Bitcoin: altro sgambetto da Google

Il prezzo del Bitcoin reagisce a Google: la società è pronta ad una nuova pesante stretta sul settore criptovalute.

Bitcoin: altro sgambetto da Google

Il prezzo del Bitcoin è riuscito a mantenersi sopra la soglia degli $8.000 nonostante le ultime novità comunicate da Google.

Facendo seguito a quanto già messo in atto da Apple, la società ha scelto di imporre un ban e dunque eliminare da Play Store qualsiasi tipo di applicazione dedicata al mining di criptovalute.

Sia il prezzo del Bitcoin che le quotazioni del resto del comparto hanno iniziato a scambiare in rosso, ma la nuova stretta di Google non ha fortunatamente messo in discussione i recenti massimi ritrovati dal settore.

La mossa di Google che preoccupa il prezzo del Bitcoin

Google ha scelto di eliminare dal suo store, tutte le applicazioni che permettono di minare, ossia creare, criptovalute. Dalla decisione, però, sono state esentate le app in grado di gestire da remoto (non direttamente dal dispositivo) questo tipo di operazioni.

“Non permetteremo le applicazioni che minano criptovalute sui dispositivi, ma lasceremo quelle che gestiscono da remoto le operazioni di mining criptovalutario,”

si legge nell’aggiornamento di policy pubblicato da Google.

Una mossa, quella del colosso di Montain View, che ha seguito soltanto di qualche settimana quella di Apple. Più o meno un mese fa da Cupertino è stata comunicata la decisione di bannare le app di mining, ad eccezione di quelle in grado di svolgere le operazioni al di fuori dei device.

Il prezzo del Bitcoin è tornato a scambiare in ribasso nelle prime ore del mattino, e così è stato anche per le quotazioni delle sue criptovalute rivali. I rossi, come accennato, non sono comunque risultati preoccupanti.

Cattive notizie dal Giappone?

Non è stata soltanto l’ultima stretta di Google a far riflettere il mercato. Il prezzo del Bitcoin e quello delle sue colleghe hanno dovuto fare i conti con le più recenti indiscrezioni in arrivo dal Giappone, secondo le quali a breve l’industria imporrà dei limiti al trading in criptovalute.

L’obiettivo? Quello di proteggere gli investitori più piccoli, spesso scossi dall’alta volatilità del settore criptovalutario.

La reazione del mercato all’idea di imporre nuovi limiti al trading è stata quasi impercettibile. La suddetta proposta è stata infatti avanzata dalla Japan Virtual Currency Exchange Association (JVCEA), un’associazione auto regolamentata e dallo status legale incerto. Non certo un’istituzione o un regolatore finanziario di cui temere.

Al momento della scrittura, comunque, il prezzo del Bitcoin sta scambiando in ribasso di circa mezzo punto percentuale su quota $8.180. Un andamento, quello di BTCUSD, condivido da gran parte del mercato criptovalute oggi.

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