Più di 1.000 miliardi di interessi l’anno: il debito americano sta diventando ingestibile?
Il debito pubblico degli Stati Uniti ha raggiunto la cifra impressionante di 39 trilioni di dollari, un numero così grande da risultare quasi astratto per la maggior parte dei cittadini. Eppure, proprio mentre il nuovo presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha iniziato a parlare in tono più aggressivo contro l’inflazione, il mercato dei Treasury ha reagito in modo sorprendentemente calmo.
I rendimenti a lungo termine, quelli che contano davvero per il costo del debito, non sono saliti come molti si aspettavano. Anzi, in alcuni casi sono addirittura scesi. Questa apparente tranquillità nasconde però segnali di nervosismo che gli investitori più attenti stanno già monitorando con attenzione.Il 17 giugno Kevin Warsh, alla sua prima riunione come chairman della Federal Reserve, ha mantenuto i tassi di interesse nel range 3,50-3,75 per cento, come previsto dagli analisti.
Tuttavia, il messaggio che ha accompagnato la decisione è stato chiaro: la banca centrale è pronta a rialzare i tassi entro la fine dell’anno se l’inflazione non dovesse raffreddarsi abbastanza velocemente. Il comunicato ufficiale ha ribadito con forza l’impegno a “consegnare la stabilità dei prezzi”. I mercati azionari hanno recepito il segnale in modo negativo, con cali tra lo 0,5 e l’1 per cento nella giornata, preoccupati che tassi più alti potessero frenare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, settore che ha beneficiato enormemente di finanziamenti a basso costo. [...]
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