Commodity: nuovo crollo del petrolio, barile ai minimi da un anno

Replicando il crollo di martedì scorso, ieri le quotazioni del petrolio hanno perso oltre 6 punti percentuali spingendo i prezzi a livelli che non si vedevano da un anno.

Commodity: nuovo crollo del petrolio, barile ai minimi da un anno

Secondo martedì nero consecutivo per le quotazioni del greggio. Ieri il brent, il benchmark globale, ha perso il 6,38% toccando un minimo a 61,71 dollari mentre il WTI, il riferimento statunitense, è sceso del 6,59% fino a 52,77 dollari. Nel primo caso il saldo mensile segna un calo di quasi il 20% mentre nel secondo il dato è negativo per il 21,5%.

“Il movimento cui abbiamo assistito ieri è stato molto deciso e dopo questo tipo di andamento ci si attende un rimbalzo”, ha commentato Olivier Jakob, analista di Petromatrix. Non a caso, al momento il brent quota 63,4$, +1,39% su ieri, mentre per acquistare un barile di WTI con consegna gennaio è necessario sborsare 54,3$, +1,67%.

“Le scorte API –continua Jakob -hanno rilevato un calo, non si tratta di una grande contrazione ma almeno non ci troviamo di fronte a un incremento di 10 milioni di barili”. I dati diffusi ieri sera dall’American Petroleum Institute, che a differenza di quelli ufficiali sono comunicati su base volontaria, hanno evidenziato un rosso degli stock a stelle e strisce di 1,55 milioni. Si tratta del primo segno meno dopo otto incrementi consecutivi. Nel corso del pomeriggio sono arrivati i dati elaborati dal Dipartimento dell’Energia Usa, come si può vedere dal nostro calendario economico.

Fase di incertezza senza precedenti

Se anche il n.1 dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, definisce quella attuale una “fase di incertezza senza precedenti”, allora forse c’è davvero da preoccuparsi. Tra le possibili cause del nuovo crollo troviamo la correlazione positiva con i mercati azionari, la speculazione e l’andamento dei fondamentali, visto che in presenza di un rallentamento dell’economia globale l’offerta è in una fase di particolare abbondanza.

Il mercato poi non è convinto che nel prossimo vertice dell’Opec sarà messo in campo il tanto atteso taglio produttivo: a rendere l’ipotesi poco probabile è la prudenza russae l’opposizione dell’amministrazione Usa.

L’opposizione di Trump

Da sempre contrario a una riduzione dell’output, ieri Trump ha provato a frenare le velleità restrittive dell’Arabia definendolo un “partner incrollabile” (a dispetto dell’omicidio Khashoggi).

“Hanno lavorato al nostro fianco e sono stati molto compresivi verso le mie richieste di mantenere i prezzi del greggio a livelli ragionevoli”, ha detto il Potus parlando con i giornalisti. “Li ho mantenuti bassi –ha detto Trump riferendosi ai prezzi del greggio - e loro mi hanno aiutato a farlo”.

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