Cosa muove i mercati oggi? La settimana del vertice Trump-Xi comincia con ottimismo in Europa e petrolio in calo

Ufficio Studi Money.it

21 Settembre 2026 - 13:36

Lo spread BTP-Bund apre in calo a 89 punti e le Borse asiatiche salgono dopo un negoziato di otto ore tra Scott Bessent e il vice premier cinese He Lifeng: a Washington si prepara il vertice di giovedì tra Trump e Xi Jinping.

Cosa muove i mercati oggi? La settimana del vertice Trump-Xi comincia con ottimismo in Europa e petrolio in calo

Lunedì 21 settembre prosegue all’insegna dell’ottimismo, con le Borse asiatiche in rialzo, quelle europee in progresso di oltre un punto percentuale e un petrolio in ripiegamento, mentre Washington e Pechino si avvicinano al vertice più atteso della settimana: giovedì 24 settembre il presidente cinese Xi Jinping sarà ricevuto alla Casa Bianca da Donald Trump, primo incontro di questo tipo dai tempi della visita di Trump a Pechino a maggio.

Asia in rialzo, Tokyo chiusa per festività

Le principali piazze asiatiche hanno chiuso la seduta in territorio positivo: Seul +1,65%, Shenzhen +0,77%, Shanghai +0,71%, Hong Kong +0,67%, Mumbai +0,68%. Tokyo è rimasta chiusa, con il mercato dei derivati fermo fino al 23 settembre per le festività locali.

Europa, rialzi diffusi a metà seduta

Il clima positivo si è trasmesso ai mercati europei. Alle 13:25, il Dax di Francoforte guadagna l’1,21% a 25.601,44 punti, il Cac 40 di Parigi lo 0,99% a 8.144,88 e l’Ibex 35 di Madrid l’1,14% a 19.736,99. L’indice Euro Stoxx 50, che raccoglie le principali società dell’area euro, sale dell’1,35% a 6.320,15 punti.

Fuori dall’area euro, il Ftse 100 di Londra avanza dell’1,04% a 10.769,97 punti e lo Smi di Zurigo dell’1,24% a 13.957. A Piazza Affari a sostenere il listino sono soprattutto le banche, nel giorno del debutto di Technoprobe nel Ftse Mib.

Sul mercato valutario l’euro è stabile a 1,1485 dollari, mentre l’oro perde lo 0,77% a 4.390,87 dollari l’oncia, segnale coerente con la minore domanda di beni rifugio in una giornata di propensione al rischio.

Il negoziato-lampo di New York prepara il vertice

Il clima positivo arriva da un negoziato durato otto ore nel weekend, nella sede di JPMorgan Chase a New York, tra il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, il rappresentante commerciale Jamieson Greer, il vice premier cinese He Lifeng e il funzionario Li Chenggang. Bessent ha commentato: «Abbiamo appena concluso un incontro di grande successo con i cinesi». Sul tavolo un nuovo «Dialogo USA-Cina sull’AI» con un meccanismo di notifica reciproca su incidenti e minacce, le forniture di terre rare e minerali critici e la verifica degli impegni cinesi sugli acquisti agricoli.

Pochi giorni prima Bessent aveva aperto proprio su questo fronte:

«Gli Stati Uniti restano leader nell’IA. E siamo aperti a discussioni per evitare rischi condivisi ed evitare la biforcazione dei nostri due sistemi».

L’agenda del vertice di giovedì

A Washington si discuterà di una tregua tariffaria in scadenza il 10 novembre, di possibili riduzioni reciproche dei dazi, di acquisti agricoli cinesi e di una possibile maxi-commessa Boeing; resta aperto il nodo Taiwan, con Pechino che chiede una presa di posizione pubblica di Washington contro l’indipendenza dell’isola, e il tema del conflitto in Iran, di cui la Cina è il principale acquirente di petrolio. Trump aveva confermato la data: «Il presidente Xi arriva il 24 settembre».

Martedì Trump incontra a margine dell’Assemblea generale dell’Onu i leader dei Paesi del Golfo, con la guerra in Iran tra i temi principali, nello stesso solco in cui si è mossa la diplomazia economica di Bessent, già protagonista in agosto dell’intervento congiunto USA-Giappone sullo yen.

Cosa aspettarsi ora?

Il clima disteso, unito a un aumento delle esportazioni saudite, pesa sul petrolio: in mattinata il WTI è sceso a 98,45 dollari (-1,84%) e il Brent a 102,09 dollari (-1,71%). Lo spread BTP-Bund ha aperto in calo a 89 punti dai 91 di venerdì, con il BTP decennale al 4,36% dal 4,43%.

Un esito positivo del vertice ridurrebbe un rischio di coda che pesa da mesi sui mercati globali e tocca anche Piazza Affari; un petrolio più basso allenterebbe la pressione sull’inflazione importata, alla vigilia dei PMI flash di mercoledì e della revisione del rating italiano attesa in settimana.

Attenzione, però, ai rischi: il resoconto del negoziato di New York è affidato finora solo alla parte statunitense e i precedenti vertici Trump-Xi, per l’ISPI, sono stati caratterizzati da «tante crepe, poche aspettative». Il nodo Taiwan (un pacchetto di armi Usa a Taipei da 14 miliardi resta bloccato) e la guerra in Iran restano fattori che potrebbero invertire oggi la direzione dei mercati.

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