Pensioni: addio a Quota 100 prima del previsto, servono soldi per la riforma

Pensioni: Quota 100 verso lo stop anticipato per permettere alla riforma di entrare in vigore un anno prima? È una possibilità.

Pensioni: addio a Quota 100 prima del previsto, servono soldi per la riforma

Pensioni: Quota 100 potrebbe essere sacrificata in virtù di una nuova riforma da attuare già all’inizio del 2021. È il Sole 24 Ore a rilanciare questa ipotesi alla luce delle ultime notizie sulle pensioni circolare in queste ultime ore.

Come noto sindacati e Ministero del Lavoro - guidato da Nunzia Catalfo - stanno lavorando ad una nuova riforma delle pensioni che preveda - oltre ad una pensione di garanzia e ad un nuovo sistema di indicizzazione - misure di flessibilità per anticipare l’uscita dal mercato del lavoro.

L’obiettivo è di tracciare un punto politico alla fine di marzo, al termine della prima serie di incontri, per poi avere a settembre una proposta concreta da poter inserire nella nota di aggiornamento del DEF prima e nella Legge di Bilancio di dicembre poi.

Una riforma delle pensioni che temporalmente dovrebbe essere collocata al termine della fase di sperimentazione di Quota 100, così da evitare lo scalone di cinque anni che si verrà a creare una volta che la misura introdotta dal precedente Governo cesserà di esistere.

Esiste però un problema risorse in quanto per la riforma delle pensioni si vuole spendere meno di quanto già stanziato per Quota 100. E non è da escludere che possa essere proprio Quota 100 a permettere alla riforma di entrare in vigore con un anno di anticipo: le ultime indiscrezioni, infatti, ci dicono che si sta prendendo in considerazione l’ipotesi di mettere fine anticipatamente a Quota 100 per far partire la riforma già dal prossimo anno.

Pensioni, riforma fin da subito: Quota 100 verrà sacrificata?

A parlare di riforma delle pensioni è stato il sottosegretario all’Economia - Pier Paolo Baretta (del Partito Democratico) - a margine della presentazione del nuovo rapporto Itinerari previdenziali.

Questo ha dichiarato che - secondo il suo parere personale - tutti i risparmi di Quota 100 (1,5 miliardi per il 2019, 2,2 miliardi per il 2021 e altrettanti per il 2022) dovrebbero essere utilizzati per nuovi interventi previdenziali.

Tutti i risparmi, quindi, dovrebbero restare sul fronte pensioni.

Ma non è tutto, perché Beretta non ha escluso - sempre restando nel campo delle ipotesi - che Quota 100 possa andare incontro ad uno stop anticipato così da anticipare l’entrata in vigore della riforma.

D’altronde il sottosegretario ha ribadito che fino a quando Quota 100 resterà in vigore non sarà possibile prevedere nessun altra misura di flessibilità (che potrebbe essere ad esempio Quota 102, alla quale però si aggiungerebbe una penalizzazione sull’importo dell’assegno).

Le nuove regole dovranno quindi sostituire quelle attuali, senza “sovrapposizioni” o “vuoti”. Via Quota 100 (anticipatamente nel 2021 o nel 2022 come secondo i piani) e dentro la nuova opzione per il pensionamento anticipato che dovrebbe essere strutturale e non prevedere alcuna scadenza.

Ma non sarà comunque semplice arrivare ad una quadratura del cerchio, visto che ad oggi Governo e sindacati appaiono molti distanti. Da una parte si chiede di andare in pensione a 62 anni di età o eventualmente con 41 anni di contributi (e senza penalizzazioni), dall’altra si cerca un’opzione di flessibilità che possa costare meno di Quota 100 (e ciò di per sé esclude le due proposte dei sindacati). Ecco perché ad oggi la strada appare in salita.

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