Non solo in Italia: in tutta Europa si andrà in pensione sempre più tardi. Nel nostro Paese l’età pensionabile salirà fino a 70 anni, ma c’è chi fa peggio.
In Italia, e non solo, si andrà in pensione sempre più tardi.
Se da una parte abbiamo già spiegato come l’età pensionabile nel nostro Paese sia destinata ad aumentare per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita, dall’altra è bene sapere che anche il resto d’Europa deve fare i conti con una situazione che impone sempre maggiore prudenza sul piano previdenziale.
Il problema, ormai noto, è legato alle tendenze demografiche, che renderanno sempre più difficile sostenere il sistema a ripartizione oggi utilizzato dalla grande maggioranza dei Paesi europei. In questo modello, infatti, le pensioni vengono finanziate con i contributi versati dai lavoratori e tutto dipende dall’equilibrio tra popolazione occupata e pensionati. In un contesto in cui il numero dei pensionati è destinato ad aumentare, mentre il mercato del lavoro rallenta, il rischio è che l’intero sistema venga sottoposto a una pressione sempre maggiore.
Da qui l’importanza di introdurre dei correttivi che in alcuni Paesi sono automatici, come avviene dove l’età pensionabile viene adeguata all’aumento della speranza di vita, mentre in altri si interviene attraverso vere e proprie riforme, come quella che intende approvare la Germania, dove oltre a un incremento dei requisiti per andare in pensione è previsto anche un primo passaggio verso un sistema a capitalizzazione.
Correttivi che porteranno a un aumento dell’età pensionabile in gran parte d’Europa: in parole più semplici, si andrà in pensione sempre più tardi. Ma di quanto? Ecco cosa emerge dai dati più recenti pubblicati da Euronews.
Di quanto aumenta l’età pensionabile in Italia e in Europa
Sappiamo già quali saranno i prossimi aumenti dell’età pensionabile in Italia. Per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita, che la legge Fornero ha previsto con cadenza biennale, dal prossimo anno bisognerà aggiungere un mese sia al requisito per la pensione di vecchiaia che a quello per la pensione anticipata, con la sola eccezione dei lavoratori impiegati in mansioni usuranti e gravose.
Dal 2028 si aggiungeranno poi altri due mesi, mentre secondo le stime della Ragioneria generale dello Stato un ulteriore incremento di due mensilità potrebbe scattare nel biennio 2029-2030.
Ma l’Italia non è sola. Secondo i dati del rapporto OCSE Pensions at a Glance 2025, nei prossimi decenni l’età pensionabile aumenterà nella maggior parte dei Paesi europei.
Nel complesso dell’Unione europea, l’età legale di pensionamento degli uomini dovrebbe passare dagli attuali 64,7 anni a 66,7 anni entro la fine del 2060, con un aumento medio di due anni. Per le donne si passerà invece da 64 a 66,4 anni, con un incremento di 2,4 anni.
L’aumento interesserà 21 dei 32 Paesi analizzati per gli uomini e 24 per le donne. Circa due terzi degli Stati europei innalzeranno quindi l’età pensionabile maschile, mentre per quella femminile la quota sale a circa tre quarti.
Dietro alle medie europee si nascondono differenze molto marcate tra un Paese e l’altro. A incidere sono soprattutto i diversi meccanismi di adeguamento alla speranza di vita, come pure le riforme già approvate e l’età pensionabile attualmente prevista dai singoli ordinamenti.
La situazione più significativa è quella della Danimarca, dove l’età pensionabile potrebbe arrivare a 74 anni sia per gli uomini sia per le donne. Segue l’Estonia, con 71 anni, mentre Italia, Paesi Bassi, Svezia e Cipro potrebbero raggiungere quota 70 anni.
| Paese | Età futura uomini | Aumento uomini | Età futura donne | Aumento donne |
|---|---|---|---|---|
| Danimarca | 74 anni | 7 anni | 74 anni | 7 anni |
| Estonia | 71 anni | almeno 5 anni | 71 anni | 6,3 anni |
| Italia | 70 anni | almeno 5 anni | 70 anni | 7 anni |
| Paesi Bassi | 70 anni | 3 anni | 70 anni | 3 anni |
| Svezia | 70 anni | 4 anni | 70 anni | 4 anni |
| Cipro | 70 anni | almeno 5 anni | 70 anni | 5 anni |
| Regno Unito | 68 anni | almeno 2 anni | 68 anni | 2 anni |
| Finlandia | 68 anni | 3 anni | n.d. | n.d. |
| Portogallo | 68 anni | almeno 2 anni | n.d. | n.d. |
| Germania | 67 anni | meno di un anno | 67 anni | meno di un anno |
| Cechia | 67 anni | almeno 2 anni | n.d. | n.d. |
| Romania | 67 anni | almeno 2 anni | n.d. | 4,8 anni |
| Belgio | 67 anni | almeno 2 anni | n.d. | n.d. |
| Grecia | 66 anni | 4 anni | n.d. | 4 anni |
| Francia | 65 anni | meno di un anno | 65 anni | meno di un anno |
| Spagna | 65 anni | n.d. | 65 anni | nessun aumento |
| Turchia | 65 anni | 13 anni | 63 anni | 14 anni |
| Slovenia | 62 anni | nessun aumento | n.d. | n.d. |
| Lussemburgo | 62 anni | nessun aumento | n.d. | n.d. |
| Polonia | n.d. | n.d. | 60 anni | nessun aumento |
| Slovacchia | n.d. | almeno 5 anni | n.d. | 5,8 anni |
| Austria | n.d. | n.d. | n.d. | 4,5 anni |
La cattiva notizia, quindi è che pur essendo in compagnia di molti altri Paesi, tra le principali economie europee, sarà proprio l’Italia a prevedere l’età pensionabile più elevata, pari a 70 anni per entrambi i sessi. Seguono il Regno Unito con 68 anni e la Germania con 67, mentre Francia e Spagna dovrebbero fermarsi a 65 anni.
All’estremo opposto, l’età pensionabile maschile più bassa dovrebbe restare pari a 62 anni in Slovenia e Lussemburgo. Per le donne, invece, il requisito più contenuto sarà quello della Polonia, dove anche verso la fine degli anni Sessanta si dovrebbe continuare ad andare in pensione a 60 anni.