Dichiarazione dei redditi con “sorpresa” per circa 270mila eredi di pensionati deceduti nel 2025: per un errore commesso nelle CU 2026, l’Agenzia delle Entrate richiede somme più alte del dovuto.
Errare humanum est, tuttavia quando a commettere l’errore è l’Inps la notizia fa inevitabilmente più rumore. Questa volta il problema riguarda alcune Certificazioni Uniche, inviate dall’Istituto nel marzo scorso, all’interno delle quali mancano dei dati fiscali rilevanti, con conseguenze dirette sul prospetto di liquidazione.
Una dimenticanza che coinvolge circa 270 mila pensionati, perlopiù soggetti deceduti nel corso del 2025, e che, va detto, ha comportato uno svantaggio per le persone interessate non particolarmente rilevante. Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di importi modesti, tali da non incidere in modo significativo sul bilancio familiare. Questo, naturalmente, non significa che si possa lasciar correre, ma semplicemente che non c’è motivo di allarmarsi.
Anche perché proprio in queste ore l’Inps, accortosi dell’errore, ha iniziato a correggere le CU interessate, provvedendo a trasmetterle nuovamente anche all’Agenzia delle Entrate.
Vediamo allora nel dettaglio cosa è successo, chi è coinvolto, di quali importi si parla e come risolvere.
Che errore ha commesso l’Inps nella Certificazione Unica e chi riguarda
Come noto, l’Inps agisce in qualità di sostituto d’imposta nei confronti dei pensionati, provvedendo mensilmente a trattenere le imposte dovute in acconto. Questo vale sia per l’Irpef che per le addizionali, con i relativi importi che vengono poi indicati nella Certificazione Unica.
Ebbene, questa volta non è andata esattamente così per circa 270 mila pensionati, nella maggior parte dei casi - come riportato da Il Sole 24 Ore - deceduti nel corso dell’ultimo anno. In questi casi, infatti, l’Inps ha omesso di indicare nella CU 2026 le addizionali trattenute, con la conseguenza che, in sede di dichiarazione dei redditi, queste sono state nuovamente sottratte agli eredi interessati.
A tal proposito, proprio in queste ore i Caf stanno ricevendo dall’Inps l’elenco dei contribuenti coinvolti dall’errore. Come confermato da Giovanni Angileri, coordinatore della Consulta dei Caf, saranno poi i singoli uffici ad avvisare i contribuenti interessati, che avranno la possibilità di annullare il precedente modello 730/2026 e procedere con un nuovo invio entro il 22 giugno, data entro la quale dovrebbe comunque restare possibile ottenere il conguaglio ad agosto.
Non serve quindi fare necessariamente un controllo sulla CU interessata, visto che verrete prontamente avvisati nel caso in cui rientriate tra le persone coinvolte. In ogni caso, qualora vogliate verificarlo autonomamente, basterà consultare la CU 2026 e controllare i punti 22, relativo all’addizionale regionale, 27, relativo all’addizionale comunale in saldo, e 29, relativo all’addizionale comunale in acconto.
Se in quei campi non dovesse risultare indicato alcun importo, allora potrebbe esserci un errore. Pertanto, se non avete ancora presentato la dichiarazione dei redditi, conviene attendere la CU corretta che l’Inps sta predisponendo in queste ore.
Di che importi si tratta?
Per quanto riguarda gli importi, bisogna affidarsi a quanto riferito dall’Inps in queste ore. Fonti interne all’Istituto spiegano infatti che si tratta di somme minime, di entità estremamente contenuta e, nella maggior parte dei casi, inferiori alla soglia di rilevanza fiscale pari a 12 euro, oltre la quale può scattare il recupero tramite cartella esattoriale.
Indipendentemente dall’importo, resta comunque un errore che, come detto, verrà presto corretto. Nessun allarme quindi, ma solo qualche piccolo disagio per i contribuenti coinvolti.
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