Azioni growth o value: su cosa puntare nel 2023?

Tommaso Scarpellini

9 Febbraio 2023 - 16:11

Nel 2023 i titoli growth sono stati quelli più performanti del mercato, specialmente quelli ad alta capitalizzazione e appartenenti al settore tecnologico. Potrà mai tornare l’era dei value?

Azioni growth o value: su cosa puntare nel 2023?

I prezzi di borsa del 2023 mostrano degli andamenti discordi rispetto le prospettive degli analisti espresse nel 2022. La paura legata all’eccessivo appesantimento delle politiche monetarie della Fed aveva fatto rivedere a ribasso le aspettative sul prezzo futuro dei mercati azionari per la prima metà dell’anno. Dalle analisi di consensus si notava un certo sbilanciamento verso il «buy» per le aziende value e una certa indifferenza nei confronti delle growth. Sebbene gennaio per entrambe le categorie sia risultato complessivamente un mese positivo, gli asset growth appartenenti al comparto delle large cap hanno registrato performance migliori rispetto alle aziende con pari capitalizzazione ma con rapporto prezzo/utile più basso.

Il 2023 inizia con il turbo per le società growth

È il comparto tecnologico il performante di gennaio, con il Nasdaq che ha registrato una performance positiva superiore al 15%. Rapportando l’indice IWD (Russell 1000 value) con l’indice IWF (Russell 1000 growth) notiamo che il cross IWD/IWF mantiene un andamento negativo iniziato precisamente con lo scoccare del 2023.

Le aziende value hanno infatti beneficiato di un’importante sovraperformance rispetto al benchmark di mercato da agosto 2022 fino a inizio 2023, momento nel quale hanno ceduto buona parte dei guadagni alle aziende growth large cap.

Incuriosisce oltretutto come la categorie dei titoli considerati difensivi e adatti a periodi di complicazioni economiche abbiano registrato le performance peggiori: le utility hanno contabilizzato una guadagno di solo l’1,5% mentre il settore della salute meno dell’1,2%. L’azienda farmaceutica Roche Holding ha persino registrato una performance negativa del 2,9% da inizio gennaio. L’unico settore fedele alle prospettive degli analisti è il settore del lusso: LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton ha guadagnato quasi il 20% da inizio 2023, confermando le ampie aspettative di crescita che mantenevano gli esperti riguardo al settore. Anche altre società sono riuscite a scaricare il peso dell’inflazione sui consumatori ed hanno beneficiato d’importanti rally borsistici: si parla ad esempio di Ferrari (RACE) oppure Moncler (MONC).

Cosa monitorare adesso: growth o value?

Alcuni settori invece continuano a essere considerati da molti analisti sottovalutati. È il caso del comparto immobiliare, delle telecomunicazioni e dei titoli energetici (non a caso sono anche i comparti su cui c’è maggior incertezza rispetto al futuro borsistico). Allo stesso modo, adesso che Powell si è mostrato più dipendente dai dati economici molti analisti hanno rivisito le proprie valutazioni a favore dei titoli growth, nonostante nella maggior parte dei casi abbiano già raggiunto valori considerati da molte banche d’affari equi. I trader più pessimisti invece pensano che, sebbene il 2023 sia iniziato fin da subito a favore dei titoli growth, la debolezza dei value sia solo passeggera e che nel momento in cui si verificheranno i primi segnali concreti di recessione i capitali torneranno di nuovo sopra i titoli difensivi.