Pensioni, cedolino di febbraio 2026 online. Ci sono brutte notizie

Simone Micocci

26/01/2026

Cedolino di pensione di febbraio 2026 online, niente aumenti (e gli arretrati). Ecco cosa aspettarsi.

Pensioni, cedolino di febbraio 2026 online. Ci sono brutte notizie

In queste ore, sul sito dell’Inps, all’interno dell’area personale accessibile con Spid, Cie o Cns, è stato pubblicato il cedolino della pensione di febbraio 2026. Un documento molto atteso, perché chiamato a chiarire definitivamente cosa sta accadendo agli aumenti previsti dalla legge di Bilancio 2026.

Non si tratta della rivalutazione delle pensioni, come molti continuano a sostenere. L’adeguamento al tasso di inflazione accertato per il 2025, pari all’1,4%, è infatti già scattato con la pensione di gennaio. Su questo fronte, quindi, non erano attesi ulteriori incrementi.

L’attenzione dei pensionati era piuttosto concentrata su un altro aspetto: capire se già con il cedolino di febbraio l’Inps sarebbe riuscito ad aggiornare il sistema di calcolo dal lordo al netto, tenendo conto delle novità fiscali introdotte dalla manovra, in particolare per chi percepisce un assegno annuo lordo superiore a 28.000 euro. Le nuove regole decorrono formalmente dal 1° gennaio 2026, ma la loro applicazione richiede tempi tecnici inevitabili.

Come primo passaggio, era necessario attendere la pubblicazione della legge di Bilancio in Gazzetta Ufficiale, circostanza che ha impedito all’Inps di adeguare i sistemi informatici in tempo utile per il pagamento della pensione di gennaio. Successivamente, si è resa necessaria l’attivazione dell’intera macchina operativa, con l’aggiornamento delle procedure di calcolo e dei software.

Alla luce di questo percorso, in molti speravano di vedere già a febbraio gli effetti delle nuove regole fiscali, accompagnati dal recupero degli arretrati relativi al mese precedente. Tuttavia, con la pubblicazione del cedolino di febbraio sul portale Inps, emerge un quadro ben diverso, che rischia di deludere le aspettative di una larga platea di pensionati.

Pensioni, cedolino di febbraio online senza aumenti

Salvo il caso di quei pensionati che hanno subito il conguaglio in un’unica soluzione, la pensione di febbraio sarà uguale a quella di gennaio. Guardando al cedolino appena pubblicata nell’apposito servizio dell’area personale MyInps, infatti, notiamo come importo lordo e netto siano gli stessi, con l’Irpef che quindi è stata calcolata secondo le regole in vigore fino al 31 dicembre scorso.

Pertanto, il secondo scaglione - quello che va da 28.000 a 50.000 euro - è ancora tassato al 35%, anziché al 33% come previsto dalla manovra. Una novità che garantirà un risparmio annuo fino a un massimo di 440 euro, circa 36 euro al mese, ma per adesso rimandata a marzo quando l’Inps dovrebbe ormai aver completato tutti i passaggi necessari per applicare il nuovo sistema di tassazione.

Vengono quindi rispettate le stesse tempistiche con cui l’Inps abbassò l’aliquota per i redditi compresi tra 15.000 e 28.000, portata dal 25% al 23%, a inizio 2024: anche allora, infatti, per vedere gli effetti della riforma fiscale, bisognò attendere fino a marzo, dove nel contempo vennero aggiunte anche le due mensilità arretrate di gennaio e febbraio (indicate con la dicitura “arretrati A.C.”).

Cosa c’è nel cedolino di pensione di febbraio

Niente taglio dell’Irpef, ma neppure l’aumento di 20 euro della maggiorazione sociale: nella pensione di febbraio mancano le principali novità della legge di Bilancio 2026 che avrebbero dovuto incidere sull’importo dell’assegno.

Di conseguenza, l’importo lordo resta quello già rivalutato a gennaio sulla base dell’inflazione 2025, mentre per la trasformazione dal lordo al netto continuano ad applicarsi le regole ordinarie. Questo significa che sul rateo di febbraio l’Inps ha effettuato le consuete trattenute fiscali, senza alcun adeguamento alle nuove misure previste dalla manovra.

In particolare, ricordiamo che a inizio anno è stato effettuato il ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali relative al 2025, comprendenti Irpef e addizionali regionali e comunali a saldo, sulla base dell’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche erogate dall’Inps. Se nel corso del 2025 sulla pensione sono state applicate ritenute mensili inferiori a quanto dovuto su base annua, l’Istituto procede al recupero delle differenze a debito sulle pensioni di gennaio e febbraio 2026, trattenendo gli importi anche fino a concorrenza dell’intero rateo mensile.

Nel caso in cui le mensilità di gennaio e febbraio non siano sufficienti a coprire il debito complessivo, le trattenute proseguono sui ratei successivi fino alla completa estinzione. Per i pensionati con un importo annuo complessivo dei trattamenti fino a 18.000 euro, e con un conguaglio a debito superiore a 100 euro, la normativa consente la rateazione fino al mese di novembre, così da attenuare l’impatto delle trattenute.

Sul cedolino di febbraio continuano inoltre a gravare le addizionali regionali e comunali riferite al 2025, che vengono recuperate in undici rate mensili, da gennaio a novembre 2026. Anche sotto questo profilo, quindi, non si registra alcuna novità rispetto al passato.

Restano comunque escluse da ogni trattenuta fiscale le prestazioni assistenziali, come le pensioni di invalidità civile, gli assegni sociali e tutte le prestazioni non imponibili per specifiche ragioni, tra cui la detassazione per residenza estera o per particolari tutele previste dalla legge.

Prima di concludere ricordiamo che, come da nuovo calendario Inps, il pagamento della pensione di febbraio è in programma il prossimo lunedì, 2 febbraio.

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