Dall’ingresso nella NATO alla centralità nel Baltico, passando per industria bellica e Gripen: la Svezia emerge come nuovo pilastro della sicurezza e della strategia militare europea.
Una nuova, dinamica potenza militare vuole farsi strada in Europa a cavallo tra proiezione geopolitica, resilienza industriale e ambizioni strategiche: la Svezia, ultima nazione a entrare nella NATO, nel 2024, sull’onda lunga della guerra in Ucraina ma attore sempre più centrale nelle filiere produttive e nelle decisioni strategiche dell’Alleanza Atlantica.
Stoccolma lo ha dimostrato operativamente tirando le fila dell’operazione Baltic Sentry con cui la NATO ha controllato, lungo l’intero arco dell’anno, le infrastrutture sottomarine critiche nella sua regione di pertinenza, il Mar Baltico, a seguito di presunti attacchi russi ai cavi sottomarini connettenti Finlandia e Estonia e a diversi incidenti che tra fine 2024 e inizio 2025 hanno alzato l’allarme per la guerra ibrida di Mosca.
L’adesione della Svezia alla NATO, ancora più di quella della Finlandia, ha contribuito a fare del Baltico un “lago atlantico”. Il Foreign Policy Research Institute ricorda inoltre che l’adesione della Svezia alla NATO ha migliorato la capacità dell’alleanza di coordinare la pianificazione della difesa per l’isola di Gotland, strategicamente importante, situata nel Mar Baltico centrale, assieme a quella danese di Bornholm. [...]
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