Perché le aziende europee guardano agli Stati Uniti (nonostante i dazi di Trump)

Redazione Money Premium

09/12/2024

L’attrattiva del mercato statunitense si riflette anche nei dati delle valutazioni azionarie. L’S&P 500 è scambiato a 22 volte gli utili futuri, contro le 13 dello STOXX europeo.

Perché le aziende europee guardano agli Stati Uniti (nonostante i dazi di Trump)

Negli ultimi anni, il panorama economico globale ha subito cambiamenti profondi, spingendo le aziende a rivalutare strategie e priorità.

In questo contesto, gli Stati Uniti sono diventati un punto di attrazione per molte imprese europee, attirate da un mix di incentivi economici, deregulation e prospettive di crescita sostenuta.

L’esempio di Holcim, il gigante svizzero dei materiali da costruzione, è emblematico: nel gennaio 2023, l’allora CEO Jan Jenisch ha deciso di separare il business statunitense dell’azienda dal resto delle operazioni globali.

Questa decisione, motivata da logiche finanziarie e strategiche, non solo ha rafforzato la posizione di Holcim, ma ha anche evidenziato una tendenza più ampia. Con il possibile ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, molte altre aziende europee potrebbero essere spinte a seguire lo stesso percorso. In questo articolo analizzeremo le ragioni dietro queste scelte, i rischi e le opportunità che ne derivano, e il loro impatto sulle dinamiche economiche transatlantiche.

A inizio 2023, Jan Jenisch, allora CEO di Holcim e oggi presidente del consiglio di amministrazione, ha annunciato una svolta epocale: separare le operazioni statunitensi dal resto della compagnia. Questa decisione si basava su logiche di finanza aziendale ben definite.

Nel 2023, il mercato statunitense ha generato un terzo dei ricavi globali di Holcim, éépari a circa 30 miliardi di dollari. Ancora più importante, il segmento USA stava crescendo a un ritmo superiore al 20% annuo, grazie agli incentivi messi in campo dall’amministrazione Biden, come l’Inflation Reduction Act e l’Infrastructure Investment and Jobs Act. Questi programmi non solo incentivano investimenti in infrastrutture e energia pulita, ma offrono anche contratti vantaggiosi per aziende attive in questi settori.

In confronto, il mercato europeo mostrava tassi di crescita molto più moderati. Gli investitori, desiderosi di beneficiare delle opportunità americane senza esporsi ai rischi del mercato europeo, hanno accolto con favore la scissione. Il risultato? La capitalizzazione di mercato di Holcim è cresciuta del 33% in meno di un anno, raggiungendo i 56 miliardi di dollari.

Un altro elemento che sta spingendo le aziende europee a concentrarsi sul mercato statunitense è il possibile ritorno di Donald Trump alla presidenza. Le sue politiche di “America First” promettono una nuova ondata di deregolamentazione, in settori strategici come le emissioni di carbonio, l’intelligenza artificiale e le energie rinnovabili.

La deregolamentazione potrebbe favorire un ambiente di business più dinamico negli Stati Uniti, spingendo le aziende europee a espandere la propria presenza oltreoceano. Inoltre, Trump potrebbe ristrutturare i programmi di sussidi esistenti per favorire le aziende domestiche. In questo scenario, diventare un’impresa “americana” con una struttura indipendente potrebbe offrire vantaggi strategici significativi, come evitare eventuali barriere tariffarie o accedere più facilmente a contratti pubblici.

L’attrattiva del mercato statunitense si riflette anche nei dati delle valutazioni azionarie. Nel 2015, i multipli prezzo/utili delle azioni statunitensi ed europee erano relativamente vicini, rispettivamente 16 e 14. Oggi, invece, lo S&P 500 è scambiato a 22 volte gli utili futuri, contro il 13 dello STOXX europeo. Questo crescente divario indica non solo una maggiore fiducia nel dinamismo dell’economia americana, ma anche una percezione di stagnazione e incertezza per il vecchio continente.

Holcim non è l’unica azienda europea con forti legami al mercato statunitense. Molti altri colossi stanno valutando strategie simili. Stellantis, il produttore automobilistico che possiede marchi come Jeep e Chrysler, ha generato il 45% dei suoi ricavi 2023 negli Stati Uniti.

Un altro esempio è RWE, gigante energetico tedesco, che nel 2022 ha investito 7 miliardi di dollari per acquisire la divisione di energia pulita di Con Edison negli Stati Uniti. Con una possibile ondata di incentivi e deregulation, RWE potrebbe ridefinire la propria strategia per sfruttare al meglio questa acquisizione.

Sebbene gli Stati Uniti offrano opportunità significative, concentrarsi sul mercato americano non è privo di rischi. Le politiche protezionistiche di Trump, come l’imposizione di tariffe, potrebbero alimentare l’inflazione e portare a un aumento dei tassi di interesse, con possibili conseguenze negative sull’economia globale. Inoltre, eventuali ritorsioni da parte dell’Unione Europea o della Cina potrebbero complicare il contesto operativo per le aziende multinazionali.

Un altro rischio riguarda l’incertezza politica. Le politiche economiche di Trump potrebbero destabilizzare il contesto macroeconomico, influenzando negativamente la crescita a lungo termine. In questo scenario, le aziende devono essere pronte a gestire non solo opportunità, ma anche potenziali crisi.

L’esempio di Holcim dimostra che puntare sul mercato statunitense può essere una strategia vincente, soprattutto in un contesto europeo caratterizzato da crescita lenta e incertezze normative. Tuttavia, la priorità data agli USA non è una scommessa priva di rischi.