Michael Burry ha lanciato una nuova grande scommessa contro alcune azioni quotate a Wall Street, dopo l’ennesimo avvertimento con cui, qualche giorno fa, ha messo in guardia gli investitori dal rischio di una crisi dei mercati simile a quella del 1987.
Per chi non lo ricordasse, la crisi si manifestò con un imponente crash che colpì Wall Street il 19 ottobre 1987, quando l’indice Dow Jones Industrial Average crollò del 22,6% e la Borsa USA bruciò in un solo giorno circa 500 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Il violento sell-off ebbe ripercussioni sull’azionario globale, con il panico che si diffuse rapidamente sui mercati di tutto il mondo.
Quel fenomeno, che entrò a far parte dei capitoli più tristi della storia della finanza americana, potrebbe secondo Michael Burry ripresentarsi. Tanto che Mr. Big Short, così come è conosciuto per aver scommesso contro il mercato dei mutui subprime anticipando la crisi finanziaria globale del 2008, ha rincarato la dose contro un titolo ben preciso.
Michael Burry va contro corrente, rafforza attacco short contro azioni Palantir
Nella giornata di ieri, lunedì 10 agosto 2026, si è appreso infatti che Michael Burry ha rafforzato ulteriormente il suo attacco short contro Palantir Technologies Inc. (PLTR), ripristinando posizioni in opzioni put out-of-the-money.
La manovra è stata lanciata in un momento in cui il titolo della società software attiva nel mercato dell’intelligenza artificiale continua a viaggiare a valori vicini ai suoi massimi storici.
E’ stato Burry stesso a dare notizia della sua decisione, scrivendo nel suo report Cassandra Unchained, di avere acquistato opzioni put su PLTR con scadenza a marzo del 2027 e prezzo strike nella fascia bassa-media dei 100 dollari.
La mossa è arrivata dopo che Burry aveva parzialmente ricoperto la sua posizione short quando Palantir oscillava attorno a 107 dollari.
Dal report emerge che Mr. Big Short ha approfittato del calo della volatilità implicita, che ha contribuito a riportare i premi delle opzioni ai minimi degli ultimi mesi.
La scelta di ripristinare la posizione bearish sulla società di intelligenza artificiale è stata motivata anche con il fatto, ha scritto Burry, che le azioni sono tornate a essere scambiate a un valore pari a quasi 69 volte le vendite.
Burry contro le azioni AI, i titoli shortati. E il timore di una crisi dei mercati come nel 1987
Negli ultimi mesi Burry si è fatto notare più volte con i suoi grandi attacchi short lanciati contro le
azioni AI.
Burry non si è messo tuttavia in evidenza soltanto con le sue vendite allo scoperto, visto che non sono mancate da parte sua anche alcune scommesse al rialzo.
Detto questo, a prevalere è stato il pessimismo nei confronti di mercati azionari, soprattutto verso le azioni AI, oggetto a suo avviso di buy non giustificati dai fondamentali.
Si spiega così anche la frase con cui la scorsa settimana l’investitore miliardario ha scritto di temere che i mercati tornino a rivivere il crash del Black Monday del 1987, che fu scatenato dai timori di una una recessione simile a quella della Grande Depressione.
Va precisato che quell’ansia che innescò le massicce vendite che affondarono Wall Street non si materializzò. Il crash scatenò comunque una serie di conseguenze negative, tra cui licenziamenti nel settore finanziario e un forte calo del numero delle operazioni di IPO.
Ricordando quell’episodio, Burry ha fatto un paragone con la situazione attuale, scrivendo nel post su Substack di “continuare a credere che sia possibile che ci troviamo vicini a un massimo importante, e forse a un crollo tipo quello del 1987”.
Mr. Big Short ha tuttavia aggiunto, anche, che “il fatto che lo S&P 500 stia toccando nuovi massimi probabilmente attirerà nuove liquidità sul mercato”.
Lui, però, non è disposto a cambiare idea, tanto da aver ribadito di continuare a scommettere contro l’Shares Semiconductor ETF (SOXX) e contro le azioni Micron, Nvidia, Caterpillar, Palantir, Tesla e Applied Materials.
Per Michael Burry il valore intrinseco delle azioni Palantir è inferiore a $1 nel lungo termine
La novità su Palantir è arrivata nelle ultime ore, a dispetto della pressione che i mercati stanno esercitando contro chi ha aperto posizioni ribassiste sul titolo, soprattutto a seguito della pubblicazione di risultati di bilancio brillanti, alimentati dal balzo della domanda per la piattaforma di intelligenza artificiale Artificial Intelligence Platform (AIP) dell’azienda da parte di imprese commerciali e governative.
Palantir ha di fatto assistito a un’impressionante crescita dei ricavi e dei profitti, che ha scatenato subito il balzo delle sue azioni.
Il rally è stato tale da costringere i venditori allo scoperto a optare per una posizione difensiva, mentre il ritorno dell’entusiasmo del mercato verso l’intelligenza artificiale ha spinto i multipli di valutazione a livelli estremi.
Ma Michael Burry ha appena rimarcato la sua view bearish contro il titolo Palantir, addirittura rafforzandola.
Mr. Big Short ritiene infatti che la narrazione positiva sul business dell’azienda nasconda rischi strutturali profondi.
Nel ricordare che, nel corso dell’ultimo anno, Palantir ha assegnato ai propri dipendenti 31,3 milioni di azioni, per un valore di circa 5 miliardi di dollari, pari a circa sei volte la spesa per la remunerazione basata su azioni (stock-based compensation), Burry ha affermato che Palantir presenta il divario contabile più ampio tra le 66 società che ha analizzato di recente.
L’investitore ha inoltre osservato che gli impegni contrattuali non cancellabili per l’acquisto di infrastrutture, non iscritti in bilancio, sono più che triplicati dall’inizio dell’anno, arrivando a concludere che il valore intrinseco delle azioni Palantir, nel lungo termine, è inferiore addirittura a 1 dollaro.
Le azioni Palantir viaggiano attorno a quota $175, dopo un rally di quasi +8% negli ultimi cinque giorni di contrattazioni, e un guadagno di oltre il 31% nell’ultimo mese. Negli ultimi tre mesi, il trend è pari a un rialzo di quasi il 29%, mentre YTD la performance rimane decisamente debole, pari a un ribasso dell’1,4% circa.