Perché Goldman Sachs prospera quando i mercati sono instabili?

Redazione Money Premium

2 Maggio 2026 - 08:23

Vi spiego come Goldman Sachs sfrutta la volatilità per generare performance eccezionali.

Perché Goldman Sachs prospera quando i mercati sono instabili?

Nel 2026 Goldman Sachs ha dimostrato ancora una volta una capacità quasi alchemica: trasformare l’incertezza dei mercati in profitti prevedibili. In un contesto globale segnato da shock multipli — dalle turbolenze azionarie legate all’intelligenza artificiale al conflitto in Iran, fino alle tensioni nel credito privato — la banca d’affari statunitense ha registrato i migliori risultati trimestrali degli ultimi cinque anni, confermando come la volatilità possa diventare una risorsa quando viene gestita con sofisticazione.

Il cuore di questa performance risiede nella divisione di trading azionario, che ha generato ricavi per 5,3 miliardi di dollari, superando di un miliardo il precedente record storico. Questo risultato evidenzia come la volatilità, spesso percepita come un rischio sistemico, rappresenti in realtà una leva fondamentale per gli intermediari finanziari più avanzati. Il principio è semplice: quando aumenta lo “spread” tra domanda e offerta, crescono anche le opportunità di profitto per chi facilita gli scambi. In questo scenario, la parola chiave volatilità diventa sinonimo di margine operativo.

Nel primo trimestre del 2026, gli indicatori di instabilità hanno registrato impennate significative. L’indice MOVE, che misura la volatilità nel mercato obbligazionario, è aumentato del 50%, segnalando una crescente incertezza tra gli investitori istituzionali. Nonostante una performance meno brillante nel reddito fisso, Goldman ha compensato grazie alle materie prime e al mercato valutario, beneficiando indirettamente delle tensioni geopolitiche nel Golfo. Qui emerge un altro concetto centrale, quello di diversificazione, che non implica dispersione ma ottimizzazione delle fonti di reddito.

Parallelamente, la banca ha portato avanti una trasformazione strutturale sotto la guida del CEO David Solomon. Negli ultimi anni, Goldman Sachs è passata da un modello fortemente dipendente dai cicli di mercato a uno più equilibrato, in cui le attività considerate “durature” rappresentano oltre il 40% dei ricavi complessivi. Tra queste rientrano la gestione patrimoniale e il finanziamento agli investitori, segmenti che garantiscono flussi più stabili anche in fasi di turbolenza. Questo cambiamento ha contribuito a raddoppiare il rapporto prezzo/valore contabile, oggi pari a 2,4, rispetto a tre anni fa.

Un altro fronte cruciale è quello del credito privato, un settore che nel 2026 sta vivendo tensioni crescenti. I fondi semi-liquidi hanno registrato deflussi da parte degli investitori retail, mettendo sotto pressione operatori come Blue Owl e Blackstone. Tuttavia, Goldman ha beneficiato di un andamento opposto tra gli investitori istituzionali, con afflussi netti del 7% nel proprio veicolo di business development. Questo dimostra come, anche in contesti di stress, il capitale più sofisticato continui a cercare opportunità, rendendo il concetto di credito privato sempre più centrale nel sistema finanziario.

L’aumento dell’incertezza ha inoltre innalzato i rendimenti per chi dispone di liquidità da prestare. In un’eventuale fase recessiva, questo potrebbe tradursi in ulteriori opportunità per Goldman, che agisce da intermediario nelle operazioni opportunistiche. Non è un caso che l’ultimo picco di utili comparabile risalga al 2021, nel pieno della crisi pandemica. La banca sembra quindi aver costruito una sorta di copertura naturale contro il pessimismo macroeconomico, trasformando il senso diffuso di crisi in un vantaggio competitivo. Qui si inserisce il tema della gestione del rischio, che diventa non solo difesa ma anche strumento offensivo.

Il 2026 conferma che Goldman Sachs non è semplicemente una banca, ma una macchina complessa capace di adattarsi ai cicli economici e di sfruttarne le discontinuità. In un mondo finanziario sempre più interconnesso e imprevedibile, la capacità di trasformare l’ansia in valore rappresenta forse la competenza più rara e preziosa.