Aumento delle pensioni, al via le richieste da maggio 2026. Ecco quali bonus si possono richiedere.
Questo è un periodo dell’anno molto importante anche per i pensionati, in quanto preparatorio in vista dell’invio della dichiarazione dei redditi.
Un’opportunità che molti coglieranno per avere diritto a un bonus - che, nel migliore dei casi, verrà pagato già con la pensione di agosto - e che va a compensare quanto versato in più di Irpef nel corso del 2025.
In tutti i casi in cui la pensione è soggetta a tassazione - superando quindi la soglia della no tax area, pari a 8.500 euro annui - è possibile approfittare dell’opportunità offerta dalla dichiarazione dei redditi. Il consiglio è di utilizzare il modello 730/2026 indicando l’Inps come sostituto d’imposta, così da ricevere un aumento nel minor tempo possibile.
Ricordiamo, infatti, che grazie alle detrazioni previste la quota di Irpef pagata dal pensionato e trattenuta mensilmente dall’Inps può essere ridotta fino a capienza, arrivando quindi anche a zero. In questo modo è possibile recuperare, a seconda dei casi, un importo che può superare anche le migliaia di euro, con il vantaggio di riceverlo in un’unica soluzione.
Ma quali sono i “bonus” di cui si può beneficiare quest’anno in dichiarazione dei redditi? Di novità ce ne sono poche: se ci concentriamo sulle detrazioni solitamente a vantaggio dei pensionati, non emergono grandi cambiamenti. Tuttavia, l’elenco a disposizione resta comunque sufficiente per ridurre sensibilmente l’Irpef pagata lo scorso anno, aumentando di fatto l’importo della pensione.
Chi può chiedere l’aumento della pensione
Come anticipato, possono approfittare della dichiarazione dei redditi tutti quei pensionati che percepiscono un importo superiore a 8.500 euro annui. Sotto questa soglia, infatti, l’Irpef non è stata pagata, in quanto l’ammontare dovuto è stato completamente azzerato dalla specifica detrazione per i redditi da pensione.
A meno che quindi il pensionato non percepisca nel contempo altri redditi - e in quel caso, in presenza di una doppia Certificazione Unica, sarebbe persino obbligato a presentare la dichiarazione - non avrebbe senso procedere con l’adempimento fiscale in quanto non c’è nulla da recuperare. Sarebbe, quindi, solamente uno spreco di tempo.
Ricordiamo poi che non va presentata la dichiarazione neppure nel caso di coloro che percepiscono le prestazioni di invalidità civile, le pensioni o gli assegni sociali e le prestazioni non assoggettate alla tassazione per particolari motivazioni (detassazione per residenza estera, vittime del terrorismo), in quanto non hanno subito trattenute fiscali.
Quali sono i bonus che si possono chiedere
I principali “bonus” che un pensionato può richiedere coincidono, di fatto, con le detrazioni fiscali più rilevanti. Tra questi, uno dei più importanti riguarda le spese sanitarie: visite mediche, farmaci, interventi e dispositivi sanitari permettono di recuperare il 19% della spesa (al netto della franchigia), con importi spesso significativi soprattutto per chi sostiene costi elevati per cure continuative.
Un altro capitolo centrale è quello della casa. I pensionati che hanno un mutuo sulla prima abitazione possono portare in detrazione il 19% degli interessi passivi, mentre chi ha effettuato lavori edilizi può beneficiare delle detrazioni per ristrutturazioni o riqualificazione energetica, che consentono di recuperare una parte consistente della spesa distribuita su più anni. Anche le spese condominiali legate a interventi agevolati rientrano tra quelle che aumentano il rimborso.
Non meno importanti sono i bonus legati alla sicurezza personale e familiare: i premi assicurativi sulla vita o contro gli infortuni danno diritto a detrazione, così come le spese sostenute per l’assistenza a persone non autosufficienti. In presenza di familiari a carico, inoltre, si possono ottenere ulteriori vantaggi fiscali, anche se dal 2026 le regole sono più restrittive per i figli sopra i 30 anni.
Ci sono poi agevolazioni spesso sottovalutate ma comunque utili, come quelle per le spese veterinarie, per i funerali o per le erogazioni liberali a enti del Terzo Settore, che permettono di recuperare una percentuale di quanto donato. Anche gli abbonamenti ai trasporti pubblici e alcune spese legate all’istruzione (ad esempio per figli o nipoti a carico) contribuiscono ad aumentare il totale delle detrazioni.
Come richiedere l’aumento?
Il passaggio è molto semplice. Quel che si può fare a oggi è recuperare la documentazione utile per presentare la dichiarazione dei redditi presso Caf e intermediari – ricordiamo che l’invio è possibile presumibilmente dal 20 maggio – oppure anche solo per controllare che i dati della precompilata siano corretti.
Ad esempio, è consigliato scaricare la Certificazione Unica 2026 dal sito dell’Inps, perché è proprio qui che è indicata la capienza fiscale del pensionato, ossia l’importo massimo che si può recuperare tramite le detrazioni.
Dopodiché è bene avere con sé anche il riepilogo della dichiarazione dei redditi presentata lo scorso anno, così da verificare se ci sono quote di detrazione da recuperare, come nel caso dei bonus edilizi – si pensi al bonus ristrutturazioni – che vengono dilazionati in più anni. Allo stesso modo, è necessario raccogliere tutti i giustificativi delle spese sostenute nel 2025 che danno diritto alle detrazioni.
A quel punto, tenendo conto del calendario previsto, basterà utilizzare il modello 730/2026 precompilato per presentare la dichiarazione in autonomia, oppure rivolgersi a Caf e patronati per limitare gli errori e assicurarsi che tutte le spese siano correttamente inserite.
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