettore ha scarabocchiato o scritto altri segni al suo interno, per volontà o per errore. Tutto quello che è in più rispetto alla X che va posta sulla lista o sul candidato può invalidare il voto in quanto potrebbe essere un modo per rendere la scheda riconoscibile, violando il principio della segretezza.

Esempi tipici di voto nullo sono:

  • scheda elettorale senza bollo;
  • segni, diciture, firme o parole che rendono la scheda riconoscibile;
  • votazione eseguita con matita o penna portate da casa e non con la matita copiativa;
  • quando l’elettore esprime più voti di quelli a disposizione.

Le schede bianche si conteggiano?

Molto frequente è il fenomeno cosiddetto “astensionismo attivo” che si ha quando un elettore si reca alle urne e lascia la scheda in bianco. Questa forma di astensionismo si differenzia da quello “passivo” perché qui l’avente diritto sceglie di andare al seggio ma di non esprime alcuna preferenza. La scheda elettorale bianca non riporta alcun segno e viene messa nell’urna nelle stesse condizioni in cui è stata consegnata dagli scrutatori, cioè vuota.

Le schede lasciate in bianco vengono comunque conteggiate per calcolare l’affluenza elettorale (come quelle nulle). Per questo nei referendum dove è previsto il quorum andare a votare lasciando la scheda bianca può comunque fare la differenza.

Principio del “favor voti”

Durante lo scrutinio vige il principio del “favor voti” significa che quando è possibile bisogna sempre preferire la soluzione che favorisca l’attribuzione del voto e non la nullità della scheda.

Il voto è valido ogni volta che si può desumere in maniera inequivocabile la volontà dell’elettore, anche se ci sono delle difformità (ad esempio la grandezza della X sulla preferenza).

Voto contestato dai rappresentati di lista

I rappresentanti di lista sono presenti durante tutte le fasi dell’elezione con lo scopo di vigilare sul corretto andamento delle stesse in nome di un comitato, partito o singolo candidato. Il loro ruolo è particolarmente sentito durante le operazioni di scrutinio, infatti essi devono accertarsi che l’attribuzione dei voti avvenga correttamente senza sfavorire il comitato o partito che rappresentano. Per questo in caso di voti non palesemente nulli ma che, al contrario, lasciano dei margini di dubbio essi possono contestare la scheda o convincere scrutatori e presidenti della sua validità.

Spetta al presidente del seggio elettorale decidere se mettere la scheda contestata tra i voti validi oppure no.

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