Pensioni, novità 2020: proroghe, aumenti e conferme

Antonio Cosenza

19/10/2019

28/10/2019 - 15:01

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Pensioni: con il passare dei giorni si va delineando il piano del Governo per il 2020. Quota 100 sarà confermata, Opzione Donna e Ape Sociale prorogate. Possibile un piccolo incremento per gli assegni.

Pensioni, novità 2020: proroghe, aumenti e conferme

Pensioni, sembra ormai chiaro cosa ci aspetta sul fronte previdenziale nel 2020.

Con la definizione dell’accordo sulla Legge di Bilancio 2020 è ufficiale che non ci saranno abbastanza risorse per una riforma delle pensionicompleta e strutturale”, obiettivo che il Governo - come confermato dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri - ha rinviato ai prossimi anni.

Non per questo, però, non ci saranno novità per le pensioni il prossimo anno: l’Esecutivo, infatti, ha deciso di destinare le poche risorse a disposizione per tutelare alcune categorie di lavoratori, come ad esempio le donne e gli addetti a mansioni usuranti. Per questo motivo ha deciso di puntare - ancora - su due strumenti di flessibilità in vigore in questi anni: Opzione Donna e Ape Sociale.

D’altra parte il Governo potrebbe introdurre delle misure anche in favore di coloro che già sono in pensione: la novità delle ultime ore è quella di un “ritocco” per il meccanismo della rivalutazione, che dovrebbe portare a degli aumenti nel cedolino mensile.

Partiamo proprio da quest’ultima novità che potrebbe portare ad un piccolo aumento delle pensioni nel 2020.

Rivalutazione delle pensioni: cosa potrebbe cambiare nel 2020

Il Governo potrebbe decidere di rivedere il meccanismo delle pensioni introdotto nel 2019, ma solamente per coloro che hanno un assegno di importo compreso tra le tre e le quattro volte il trattamento minimo, ossia tra i 1.500,00€ e i 2.000,00€.

Per questi assegni oggi la rivalutazione non è piena - come invece per gli assegni di importo inferiore ai 1.500,00€ - ma al 97%. Ebbene, sembra che il Governo voglia portare anche nei confronti di questi pensionati una rivalutazione al 100%, provvedimento che non avrebbe un costo eccessivo.

Questa novità, però, non sembra soddisfare i sindacati, i quali chiedevano un ritorno al passato per gli assegni di qualsiasi importo. L’incremento del 3% della rivalutazione per gli assegni tra i 1.500€ e i 2.000€, infatti, porterà ad aumenti mensili di appena 50 centesimi (come calcolato dai sindacati). Tant’è che - sempre secondo le parti sociali - non si potrebbe parlare di “aumenti delle pensioni” vista la cifra irrisoria.

Pensioni: le proroghe del 2020

Con la Legge di Bilancio 2020 ci saranno due importanti proroghe: Opzione Donna e Ape Sociale. Per la prima misura non si dovrebbe parlare di “proroga”, dal momento che sarebbe più corretto il termine “estensione”.

Oggi, infatti, Opzione Donna consente il pensionamento anticipato alle lavoratrici che hanno maturato 35 anni di contributi e compiuto 58 (lavoratrici dipendenti) o 59 anni (lavoratrici autonome) entro il 31 dicembre del 2018.

Ebbene, con la Legge di Bilancio 2020 questa data slitterà di un anno, estendendo di fatto la possibilità di accedere ad Opzione Donna anche alle nate negli anni 1961 (subordinate) e 1960 (autonome).

La seconda proroga è per l’Ape Sociale, l’anticipo pensionistico rivolto ad alcune categorie di lavoratori come i disoccupati di lungo corso, gli invalidi civili, i caregivers e gli addetti alle mansioni usuranti.

Una misura di flessibilità introdotta proprio dal Governo di centrosinistra, e su cui il Partito Democratico (e non solo) sembra ancora voler puntare.

Pensioni: le conferme del 2020

La più importante conferma del 2020 è quella di Quota 100, per la quale il Governo ha resistito alle pressioni - anche interne alla maggioranza - di coloro che ne volevano la cancellazione anticipata.

Quel che è importante è che Quota 100 resterà in vigore nel 2020 senza alcuna modifica rispetto allo scorso anno; il Governo, infatti, ha deciso di rinunciare al progetto di allungare le finestre mobili con il quale ci sarebbe stato un altro piccolo taglio delle risorse.

Tuttavia, la maggioranza - convinta dai risparmi di Quota 100 - ha deciso di lasciare invariata la misura di flessibilità tanto voluta da Matteo Salvini.

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