Pensioni, sconto di 5 anni con la legge 104

Simone Micocci

31 Maggio 2026 - 08:33

Andare in pensione con 5 anni di anticipo? Questi lavoratori possono farlo grazie al riconoscimento della contribuzione figurativa.

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Ci sono lavoratori che possono andare in pensione con largo anticipo rispetto alle regole ordinariamente previste dal nostro ordinamento. Le agevolazioni disponibili sono diverse: alcune tengono conto dell’attività svolta, quando questa è usurante o gravosa, mentre altre sono legate alla condizione di salute del lavoratore.

A tal proposito, in questa guida vogliamo soffermarci proprio sul diritto allo “sconto” contributivo, fino a un massimo di 5 anni, riconosciuto a lavoratori che spesso rientrano anche nelle categorie tutelate dalla legge 104 del 1992. Con una differenza importante: mentre in quel caso si parla di disabilità, per l’agevolazione in oggetto, disciplinata dall’articolo 80, comma 3, della legge n. 388 del 2000, il riferimento è agli invalidi civili e ai sordomuti.

Nel dettaglio, a coloro che si trovano in questa delicata situazione l’anno di lavoro viene riconosciuto in maniera maggiorata: ai fini contributivi, infatti, vengono considerati 14 mesi anziché 12. In pratica, ogni 6 anni di lavoro si ottiene 1 anno di contribuzione aggiuntiva utile per la pensione, mentre è riconosciuta in misura proporzionale al numero di settimane di lavoro svolto nel caso di periodi inferiori all’anno.

E in un sistema in cui gli anni di contributi hanno un peso determinante, al punto che esistono forme di pensionamento anticipato che non tengono conto dell’età anagrafica ma solamente dell’anzianità contributiva, questa agevolazione può risultare decisiva. Consente infatti, in presenza dei requisiti richiesti, di maturare prima il diritto alla pensione e quindi di smettere di lavorare con largo anticipo rispetto alla generalità dei lavoratori.

A chi spetta lo “sconto” di 5 anni per la pensione

Prima di entrare nel dettaglio della misura è bene definire i contorni della platea interessata. Come anticipato, non serve necessariamente il riconoscimento della legge 104 del 1992, che all’articolo 3 definisce il concetto di disabilità. L’agevolazione in questione, infatti, si applica a coloro ai quali è stata riconosciuta un’invalidità, tramite apposito verbale, pari almeno al 74%.

Rientrano nella platea anche i lavoratori con invalidità riconducibile alle prime quattro categorie della tabella A allegata al Testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra.

Completano il quadro i lavoratori sordomuti, anch’essi destinatari dello stesso beneficio.

Cosa spetta e quando

Nel dettaglio, a chi rientra in una delle suddette categorie viene riconosciuto, su domanda dell’interessato, il diritto a 2 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di lavoro svolto, fino a un massimo di 5 anni complessivi.

È però necessario che l’attività lavorativa sia stata prestata in concomitanza con il possesso del requisito sanitario richiesto. Di conseguenza, vengono considerati utili solamente i periodi di lavoro successivi al riconoscimento dell’invalidità o, comunque, al riconoscimento della condizione che dà diritto all’agevolazione.

Un altro aspetto da chiarire è che danno diritto alla contribuzione figurativa soltanto i periodi di lavoro svolti alle dipendenze di pubbliche amministrazioni, aziende private o cooperative.

L’importanza dello sconto

Con 30 anni di lavoro svolti in una delle suddette condizioni sanitarie, quindi, si può arrivare al riconoscimento di 5 anni di contribuzione figurativa, che rappresentano il limite massimo previsto da questa agevolazione.

Si tratta di contribuzione valida tanto per il diritto alla pensione quanto per il calcolo della stessa, ma con una precisazione importante: ai fini dell’importo, il beneficio rileva solo per la quota retributiva. Per i periodi successivi al 1996, o al 2012 per coloro che rientrano nel sistema retributivo fino a tale data, questi contributi non incidono quindi sulla misura dell’assegno.

Ciò che più conta, però, è che i contributi figurativi vengono considerati validi ai fini dell’accesso alla pensione. Questo può consentire, ad esempio, di anticipare fino a un massimo di 5 anni il diritto alla pensione anticipata ordinaria che, ricordiamo, richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica. Requisiti destinati peraltro ad aumentare di 1 mese dal 2027 e di ulteriori 2 mesi dal 2028.

Si tratta quindi di uno strumento importante per quei lavoratori meritevoli di una maggiore tutela a causa di condizioni psico-fisiche che ne hanno ridotto la capacità lavorativa. Proprio per questo, può essere conveniente presentare domanda per il riconoscimento della contribuzione figurativa, fermo restando che prima di procedere è sempre consigliabile rivolgersi a un esperto in materia previdenziale, così da valutare correttamente la propria situazione.

La domanda va presentata all’Inps, allegando la documentazione sanitaria che attesta la sussistenza dei requisiti di legge. Nel solo caso degli iscritti alla Gestione esclusiva ex Inpdap, inoltre, è necessario presentare anche al datore di lavoro la domanda di riconoscimento in costanza di attività lavorativa.

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