Ponte sullo Stretto, consenso dal PD alla Lega ma Conte frena

Nonostante lo stato pietoso di autostrade e ferrovie siciliane, l’idea del ponte sullo Stretto di Messina guadagna consensi

Ponte sullo Stretto, consenso dal PD alla Lega ma Conte frena

Mentre le autostrade siciliane cadono a pezzi, si fa sempre più largo il consenso politico sul ponte sullo Stretto di Messina. Dal Partito Democratico alla Lega, sembra che i partiti di maggioranza ed opposizione siano determinati a spendere i miliardi europei in una grande opera dalla dubbia utilità e ancor più dubbia sicurezza.

Ponte sullo Stretto, chi lo vuole?

Il tormentone del ponte sullo Stretto è stato ripreso, questa volta, da Matteo Renzi, che aveva provato all’inizio del mese a infilare un emendamento nel decreto Rilancio. Il suo tentativo non era passato inosservato: Matteo Salvini, ospite da Giletti, aveva detto che “il ponte serve”.

Che la destra sia d’accordo con la grande opera fra Sicilia e Calabria non è una novità: d’altronde è stato Silvio Berlusconi, all’alba dei 2000, a riportare in auge il progetto inserendolo nel “contratto con gli italiani”. Adesso però l’idea del ponte sullo Stretto di Messina stuzzica anche il centrosinistra.

Ponte sullo Stretto, per Franceschini è un’opportunità

“L’alta velocità non si può fermare a Salerno ma deve arrivare in Sicilia, ed è una grande opportunità di crescita di quell’area”, ha detto il ministro della Cultura e del Turismo Dario Franceschini a SkyTG24. Per il dem, l’opera è stata in passato “un oggetto ideologico”, mentre adesso “se ne deve assolutamente parlare”.

Una posizione diversa rispetto a quella di due settimane fa, quando Franceschini aveva sì detto che “i treni ad alta velocità dovranno pur attraversare lo Stretto”, ma anche che prima andrebbero “visti costi e benefici di tutte le soluzioni alternative”.

Più cauta la ministra competente, Paola De Micheli: “Riprende progetti e ragionamenti sulla sua realizzazione implica riaprire una valutazione su opportunità,, impatto ambientale e costi”, ha detto intervistata da Rainews24.

“Se si registrerà, attraverso l’ascolto che questa è una esigenza importante, siamo disposti ad approfondire il caso”, ha aggiunto la ministra, che precisa però che quando si parla di infrastrutture “bisogna valutare se effettivamente servano a migliorare la vita delle persone”.

Le dichiarazioni dei ministri arrivano in pressing dopo le parole di ieri del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per il quale le discussioni sul Ponte si potranno fare quando saranno completate sia le infrastrutture per arrivare allo Stretto che quelle in Sicilia.

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