Il prezzo del petrolio crolla ancora: che succede?

Violetta Silvestri

29 Marzo 2022 - 08:34

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Prezzo del petrolio scosso dalle prospettive di una domanda debole a causa del ritorno aggressivo del Covid in Cina. Il greggio resta volatile anche per lo scenario di guerra in Ucraina. Che succede?

Il prezzo del petrolio crolla ancora: che succede?

Prezzi del petrolio in evidente ribasso negli scambi asiatici.

Si estendono le perdite del giorno precedente, mentre Ucraina e Russia si avviavano ai colloqui di pace e sui timori di un calo della domanda di carburante in Cina dopo la chiusura dell’hub finanziario di Shanghai per frenare un aumento dei casi di Covid.

Alle ore 8.22 circa, la quotazione Brent scambia a 108,85 dollari al barile (-0,59%) e i futures WTI viaggiano su 105,22 dollari al barile (-0,70).

Entrambe le quotazioni avevano toccato prezzi oltre i 110 dollari al barile solo 24 ore prime: che succede al mercato del petrolio?

Petrolio: tutti i fattori del crollo del prezzo

Il petrolio ha continuato a scendere dopo aver limitato la più grande perdita in quasi tre settimane per la preoccupazione che un’epidemia di virus in Cina peserà sulla domanda globale.

Il dragone sta affrontando il suo peggior focolaio da Wuhan, più di due anni fa, all’inizio della pandemia. La variante altamente contagiosa Omicron sta testando la strategia Covid-Zero del più grande importatore mondiale di greggio.

Shanghai è l’ultima città cinese coinvolta nell’impennata di positivi. L’hub finanziario del Paese rappresenta circa il 4% del consumo di petrolio della Cina, hanno affermato gli analisti di ANZ Research Rystad. Per questo il suo lockdown in due fasi allerta la domanda di greggio.

Energy ha stimato che il blocco potrebbe ridurre la domanda di petrolio fino a 200.000 barili al giorno per la durata delle restrizioni in tutta la città. Secondo i calcoli di Bloomberg, circa 62 milioni di persone in Cina sono in isolamento o ne stanno affrontando uno imminente.

La recrudescenza del virus aggiunge un’altra fonte di volatilità al mercato petrolifero, insieme alla guerra russa in Ucraina e alle tensioni in Medio Oriente.

L’OPEC+, nel frattempo, si incontra giovedì 31 marzo per discutere la sua politica di approvvigionamento per maggio e il gruppo ha segnalato che si atterrà al suo piano esistente e ratificherà un altro modesto aumento della produzione.

Da evidenziare, il prezzo del petrolio si sta comunque dirigendo verso un rialzo mensile dopo che l’invasione russa dell’Ucraina ha sconvolto i mercati globali e la guerra infuria nonostante gli sforzi diplomatici per un accordo di pace.

Il conflitto ha alimentato l’inflazione, facendo aumentare il costo di tutto, dai combustibili al cibo, mentre le economie si stanno riprendendo dalla pandemia.

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