Pensioni, pubblicata la nuova guida Inps con tutto quello che devi sapere

Simone Micocci

25 Dicembre 2025 - 09:40

I nuovi importi di pensione ufficializzati dall’Inps con la circolare n. 153 del 2025. Ecco la tabella da scaricare.

Pensioni, pubblicata la nuova guida Inps con tutto quello che devi sapere

È stata pubblicata la guida Inps con tutti i nuovi importi delle pensioni aggiornati per il 2026, un documento atteso da milioni di pensionati perché definisce quanto, e come, cambieranno gli assegni a partire da gennaio.

La circolare n. 153 pubblicata il 19 dicembre, recepisce gli effetti della perequazione automatica legata all’inflazione, ufficializzando quindi anche l’aggiornamento della pensione minima e delle prestazioni assistenziali, oltre ai nuovi limiti di reddito che incidono su integrazioni e maggiorazioni.

Con questo intervento l’Istituto mette nero su bianco i valori di riferimento che verranno utilizzati per il pagamento delle pensioni nel nuovo anno, chiarendo chi beneficerà degli aumenti pieni e chi, invece, vedrà una rivalutazione parziale in base agli scaglioni previsti dalla legge.

A tal proposito, nei prossimi paragrafi analizziamo nel dettaglio cosa prevede la guida Inps, quali sono i nuovi importi delle pensioni nel 2026 e come cambiano trattamento minimo, assegno sociale e prestazioni collegate al reddito, così da capire effettivamente quanti soldi (in più) arriveranno ogni mese e quali saranno gli effetti reali sugli assegni.

La rivalutazione delle pensioni 2026

La rivalutazione delle pensioni, ragione principale degli aumenti ufficializzati dall’Inps, per il 2026 si basa sull’indice di perequazione fissato all’1,4%, ma non viene applicata in modo uniforme a tutti gli assegni. Come chiarisce la circolare, l’aumento effettivo dipende dall’importo complessivo delle pensioni percepite dal singolo beneficiario e segue un sistema a scaglioni, pensato per garantire una tutela piena alle pensioni più basse e una rivalutazione progressivamente ridotta per quelle più alte.

Nel dettaglio, per i trattamenti complessivi fino a 4 volte il trattamento minimo, la rivalutazione è integrale. In questa fascia l’indice viene applicato al 100%, con un aumento pari all’1,4% sull’intero importo della pensione. In termini pratici, la rivalutazione piena si applica agli assegni fino a 2.413,60 euro lordi mensili.

Superata questa soglia, ma fino a 5 volte il trattamento minimo, entra in gioco una riduzione dell’indice. In questo scaglione la perequazione viene riconosciuta nella misura del 90%, con un aumento effettivo pari all’1,26%. La fascia di riferimento va da 2.413,61 a 3.017,00 euro mensili: in questo intervallo l’incremento c’è, ma risulta parzialmente ridotto rispetto a quello pieno.

Infine, per gli assegni che superano 5 volte il trattamento minimo, la rivalutazione si riduce ulteriormente. In questo caso l’indice è applicato nella misura del 75%, con un aumento pari all’1,05%. La riduzione riguarda quindi tutte le pensioni con importo complessivo oltre i 3.017,01 euro mensili, che beneficiano solo in parte dell’adeguamento all’inflazione.

La rivalutazione straordinaria nel 2026

Accanto alla rivalutazione ordinaria legata all’inflazione, nel 2026 resta in vigore anche la rivalutazione straordinaria destinata alle pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo. La misura, introdotta nel 2023 e prorogata più volte, è stata confermata fino al prossimo anno dalla legge di Bilancio e continua a rappresentare un sostegno aggiuntivo per gli assegni più bassi.

Per il 2026 l’incremento straordinario è fissato nella misura dell’1,3% e si applica contestualmente alle operazioni di perequazione. Considerando il valore del trattamento minimo pari a 611,85 euro, l’aumento massimo riconosciuto è di 7,95 euro mensili, che consente di portare l’importo fino a 619,80 euro al mese.

Un aspetto rilevante chiarito dall’Istituto è che, per l’erogazione di questo incremento, non rilevano i redditi del pensionato.

L’aumento viene calcolato sul trattamento mensile in pagamento secondo la normativa vigente prima dell’introduzione della misura e si applica sia alle pensioni integrate al minimo, con riferimento all’importo integrato, sia a quelle non integrate ma di valore pari o inferiore al minimo. La stessa regola vale anche per le pensioni in convenzione internazionale, per le quali l’incremento è calcolato sul pro-rata italiano.

La tabella degli aumenti

Le regole sulla rivalutazione ordinaria e sull’incremento straordinario trovano applicazione nei nuovi importi delle pensioni in pagamento dal 2026, ufficializzati dall’Inps con la suddetta circolare. La tabella che trovate di seguito, riassume l’effetto combinato delle percentuali di perequazione e delle soglie previste dalla normativa, mostrando in modo immediato come cambia l’assegno in base all’importo di partenza.

I valori riportati consentono di capire quale aumento spetta a ciascuna fascia di pensione, evidenziando la maggiore tutela riconosciuta agli assegni più bassi e la riduzione progressiva della rivalutazione per quelli più elevati, secondo le regole fissate dall’Istituto.

I nuovi importi ufficializzati dall’Inps
Clicca qui per scaricare la tabella.

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