Gli scambi commerciali tra Russia e Cina? Stanno diventando sempre più difficili, al punto che alcuni pagamenti tra gli attori economici dei due Paesi possono richiedere fino a sei mesi di tempo prima di esser completati. Lo scrive, nero su bianco, il quotidiano russo Kommersant, secondo cui circa l’80% dei bonifici bancari russi effettuati in yuan cinesi vengono respinti dalle banche del Dragone, senza alcuna spiegazione, dopo essere rimasti bloccati per settimane.
Anche Bloomberg ha scritto qualcosa di simile. All’inizio di questo mese, diversi importanti esportatori russi di materie prime avrebbero spiegato alla testata statunitense che gli scambi commerciali del loro Paese con la Cina stavano diventando ostici, visto che anche i pagamenti diretti effettuati in yuan cinesi iniziavano ad essere congelati o ritardati dalle banche del Dragone.
Il motivo? La paura degli istituti bancari cinesi di venir colpiti dalle sanzioni internazionali. I problemi, per Mosca, sono iniziati a dicembre, quando gli Stati Uniti hanno autorizzato sanzioni secondarie contro gli istituti finanziari che aiutavano la Russia ad eludere le altre sanzioni. Risultato: le banche globali hanno ridotto le transazioni con la Russia per evitare di finire nel mirino.
Cosa succede tra Russia e Cina
Il mese scorso gli Usa hanno varato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, costringendo la Borsa di Mosca, la principale borsa russa, a sospendere gli scambi in dollari ed euro. Adesso, per aggirare l’inasprimento delle restrizioni, i russi che vogliono acquistare beni tramite aziende cinesi devono rivolgersi a intermediari, con costi aggiuntivi.
Eppure i rapporti economici sino-russi sono eccellenti. La continua attività commerciale tra i due Paesi ha portato il commercio, nel 2023, a raggiungere il record di 240 miliardi di dollari. A giugno, le esportazioni cinesi denominate in yuan verso il Cremlino sono invece cresciute del 4,76% rispetto all’anno precedente.
La Cina ha acquisito il monopolio su un’intera gamma di beni importati dalla Russia, il che le ha permesso di aumentare i prezzi per i consumatori russi rispetto ai clienti di altri Paesi. Grazie a Mosca, ad esempio, Pechino ha superato il Giappone diventando il maggior esportatore mondiale di mezzi di trasporto. Nel 2023, infatti, le esportazioni di automobili cinesi in Russia sono aumentate del 594%, mentre quelle di camion e trattori sono salite quasi del 700%.
Naturalmente, la Russia è un partner commerciale molto meno significativo per la Cina di quanto la Cina lo sia per la Russia. La quota della Russia sul fatturato commerciale totale della Cina tra gennaio e ottobre 2023, non a caso, è stata appena del 3,9%. Come se non bastasse, le merci russe hanno rappresentato solo il 5,1% delle importazioni cinesi, mentre la Russia è stata la destinazione di appena il 3,3% delle esportazioni cinesi.
La variabile yuan nell’economia russa
Il passaggio della Russia all’uso dello yuan nel commercio estero è emblematico. Come ha spiegato il Carnegie Russia Eurasia Center, nel dicembre 2023, circa un terzo del commercio estero russo era regolarmente regolato in yuan.
Nel 2023 le banche russe detenevano 68,7 miliardi di dollari in yuan (superando i 64,7 miliardi di dollari in dollari). Il valore dei prestiti denominati in yuan in Russia è più che triplicato, raggiungendo i 46,1 miliardi di dollari (soprattutto grazie alla conversione del debito precedentemente detenuto in dollari ed euro). E la quota dello yuan negli scambi alla Borsa di Mosca nel 2023 era del 42%, superando quella del dollaro americano.
La decisione di Washington, alla fine del 2023, di consentire l’imposizione di sanzioni secondarie alle istituzioni finanziarie che lavorano con il settore della difesa russo ha complicato, in parte, le transazioni transfrontaliere. Alcune banche cinesi (tra cui la Ping An Bank, la Bank of Ningbo, la China Guangfa Bank, la Kunshan Rural Commercial Bank, la Great Wall West China Bank, la Shenzhen Rural Commercial Bank, la Dongguan Rural Commercial Bank e la China Zheshang Bank) hanno smesso del tutto di accettare pagamenti russi, mentre il tempo medio di elaborazione di tali pagamenti è salito a diciotto giorni.
Nel marzo 2024, le esportazioni cinesi verso la Russia sono diminuite (del 16% su base annua) per la prima volta dal 2022. La tendenza è proseguita ad aprile con un calo del 13,5%. In generale, la guerra in Ucraina è stata un enorme regalo della Russia alla Cina: un evento che ha rafforzato lo status dello yuan e aperto il mercato russo alle aziende cinesi. Sanzioni permettendo...