Questa volta lo scrive anche Alessandro Fugnoli, Strategist di Kairos: “Insomma, i tassi che salgono ogni mese (adesso ogni tre) sono una cosa che si ascolta dalla televisione e che lì rimane se nel frattempo le variabili che decidono della vita reale delle imprese e delle persone vanno nella direzione opposta.” Questa frase mi aiuta a rafforzare il messaggio che spesso cerco di trasferire ma che non resta stabile tra le nostre certezze, ed è la distanza tra ciò che percepiamo e la realtà dei fatti – la vita reale appunto – molto diversa.
Vale per i tassi e soprattutto per i mercati azionari.
Ad esempio, osservando il 2022 si sono sprecati i confronti con i precedenti mercati ribassisti del 2000-02 e del 2007-09, e questo ha tenuto molte persone fuori dalle azioni, altri sono andati a vendere nei momenti peggiori. In realtà poiché ogni previsione ed ogni confronto non ha alcun solido motivo di replica soprattutto se analizzato in periodi brevi, da ottobre 2022 chi ha venduto e che inesorabilmente poi è rimasto fuori, non ha beneficiato del rialzo del mercato azionario sino ad oggi e, se notiamo il grafico, si tratta di un andamento molto differente rispetto ai precedenti:
Andamento S&P 500
Il rally del 27% dai minimi di ottobre ha portato l'S&P 500 entro il 10% del suo massimo precedente di inizio gennaio 2022.
È vero, siamo lontani ancora dai massimi toccati nei primissimi giorni di gennaio 2022, ma il gap non è poi così ampio, circa il 10%. Ma ditemi la verità, avete davvero la reale percezione che il rally del 27% dai minimi di ottobre, e che ha portato l’S&P 500 entro il 10% del suo massimo precedente di inizio gennaio 2022, oggi è definito un mercato rialzista?
Siamo in un Mercato Toro: quanti ne sono consapevoli? Quanti nella negatività che ci viene riversata addosso ogni giorno dai giornali, dalle analisi degli esperti sempre così ondivaghi, dai telegiornali … quanti di voi si sono resi conto che stiamo vivendo un solido recupero dei mercati azionari?
E quanti oggi comprendono davvero il valore di ciò che può essere considerato, ascoltandolo, un consiglio banale “occorre pazienza, e non conviene modificare (quasi mai in realtà) la propria Asset Allocation Strategica” ed invece è la sintesi, frutto di esperienza e conoscenza dei mercati finanziari, trasferita in un consiglio che non è banale ma semplice?
La Volatilità di Mercato, il famoso indice della paura, rafforza quanto esposto nel precedente grafico e sottolinea la possibilità di un recupero completo degli indici, in un futuro non troppo lontano:
Volatility Index ($ VIX)
L'Indice di Volatilità ha chiuso questa settimana sui valori più bassi dal gennaio 2020, prima dell’esplosione della Pandemia.
Il Volatility Index ($ VIX) ha chiuso questa settimana sui valori più bassi dal gennaio 2020, prima dell’esplosione della Pandemia e che portò ai gravi errori (forse necessari in quella fase ma protratti troppo a lungo) delle politiche monetarie delle Banche Centrali e fiscali dei Governi in tutto il mondo, e di conseguenza all’inflazione, che tanto ci preoccupa.
L’inflazione è difficile da domare, a me ogni volta a torna alla mente momenti che abbiamo studiato sui libri di storia, come la Repubblica di Weimar o vissuti personalmente, quando negli anni ’70 le strade erano vuote e si andava solo in bicicletta. Ma anche qui, prendiamo atto dei numeri e dei dati disponibili?
L’inflazione sta scendendo?
L'andamento dell'inflazione registra una variazione nulla a giugno.
Ma come hanno reagito nel passato le singole asset class nei periodi di stretta monetaria e rialzo dei tassi:
Reazione delle asset class alle strette monetarie
Non c'è modo di prevedere in anticipo come reagirà una determinata asset class agli aumenti dei tassi della Fed.
Cosa impariamo da questa analisi?
Semplicemente che non c’è modo di prevedere in anticipo come reagirà una determinata asset class agli aumenti dei tassi della Fed e che, per affrontare il mercato, l’unico nostro alleato è la diversificazione. Poi capita, come nel 2022, che neanche questa funzioni, ma si tratta di episodi isolati, difficilmente quindi replicabili soprattutto nel breve periodo.
Quando oggi non notiamo un incremento del controvalore dei nostri Portafogli, questo è dovuto soprattutto alle componenti obbligazionarie, che ancora soffrono per il fiume di parole di Powell e Lagarde, che giocano a fare i falchi, mentre i governi continuano invece ad immettere liquidità con politiche fiscali, come abbiamo visto negli ultimi giorni in Inghilterra. Certo un tempo i Banchieri Centrali parlavano meno ed agivano di più, e di conseguenza i bond, complice anche l’ondata di notizie positive economiche sul fronte macro e anche sull’inflazione, hanno visto i rendimenti ancora in salita. In generale, infatti, l’economia USA non sembra affatto prossima non dico ad una recessione, ma neanche a rallentare significativamente, come invece sperimentiamo in Europa, soprattutto – e per una volta ben venga – a causa dei Paesi Nordici.
Infatti, oggi abbiamo una probabilità dell’85% di un rialzo dei Fed Funds a luglio e un altro 40% di un ulteriore rialzo da 25 bps entro novembre. Siamo alle battute finali? Mi sembra evidente, ed anche qui, il calo dei prezzi sui Bond ha reso particolarmente appetibili gli investimenti in questa Asset Class. E allora? Allora se si ha liquidità si compra, non si vende. Del resto, il recupero di un bond, fatto salvo il default dell’emittente, è un processo meccanico, dobbiamo essere in grado soltanto di accettare la Volatilità di periodo.
Ovviamente chi vede delle momentanee variazioni negative anche pesanti sui Portafogli a causa dei bond ne sta fuori, ma ditemi, cosa c’è di meglio per gestire oggi la propria liquidità?
Senza particolari rischi, puntando sui bond Investment Grade (alto rating) posso portare a casa anche su singoli titoli tra il 3,5% ed il 5%, come del resto, se utilizzo SICAV o ETF per avere una maggiore diversificazione, riscontro lo stesso YTM (Yield to Maturity (YTM) o anche Tasso di Rendimento Effettivo a Scadenza) nelle SICAV che abbiamo in Portafoglio.
Ma davvero? Si certo, è questo il mercato. Ma a causa della dinamica dei Tassi e della Governance monetaria, non abbiamo ancora sperimentato nei controvalori investiti apprezzamenti degni di nota.
Qual’ è il consiglio migliore che possa darvi? Sono certo che non devo ripetermi, attiene all’esercizio di una virtù, sembra banale ma è semplice e sintesi di un processo complesso.