Colf e badanti: preavviso licenziamento e dimissioni

Anche per i collaboratori domestici si applicano le regole sull’obbligo di preavviso, sia per il licenziamento che per le dimissioni.

Colf e badanti: preavviso licenziamento e dimissioni

Preavviso licenziamento: vediamo quali regole si applicano nei confronti dei lavoratori domestici, quali ad esempio colf e badanti.

Anche per colf e badanti il datore di lavoro deve rispettare determinate regole per il licenziamento. Ad esempio, per essere legittimo il licenziamento deve essere motivato da giusta causa o da giustificato motivo; inoltre, salvo i casi in cui il licenziamento dipenda da una grave negligenza o mancanza del dipendente, la comunicazione va data con il congruo preavviso così da permettere al lavoratore di avere il tempo necessario per trovarsi un altro impiego.

I termini per il preavviso di licenziamento variano a seconda del CCNL di riferimento; per colf e badanti, quindi, si applicano delle regole differenti rispetto agli altri lavoratori. Le conseguenze per il mancato rispetto del preavviso però sono le stesse: qualora il datore di lavoro decida di licenziare in tronco colf o badanti dovrà corrispondere loro un’indennità sostitutiva del preavviso.

Prima di vedere di cosa si tratta, facciamo chiarezza su quanti sono i giorni di preavviso che il datore di lavoro deve rispettare per il licenziamento di colf e badanti indicati nel contratto nazionale del lavoro.

Preavviso di licenziamento colf e badanti: quanti giorni prima comunicarlo?

Il preavviso è quel tempo che passa dalla notifica del licenziamento all’interruzione vera e propria del rapporto di lavoro. Quindi, fino al termine del periodo di preavviso il lavoratore dovrà continuare a garantire i propri servizi; restano vigenti tutti i diritti e doveri previsti dal contratto di lavoro. Il decorso del preavviso, invece, viene momentaneamente sospeso qualora durante questo periodo il lavoratore si ammali.

Così come per gli altri lavoratori, anche per colf e badanti i giorni di preavviso per il licenziamento variano a seconda di diversi fattori. Nel dettaglio, questi dipendono dall’anzianità del rapporto di lavoro e dall’orario di lavoro settimanale.

Ecco a tal proposito una tabella dove sono riassunti i termini per il preavviso di licenziamento nel settore del lavoro domestico:

Orario di lavoro Anzianità Termini per il preavviso
Più di 25 ore settimanali Massimo 5 anni 15 giorni
Più di 25 ore settimanali Più di 5 anni 30 giorni
Massimo 25 ore settimanali Massimo 5 anni 8 giorni
Massimo 25 ore settimanali Più di 5 anni 15 giorni

Questi termini vengono raddoppiati qualora la notifica del licenziamento venga presentato prima del 31° giorno successivo al termine del congedo di maternità.

Come anticipato, c’è un caso in cui il datore di lavoro è giustificato dal non rispettare i suddetti termini, decidendo così di licenziare in tronco il lavoratore. Questo avviene in caso di licenziamento per giusta causa, ossia per negligenza o mancanza talmente grave della colf o della badante da impedire la prosecuzione del rapporto di lavoro anche per un solo giorno.

Mancato preavviso: tutele per il collaboratore domestico

Per le tutele in caso di mancato rispetto del preavviso di licenziamento bisogna fare una distinzione tra contratto a tempo determinato e indeterminato.

Partiamo dal secondo; qualora il datore di lavoro decida di licenziare in tronco un collaboratore domestico, così come per gli altri settori lavorativi, quest’ultimo avrà diritto al pagamento di un’indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione dovuta per il periodo di preavviso non concesso.

Nei contratti a tempo determinato, invece, in caso di risoluzione anticipata unilaterale il collaboratore ha diritto a tutte le retribuzioni che avrebbe percepito qualora il rapporto di lavoro non si fosse interrotto.

Preavviso dimissioni: gli obblighi per colf e badanti

Se da una parte il datore di lavoro deve comunicare il licenziamento con il congruo preavviso, pena il pagamento dell’indennità sostitutiva, dall’altra anche il collaboratore domestico non può presentare le dimissioni immediate (salvo il caso di dimissioni per giusta causa).

Anche per le dimissioni, infatti, c’è da rispettare un preavviso e per quei collaboratori che non lo fanno scatta una trattenuta nell’ultima busta paga per un importo pari all’indennità sostitutiva calcolata in base alle giornate di preavviso.

In tal caso, quindi, sarebbe il collaboratore a pagare di tasca propria - subendo una riduzione dello stipendio - un’indennità pari allo stipendio che avrebbe percepito nei giorni del preavviso.

A tal proposito è interessante vedere quali sono i termini del preavviso per le dimissioni dei collaboratori domestici: questi sono pari a quelli previsti per il licenziamento ma ridotti del 50%, come potete vedere dalla tabella successiva.

Orario di lavoro Anzianità Termini per il preavviso
Più di 25 ore settimanali Massimo 5 anni 8 giorni
Più di 25 ore settimanali Più di 5 anni 15 giorni
Massimo 25 ore settimanali Massimo 5 anni 4 giorni
Massimo 25 ore settimanali Più di 5 anni 8 giorni

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