Noi ci indigniamo per le fasce arcobaleno, il Qatar vende gas alla Cina. Per 27 anni

Mauro Bottarelli

21 Novembre 2022 - 14:52

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Sfruttando l’eco mediatica per il Mondiale, QatarEnergy e Sinopec siglano un accordo di fornitura LNG fino al 2050. E ora la lotta per accaparrarsi fonti alternative a quelle russe diventerà spietata

Noi ci indigniamo per le fasce arcobaleno, il Qatar vende gas alla Cina. Per 27 anni

Ci sono molti modi per dimostrare il proprio potere. E spesso ostentarlo rappresenta quello peggiore, poiché foriero di possibili ritorsioni. Ma quando la tua condizione è quella di egemonia assoluta, allora tutto è concesso. E sbattere in faccia al mondo la propria capacità di stringerlo in un angolo, da un giorno con l’altro, può risultare - ancorché sgradevole e poco elegante - addirittura leva per un ulteriore rafforzamento.

Comparazione fra quota del Qatar di gas e petrolio e totale globale Comparazione fra quota del Qatar di gas e petrolio e totale globale Fonte: Bloomberg

Oggi il Qatar ha deciso che era giunto il momento di spiegare a quello stesso Occidente che punta le sue telecamere e i suoi satelliti sui campi da calcio di Doha, chi detenga il banco. Quello vero. E dopo aver messo talmente tanta pressione - seppur dietro le quinte . addosso alla FIFA da costringerla a vietare le fasce arcobaleno ai capitani delle squadre, pena squalifiche, ecco che il numero uno di QatarEnergy, Saad al-Kaabi, convoca la stampa e annuncia la firma di un contratto di fornitura di gas LNG alla cinese Sinopec fino al 2050.

Mai nella storia si era arrivati a un accordo lungo 27 anni. E mai come in questo caso, strategico a livello davvero globale. Quello raggiunto con il player cinese, infatti, rappresenta il primo contratto di fornitura che coinvolga l’area East del mega-progetto North Field, la cui espansione da 30 miliardi di dollari (finanziata dalla Cina attraverso la detenzione di due pacchetti del 5% l’uno tramite due controllate statali) garantirà a Doha un raddoppio della produzione entro il 2027, passando da 77 a 126 milioni di tonnellate di LNG all’anno.

Cartina del progetto della pipeline qatariota North Field per il gas LNG Cartina del progetto della pipeline qatariota North Field per il gas LNG Fonte: Stratfor

Pechino non ha perso tempo. E ha chiuso un accordo che, alla luce del venire meno delle forniture russe (40% del totale per l’Europa) in seguito al regime sanzionatorio, potrebbe creare non pochi problemi a tutti i competitor. Unione Europea in testa, la quale appare totalmente impreparata all’avvento proprio del gas naturale liquefatto come nuova e obbligata frontiera energetica in alternativa alle pipeline di Mosca. Questa grafica di Bloomberg

Mappa dei progetti (operativi e annunciati) di extra-capacity galleggiante di rigassificazione Mappa dei progetti (operativi e annunciati) di extra-capacity galleggiante di rigassificazione Fonte: Bloomberg

mostra infatti chiaramente come l’UE sia palesemente in ritardo rispetto alla costruzione e anche al solo annuncio di piattaforme galleggianti per la rigassificazione su ampia scala. Nemmeno a dirlo, gli stessi USA che stanno sfruttando la crisi ucraina per lucrare sull’export del loro gas, stanno correndo a più non posso per evitare che la Cina metta la freccia e sorpassi tutti, ottenendo un’insperata e strategica egemonia energetica.

Ma si sa, l’Europa ha cose più importanti a cui pensare. Ad esempio, le fasce arcobaleno dei calciatori in campo ai Mondiali in Qatar. Le stesse che le autorità di Doha non hanno neppure dovuto sanzionare direttamente, poiché la FIFA ha ben pensato di anticipare tutti. Evitando così di turbare il potente e irritabile padrone di casa. Il quale sta già oggi siglando accordi di fornitura che avvicinano il concetto di domani energetico a un arco temporale di quasi 30 anni: Bruxelles, in tal senso, pare incapace di guardare oltre agli stoccaggi per l’inverno alle porte e di organizzare vertici straordinari a ripetizione. L’Italia, poi, litiga sul colore dell’unico rigassificatore che potrebbe mettere in campo a Piombino.

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