La detrazione dell’abbonamento per il trasporto pubblico permette di ottenere un vantaggio fiscale importante, ma come si calcola nel caso di più figli a carico?
Nel 730/2026 e nel modello Redditi Persone Fisiche è possibile portare in detrazione l’abbonamento al trasporto pubblico, ma dubbi possono sorgere in presenza di più figli a carico, come sono calcolati in questo caso gli importi? Ecco cosa dice in proposito l’Agenzia delle Entrate.
Quali sono le regole per la detrazione del costo degli abbonamenti del trasporto pubblico nel modello 730 in caso di famiglia con più figli a carico? Queste sono le domande che si pongono molti contribuenti che vorrebbero un maggiore risparmio a fronte di spese frequentemente elevate, ad esempio nel caso in cui i figli per andare a scuola e muoversi in città usino i mezzi pubblici.
A fornire la risposta a questa domanda è stata l’Agenzia delle Entrate partendo da un caso concreto, cioè un soggetto con due figli a carico per i quali ha acquistato abbonamenti annuali al trasporto pubblico.
Ecco le regole per fruire delle detrazioni fiscali nel modello 730/2026 per l’abbonamento al trasporto pubblico in presenza di più figli a carico.
Abbonamento annuale mezzi pubblici: come funziona la detrazione nel 730/2026
Le spese sostenute nel 2025 per gli abbonamenti ai mezzi pubblici possono essere portate in detrazione nel modello 730/2026. La dichiarazione dei redditi deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza del 30 settembre 2026. Il modello precompilato è disponibile per la sola lettura a partire dal 30 aprile 2026, può essere inoltrato, con o senza modifiche, a partire dal 15 maggio 2026. Chi si avvale del Modello Redditi Persone Fisiche 2025 ha, invece, tempo fino al 31 ottobre 2026 per trasmettere la dichiarazione dei redditi.
La prima cosa da sottolineare è che il tetto massimo di spesa per il quale si può usufruire della detrazione non è molto alto, infatti, si tratta di 250 euro. Il beneficio fiscale è, invece, pari al 19% dell’importo massimo.
Facendo i calcoli, il contribuente ha diritto a recuperare 47,50 euro ogni anno. La detrazione spetta sia per i familiari fiscalmente a carico sia per il contribuente stesso. Deve però essere ricordato che nel caso in cui in busta paga risulti la voce “rimborso spese trasporto” non si ha diritto alla detrazione perché la spesa non è stata effettivamente sostenuta.
Un soggetto si considera fiscalmente a carico se:
- ha meno di 24 anni e un reddito pari a zero oppure inferiore a 4.000 euro annui lordi;
- ha più di 24 anni e un reddito pari a zero oppure inferiore a 2.840,51 euro annui lordi.
Come indicare nel modello 730/2026 la detrazione per l’abbonamento autobus
Nel modello 730/2026 le spese per il trasporto devono essere indicate nel Quadro E, righi E8-E10 per “Spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale”.
Possono essere portate in detrazione le spese per l’abbonamento a autobus, metropolitane e treni indipendentemente dalla tratta utilizzata. Poiché si parla di abbonamenti, non sono detraibili i singoli biglietti per il trasporto pubblico.
L’importo deve comprendere le spese indicate nella sezione “Oneri detraibili” (punti da 341 a 352) della Certificazione Unica con il codice onere 40.
È possibile ottenere la detrazione per le spese sostenute per gli abbonamenti settimanali, mensili e annuali. Sono esclusi dall’agevolazione, invece, i titoli di viaggio che hanno una durata oraria, anche se superiori a quella giornaliera. Sono escluse dalla detrazione anche le carte di trasporto integrate, ovvero quelle che includono oltre al trasporto anche servizi come l’ingresso a musei o spettacoli.
Detrazione abbonamento autobus con più figli a carico: i limiti non cambiano
Torniamo alla domanda posta dall’istante: la soglia massima di detrazione di 250 euro vale anche in caso di più familiari a carico? La risposta che arriva dall’Agenzia delle Entrate conferma questo limite:
La detrazione del 19% delle spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale spetta su un importo complessivamente non superiore a 250 euro.
Questo limite massimo di spesa si deve intendere riferito cumulativamente alle spese sostenute dal contribuente per l’abbonamento proprio e dei familiari a carico. In pratica il genitore che paga due abbonamenti autobus annuali (uno per ciascuno dei due figli a carico) potrà comunque usufruire della detrazione massima di 47,50 euro (pari al 19% di 250 euro).
L’Agenzia sottolinea anche che se per l’abbonamento di un figlio a carico la somma spesa è superiore al tetto di spesa massima, gli importi non possono essere portati in detrazione «pro quota» da ciascun genitore. Ad esempio, se un abbonamento costa 400 euro, non è prevista la possibilità che la madre porti in detrazione 200 euro e ulteriori 200 li porti in detrazione il padre.
Ricordiamo, infine, che per ottenere la detrazione bisogna conservare alcuni documenti, come:
- il titolo di viaggio, che deve contenere la durata dell’abbonamento;
- in alternativa la ricevuta di pagamento dell’abbonamento.
In tutti i casi in cui non vi è obbligo di emettere fattura, il titolo di viaggio è valido a fini fiscali se contiene le seguenti informazioni:
- nome azienda di trasporto;
- numero di partita Iva;
- numero progressivo dell’abbonamento;
- descrizione del servizio di trasporto (partenza-destinazione, fascia chilometrica...);
- data dell’obliterazione;
- durata dell’abbonamento;
- costo.
Per gli abbonamenti in formato elettronico è necessario che il contribuente conservi il documento che attesti le indicazioni che qualificano il titolo di viaggio, come lo scontrino, che contiene informazioni su servizio utilizzato, periodo di validità, spesa sostenuta e data di sostenimento della spesa.
Detrazione abbonamento trasporto pubblico, novità 2026
La Legge di Bilancio 2025 prevede il riordino delle detrazioni fiscali con tagli per i redditi superiori a 75.000 euro calcolati sul quoziente familiare. La maggior parte delle detrazioni fiscali entra in dichiarazione precompilata automaticamente. Il contribuente nel modello 730/2026 può cambiare le detrazioni da far valere barrando la casella “Riordino delle detrazioni non automatizzato”.
In caso di reddito superiore a 75.000 euro e inferiore a 100.000 euro l’importo base della spesa ammessa alle detrazioni è di 14.000 euro. Superati i 100.000 euro e fino a 120.000 euro l’importo base scende a 8.000 euro. Gli importi sono effettivamente riconosciuti in tale misura solo nel caso in cui ci siano tre o più figli a carico. In questo caso, il coefficiente è pari a 1.
In assenza di figli è applicato il coefficiente 0,50, quindi, gli importi sono ridotti alla metà: 7.000 euro per chi ha un reddito compreso tra 75.000 euro e 100.000 euro e 4.000 euro per chi ha un reddito superiore a 100.000 euro e fino a 120.000 euro.
In presenza di un solo figlio è applicato il coefficiente 0,70. Ne consegue che per la prima fascia la spesa massima su cui calcolare la detrazione è di 9.800 euro e scende a 5.600 euro per i redditi superiori a 100.000 euro.
Infine, in presenza di due figli a carico è applicato il coefficiente 0,85 e la spesa massima su cui applicare la detrazione è di 11.900 euro per i redditi compresi tra 75.000 euro e 100.000 euro e 6.800 euro in caso di reddito superiore a 100.000 euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA