Pensioni, penalizzati anche gli assegni futuri: quanto si perde a causa del Covid

Antonio Cosenza

1 Febbraio 2021 - 13:15

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Il Covid avrà effetti a lungo termine sulle pensioni: nella migliore delle ipotesi gli assegni futuri si riducono del 2%, nella peggiore del 7%.

Pensioni, penalizzati anche gli assegni futuri: quanto si perde a causa del Covid

Gli effetti del Covid sulle pensioni saranno a lungo termine.

Lo conferma Progetica (“Società indipendente di consulenza ed è un riferimento nell’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale di qualità e nella pianificazione economica personale”), la quale ha realizzato alcune simulazioni - pubblicate dal Corriere della Sera - che mettono in luce le conseguenze sulle pensioni, come pure per gli stili di vita dei pensionati, della crisi economica conseguente a quella sanitaria.

Come più volte vi abbiamo spiegato, la crisi economica avrà ripercussioni sulle pensioni: e d’altronde una prima dimostrazione lo è il calo del PIL il quale avrà ripercussioni anche sui coefficienti di rivalutazione, ma non bisogna dimenticare le conseguenze che la crisi avrà sul mercato del lavoro, con tagli delle retribuzioni e perdite dei posti di lavoro.

E guardando a come funziona il calcolo contributivo della pensione - con il montante contributivo che dipende direttamente dai contributi versati - è ovvio che quanto sta succedendo in questi mesi ce lo ritroveremo - in negativo - sulla nostra pensione futura.

Ma quanto si perde davvero? Ecco le stime di Progetica.

Pensioni: quanto si perderà in futuro causa Covid

Secondo le stime di Progetica gli effetti del Covid sulle pensioni si sentiranno anche in futuro. Basti vedere che lo studio condotto dalla società prende come esempio un giovane di 30 anni, il quale - nella migliore delle ipotesi - non andrà in pensione prima dei prossimi 35 anni.

Ebbene, secondo Progetica, considerando un reddito mensile netto pari a 1.000 euro, questo potrebbe perdere il 3% ogni anno a causa del Covid. Si tratta, quindi, di una perdita di 360,00€ l’anno.

Ovviamente gli effetti saranno tanto più severi quanto più si avvicina la data del pensionamento. Nel lungo periodo, infatti, questi saranno mitigati da una potenziale crescita dell’economia, mentre l’impatto è ancora più forte per coloro ai quali non mancano molti anni al pensionamento.

Pensiamo, ad esempio, ad un lavoratore di 50 anni: per un lavoratore dipendente, con reddito sempre di 1.000€, il taglio è del 6%. Ancora peggio va agli autonomi, i quali causa Covid perdono il 7% della pensione futura, con una riduzione quindi di 840,00€ annui.

Perché le pensioni si riducono a causa del Covid

Ma quali sono i motivi per cui il Covid comporterà perdite sulle pensioni future? Partiamo dall’adeguamento dei coefficienti di trasformazione in rendita, i quali nel biennio 2020-2021 sono diminuiti - in media - dello 0,4%.

Questo significa che i contributi maturati dal lavoratore saranno trasformati in pensione con un meccanismo sempre più penalizzante.

A questo si aggiunge il crollo del PIL registrato nel 2020, il quale si andrà a ripercuotere - non solo per quest’anno ma anche in futuro - sulle rivalutazioni annuali del montante contributivo. Ricordiamo, infatti, che la Riforma Dini aveva stabilito che questo dovesse essere rivalutato ogni anno tenendo come riferimento l’andamento del PIL negli ultimi cinque anni. Ed economicamente ci sono due pesanti recessioni - tra il 2008-2009 e 2012-2013 - che si vanno ad aggiungere ad un crollo che nel 2020 dovrebbe rasentare il 10%. E considerando anche una crescita modesta negli anni precedenti, ne risulta che senza una ripresa veloce dell’economia italiana le pensioni rimarranno al palo.

Senza questi due eventi la pensione futura sarebbe stata più alta, per una percentuale che va dal 2% al 7% a seconda dell’età del lavoratore. Se si vogliono compensare questi effetti esiste, come suggerito da Progetica, una sola possibilità: quella di aderire ad un fondo pensione.

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