Da 416 a 320 dollari. Così Tesla ha premiato la più audace delle scommesse di Michael Burry

Redazione Money Premium

28 Luglio 2026 - 08:59

Il rally dell’intelligenza artificiale mostra le prime crepe: Burry incassa e alza la posta.

Da 416 a 320 dollari. Così Tesla ha premiato la più audace delle scommesse di Michael Burry

L’ampio movimento ribassista che ha colpito diversi titoli ad alta capitalizzazione nel corso del mese di luglio 2026 ha trasformato le posizioni short aperte da Michael Burry alla fine di giugno in una delle operazioni più discutibili e al tempo stesso più redditizie del periodo, soprattutto se lette alla luce del potente rally della prima metà dell’anno, interamente sostenuto dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e dalla conseguente corsa agli investimenti in infrastrutture.

Il gestore, già celebre per le scommesse contro il mercato immobiliare americano raccontate in The Big Short, aveva reso pubbliche su Substack il 30 giugno le sue nuove posizioni ribassiste su Caterpillar, Nvidia, il VanEck Semiconductor ETF, Applied Materials e Tesla, tutte avviate dopo rialzi sostenuti. Gli short, com’è noto, consistono nel prendere in prestito titoli, venderli immediatamente e rimborsare il prestito in un secondo momento a un prezzo inferiore, scommettendo quindi su un declino delle quotazioni.

Le mosse vincenti di Burry

Il risultato più evidente finora riguarda Tesla. Il titolo del costruttore di veicoli elettrici, shortato da Michael Burry a 416,22 dollari, ha chiuso a 319,69 dollari dopo un crollo del 15 percento nella sola seduta di giovedì successivo alla pubblicazione di risultati trimestrali deludenti, portando la flessione complessiva di luglio a circa il 24 percento. Caterpillar, invece, ha perso circa il 16 percento nel mese, scendendo a 894,54 dollari dal livello di 1.060,98 dollari al quale Michael Burry aveva dichiarato di aver aperto la posizione.

È interessante notare che lo stesso investitore aveva scritto di non aver mai shortato in precedenza il produttore di macchinari per l’edilizia, che in passato gli aveva invece generato guadagni consistenti sul lato long. Anche nel comparto dei semiconduttori le scommesse hanno prodotto risultati prevalentemente favorevoli: il VanEck Semiconductor ETF è sceso a circa 551 dollari rispetto ai 642,80 dollari di ingresso, mentre Applied Materials ha perso terreno fino a circa 562,80 dollari dai 729,40 dollari iniziali.

Unica eccezione di rilievo è Nvidia, salita a circa 208,76 dollari dai 198,09 dollari ai quali era stata shortata, evidenziando come il momentum legato all’intelligenza artificiale non si sia ancora del tutto esaurito su tutti i fronti.

Nel complesso, quattro delle cinque operazioni pubblicamente dichiarate si sono mosse a favore di Michael Burry, inserendosi in un più ampio ritracciamento di alcuni dei titoli industriali e tecnologici che avevano trainato i mercati nella prima parte del 2026. Venerdì lo stesso investitore ha ribadito la propria convinzione ribassista, dichiarando di non aver ancora chiuso lo short su Tesla perché “si riduce da solo”, di aver incrementato la posizione su Caterpillar a 893,49 dollari e quella su Nvidia a 210,28 dollari, oltre ad aver aggiunto allo short sul VanEck Semiconductor ETF a 535,83 dollari e di aver avviato una nuova posizione ribassista su Micron Technology a 933,86 dollari.

Dove continua ad investire?

Continua inoltre a detenere un significativo ammontare di put su Nvidia, motivando la scelta con la convinzione che gran parte della domanda attuale e futura non sia guidata dai clienti finali, ma finanziata fuori bilancio e in modo non trasparente, con i ricavi futuri in maggioranza sostenuti da un “accordo circolare” secondo quanto riportato dal rapporto annuale 2026 del BIS.

Questa lettura di Michael Burry si colloca all’interno di un dibattito più ampio sulla sostenibilità del boom dell’intelligenza artificiale. Dopo mesi di rialzi vertiginosi alimentati dalle aspettative di una crescita strutturale della domanda di chip, server e infrastrutture energetiche, il mercato ha iniziato a interrogarsi sulla reale solidità dei flussi di cassa e sulla possibilità che una parte rilevante degli investimenti sia sostenuta da strutture finanziarie opache piuttosto che da un’effettiva domanda finale.

Le perdite accumulate da titoli come Tesla e Caterpillar in poche settimane, superiori al 15-20 percento dai massimi di ingresso di Michael Burry, e i cali a doppia cifra di Applied Materials e del VanEck Semiconductor ETF, contrastano con la relativa tenuta di Nvidia, il cui rialzo di oltre il 5 percento dai livelli di short evidenzia ancora una polarizzazione all’interno del settore.

L’aumento delle posizioni ribassiste dichiarato a fine luglio, unitamente all’ingresso su Micron Technology, suggerisce che il gestore ritenga il movimento di correzione ancora incompleto e che la fase di “digestione” dei rialzi della prima metà dell’anno possa protrarsi, soprattutto se i dati sui finanziamenti e sulla domanda effettiva continueranno a confermare i dubbi espressi a proposito del carattere circolare di gran parte della crescita dei ricavi attesi.