Che detrazione spetta per i familiari a carico in busta paga nel 2026? Vediamo i calcoli e su che importi si può contare.
Detrazioni familiari a carico in busta paga che importi spettano in busta paga nel 2026 dopo le modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2025? Le detrazioni spettanti al contribuente per i familiari a carico sono state rimodulate lo scorso anno con tagli che a prima vista sono sembrati di poco conto, ma che nel lungo periodo rischiano di incidere in maniera significativa sulla retribuzione netta del lavoratore dipendente (o nell’eventuale conguaglio in sede di dichiarazione dei redditi).
In busta paga è prevista la detrazione per altri familiari a carico, ma vediamo come si calcola? Si tratta di un’agevolazione con la quale abbattere l’Irpef dovuta e che comporta per il dipendente uno sconto sulle imposte da versare. A differenza delle detrazioni per lavoro dipendente, riconosciute in automatico dal datore di lavoro in base al reddito presunto totale dell’anno, per quelle riferite ai carichi familiari è necessario presentare apposita domanda.
Il lavoratore, ogni anno, è chiamato a presentare al datore di lavoro il modello per le detrazioni spettanti in busta paga. Per il lavoratore neo assunto, il modulo va presentato al momento dell’assunzione per comunicare al datore di lavoro quali detrazioni applicare in busta paga.
Tuttavia, occorre fare attenzione: dal 1° gennaio 2025 non è più possibile richiedere lo sconto fiscale per fratelli, sorelle o affini; il legislatore ha infatti limitato il beneficio ai soli figli, al coniuge e agli ascendenti conviventi.
Le detrazioni spettano:
- per i figli a carico a patto che abbiano compiuto i 21 anni, ma non ancora 30 anni (per i figli di età inferiore ai 21 anni non sono riconosciute perché inglobate nell’assegno unico);
- per il coniuge a carico;
- per ascendenti conviventi.
Le detrazioni spettanti sono calcolate, per ogni familiare, in base al reddito del dipendente perché così come l’Irpef è progressiva e si alza all’aumentare del reddito, così le detrazioni spettanti si abbassano con l’alzarsi del reddito prodotto.
Detrazioni familiari a carico, l’importo cambia
Le detrazioni per carichi di famiglia in busta paga sono riconosciute mese dopo mese dal datore di lavoro. In alternativa il dipendente può scegliere anche di non riceverle mensilmente in busta paga, ma in un’unica soluzione a conguaglio in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Iniziamo con il comprendere quali sono i familiari a carico. Sono considerati a carico tutti i familiari con reddito inferiore a 2.840,51 euro. Solo per i figli che hanno un’età fino a 24 anni il reddito limite da non superare per essere considerati a carico è di 4.000 euro.
Dal 2025 sono state introdotte importanti novità per le detrazioni che spettano per i familiari a carico, che andremo a vedere di seguito.
L’importo delle detrazioni spettanti, come abbiamo detto, è variabile, ma non solo in base al reddito. Cambia anche l’importo di partenza in base al grado di parentela e sono previsti importi massimi differenti per figli, coniuge e altri familiari a carico. Vediamo come si calcolano per tutti i carichi di famiglia e per chi spettano nel 2026.
Detrazioni per i figli a carico in busta paga
Come anticipato con l’assegno unico universale vengono meno le detrazioni in busta paga per i dipendenti per quel che riguarda i figli da zero a 21 anni, ma questo non esclude che si possa avere diritto alle stesse dal compimento dei 21 anni dei figli, ovvero quelli che non beneficiano più dell’assegno unico.
Se fino al 2024 le detrazioni per i figli a carico sono riconosciute indipendentemente dall’età del figlio, dal 2025 la manovra introduce un limite che riconosce l’agevolazione fiscale per:
- i figli di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30;
- i figli di età pari o superiore a 30 anni con disabilità accertata ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992 n. 104.
La normativa ora pone un limite all’età dei figli fissandolo al compimento dei 30 anni da cui sono esclusi solo i figli titolari della Legge 104. Altra novità introdotta è che le detrazioni non sono più riconosciute ai lavoratori stranieri con cittadinanza extra Ue che hanno figli residenti all’estero: «le detrazioni di cui al comma 1 non spettano ai contribuenti che non sono cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea o di uno Stato aderente all’accordo sullo Spazio economico europeo in relazione ai familiari residenti all’estero».
Ma quanto spetta di detrazione per i figli fiscalmente a carico? Il calcolo si ottiene dal rapporto tra l’importo di 95.000 euro a cui sottrarre il reddito complessivo, e 95.000 euro.
La formula per calcolare le detrazioni spettanti per ogni figlio è la seguente:
950 euro moltiplicato per(95.000 – reddito complessivo) diviso 95.000 euro.
Facciamo un esempio concreto di un dipendente con reddito complessivo di 30.000 euro e un solo figlio a carico di 22 anni:
- 950 x (95.000-30.000) / 95.000 = 650 euro l’anno.
Se il lavoratore ha più figli che hanno diritto alla detrazione l’importo di 95.000 è aumentato di 15.000 per ogni figlio successivo al primo.
Anche in questo caso facciamo un esempio concreto con un dipendente con 2 figli con età superiore ai 21 anni e con reddito complessivo da 30.000 euro:
- 950 x (110.000 -30.000)/110.000 = 690 euro l’anno per ogni figlio.
Detrazioni per il coniuge a carico, come si calcola in busta paga?
Per il coniuge a carico l’importo massimo spettante è pari a 800 euro che devono essere diminuiti del prodotto tra 110 euro e il risultato del rapporto tra il reddito complessivo e 15.000 euro se quest’ultimo non supera i 15.000 euro.
Facciamo un esempio di un dipendente con reddito complessivo di 10.000 euro, il calcolo per la detrazione si ottiene in questo modo:
- 800 – [110 x (10.000/15.000)], ovvero 726,66 euro.
Facciamo un altro esempio per un dipendente con reddito complessivo pari a 15.000 euro:
800 – [110 x (15.000/15.000)], ovvero 690 euro l’anno.
In ogni caso quando il reddito è compreso tra 15.000 e 40.000 la detrazione spettante è pari a 690 euro.
Se il reddito è compreso tra 40.001 e 80.000 è pari a 690 x [( 80.000 - reddito complessivo)/40.000].
Facciamo l’esempio pratico di un dipendente che ha reddito complessivo di 55.000 euro. La detrazione spettante per il coniuge è pari a 690 x [1 -(55.000 -80.000) /40.000], ovvero 426,80 euro l’anno.
Aumenti nella detrazione per il coniuge
La detrazione per il coniuge, calcolata come sopra descritto, aumenta di un determinato importo in base al reddito e nello specifico:
- 10 euro, con reddito complessivo tra 29.000 euro e 29.200 euro;
- 20 euro, con reddito complessivo tra 29.200 euro e 34.700 euro;
- 30 euro, con reddito complessivo tra 34.700 euro e 35.000 euro;
- 20 euro, con reddito complessivo tra 35.000 euro e 35.100 euro;
- 10 euro, con reddito complessivo tra 35.100 euro e 35.200 euro.
Detrazione altri familiari a carico
Per tutti gli altri familiari a carico del contribuente spettava una detrazione massima pari a 750 euro che doveva essere ripartita pro quota tra tutti gli aventi diritto. Almeno così era fino al 31 dicembre 2024, poi dal 2025 è intervenuto un taglio anche a questa tipologia di detrazioni.
La detrazione dal 1° gennaio 2025 spetta solo e soltanto per ciascun ascendente che conviva con il contribuente. La detrazione per i familiari a carico, di fatto, resta in vigore solo nel caso in cui con il contribuente convivano genitori o nonni che siano fiscalmente a carico. Dal 1° gennaio 2025, quindi, è venuta meno la detrazione spettante per:
- fratelli e sorelle a carico;
- suoceri a carico;
- generi e nuore a carico;
- coniuge legalmente separato a carico.
Come si calcola la detrazione? Si deve calcolare il rapporto tra 80.000 diminuito del reddito complessivo, e 80.000 euro, il tutto moltiplicato per 750.
La formula è la seguente:
- Euro 750 x [(80.000- reddito complessivo)/80.000]
Facciamo un esempio pratico per un dipendente con reddito complessivo di 22.000 euro l’anno.
750 x (80.000-22.000)/80.000, ovvero 543,75 euro l’anno.
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