Allarme recessione: dove investire?

Tommaso Scarpellini

29 Marzo 2023 - 16:01

Dove investire durante, oltre che sugli asset stabili come azioni difensive, bond e oro? Ecco cosa monitorare in borsa.

Allarme recessione: dove investire?

Dove investire in caso di recessione?

Molti esperti si sono mostrati preoccupati riguardo le recenti comunicazioni della Fed a proposito delle stime sul PIL per l’anno 2023. Se le aspettative di crescita economica negli Stati Uniti per il primo trimestre sono al 3,2% e per fine 2023 è previsto il raggiungimento del livello dello 0,4% significa che ci sono buone probabilità che i prossimi trimestri possano mostrare una contrazione del PIL.

Inoltre, le turbolenze caratterizzanti il comparto bancario potrebbero ridurre sensibilmente l’attività commerciale delle banche, comportando una diminuzione della disponibilità del credito con conseguente aumento delle difficoltà finanziarie delle imprese.

Questo scenario appare condiviso anche dai trader del mercato obbligazionario statunitense: il rendimento dei Treasury USA è diminuito in maniera significativa nonostante la banca centrale non abbia accennato a nessuna riduzione dei tassi d’interesse. Alcuni gestori si stanno quindi iniziano a domandare se possa aver senso ribilanciare il proprio portafoglio d’investimento a favore di asset-class storicamente risultate maggiormente performanti in periodi recessivi.

Durante le recessioni, gli investitori preferiscono tipicamente asset stabili , tra cui spiccano:

  • azioni difensive,
  • bond di alta qualità,
  • oro.

Altri investitori invece cercano opportunità di investimento in aziende sottostimate guardano magari a fondi d’investimento o ETF settoriali su comparti più speculativi, come ad esempio il tecnologico. Ma cosa accade all’economia in periodi recessivi e quali asset-class sarebbero, nella teoria, da preferire in situazioni di recessione?

L’impatto della recessione sui mercati finanziari

Una recessione economica è un periodo di contrazione dell’economia caratterizzato da una diminuzione della produzione di beni e servizi e una riduzione delle attività economiche. Nel 2022, le banche centrali principali hanno volontariamente cercato di instaurare un clima di sfiducia fra gli operatori economici con il fine di raffreddare l’economia e far abbassare il tasso d’inflazione, in prossimità dell’obiettivo del 2%.

Durante questi periodi, gli investitori tendono a essere più cauti e a cercare investimenti più sicuri, poiché i mercati azionari tendono a subire perdite significative, con un abbassamento dei prezzi delle azioni e un aumento della volatilità. Questo perché la diminuzione della produzione e della spesa degli individui potrebbe portare a una significativa contrazione dei profitti delle aziende e quindi a un ridimensionamento anche del loro valore di borsa.

Nel 2022, con l’aumento repentino dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali dei Paesi occidentali, il mercato ha anticipato la possibilità che i profitti delle imprese sarebbero potuti scendere. Per il mercato azionario è stato uno dei periodi in cui le azioni hanno registrato i ribassi più profondi degli ultimi 100 anni.

Tuttavia, è importante notare che ogni recessione è diversa e che gli effetti sui mercati finanziari possono variare a seconda delle circostanze. In questo caso, vi sono molte divergenze rispetto alle recessioni passate, come ad esempio il fatto che il raffreddamento economico non è stato improvviso ma piuttosto artificiale e premeditato direttamente dalle banche centrali. I mercati infatti si sono mossi in anticipo, scontando preventivamente sui mercati le conseguenze di una recessione.

Nonostante nel 2023 non si sia ancora verificata una recessione tecnica, i mercati scontano già nei propri movimenti possibili abbassamenti del tasso d’interesse. Questo perché, tipicamente, durante una recessione economica i tassi tendono a diminuire a causa delle banche centrali che cercano di stimolare l’economia e la domanda di credito al fine di incentivare la spesa e gli investimenti.

Dove investire in caso di recessione

Durante i periodi recessivi il pubblico degli investitori tende a preferire asset class considerate oggettivamente più stabili e meno soggette a forte volatilità fra cui azioni difensive, obbligazioni del tesoro e beni rifugio, come ad esempio l’oro.

Molte aziende continuano a generare profitti anche durante le recessioni, indipendentemente dalle condizioni economiche generali. Un classico esempio sono le aziende che vendono beni di prima necessità, come cibo e farmaci. Per questo molti esperti guardano con interesse ETF aventi a oggetto i settori Food & Beverage e Healthcare.

Altri invece, semplicemente, spostano la propria attenzione nei confronti di aziende considerate value, creando un portafoglio di società orientate allo stacco di dividendi.

Allo stesso modo, dati gli alti tassi d’interesse, alcuni investitori potrebbero preferire spostare il peso su bond governativi di alta qualità, i quali in passato hanno spesso saputo ben contrastare le conseguenze in borsa di una recessione economica.

Infine, ma non per importanza, l’oro è spesso risultato essere una attività in grado di offrire una certa protezione contro l’inflazione e la volatilità del mercato azionario.

Spesso alcuni investitori, tuttavia, non escludono la possibilità di esporre parte del proprio patrimonio al rischio, scegliendo di affidarsi a fondi comuni d’investimento oppure allocando personalmente parte dei propri capitali in aziende con buone prospettive di crescita ma il cui valore borsistico si è sensibilmente ridotto a causa del difficile contesto economico.

Storicamente, le migliori opportunità d’investimento si sono - nella maggior parte dei casi - presentate in mercati ribassisti, per quanto lunghi e duraturi siano potuti essere.