Pensioni, ultime notizie: la riforma dovrà costare meno di Quota 100

La riforma delle pensioni dovrà costare meno di Quota 100: si spengono le speranze riguardo al superamento della Legge Fornero?

Pensioni, ultime notizie: la riforma dovrà costare meno di Quota 100

Pensioni: oggi sarà un giorno molto importante per la riforma visto che Governo e sindacati si incontreranno per definire una serie di misure di flessibilità utili per anticipare l’accesso alla pensione.

La riforma delle pensioni entra nel vivo: dopo l’incontro per la pensione di garanzia e quello finalizzato all’aumento degli importi, ecco aver luogo l’incontro con cui verranno decisi alcuni degli aspetti più attesi dai lavoratori (come testimonia il nostro sondaggio), ossia quelli riguardanti la flessibilità in uscita.

Con l’occasione i sindacati riproporranno due delle proposte presentate al primo incontro: pensione a 62 anni e Quota 41 per tutti. Probabilmente il Governo si prenderà del tempo, tuttavia le ultime notizie sulle pensioni ci dicono che difficilmente una riforma ci sarà in questi termini.

I tecnici incaricati dal Ministro del Lavoro di valutare la fattibilità di una riforma delle pensioni, infatti, hanno fatto chiarezza sulle indicazioni date loro riguardo alle risorse a disposizione. E vi anticipiamo che non ci sono buone notizie, visto che a queste condizioni difficilmente si potranno mettere in campo interventi volti al superamento della Fornero.

Riforma pensioni: ci sono le stesse risorse di Quota 100

A svelare le indicazioni ricevute dal Governo è stato Marco Leonardi, professore di Economia politica che è tra i tecnici incaricati al dossier sulla previdenza. Parole che fanno chiarezza sulle intenzioni dell’Esecutivo e che probabilmente spengono l’entusiasmo di coloro che speravano in una riforma importante del sistema pensionistico italiano.

Leonardi, infatti, ha dichiarato che la riforma dovrà costare complessivamente meno di quanto già previsto per Quota 100. Non è chiaro se fa riferimento a quanto stanziato o a quanto concretamente speso: nel primo caso si tratterebbe di una soglia di 8 miliardi di euro l’anno, mentre nel secondo di circa 6 miliardi.

Queste affermazioni, oltre a fare chiarezza su quanto si potrà spendere per la riforma delle pensioni, ci forniscono anche degli elementi importanti riguardo alla data di partenza della misura.

Come noto il Ministro del Lavoro ha posto come obiettivo la Legge di Bilancio 2021, nella quale dovrebbero essere stanziate le risorse per la riforma. Tuttavia quanto dichiarato da Leonardi sembra rinviare il tutto al dopo Quota 100, quindi a partire dal 1° gennaio 2022. A meno che il Governo non decida di mettere fine anticipatamente a Quota 100, con i sindacati che però non sarebbero disposti ad accettare questa possibilità.

Pensioni: quale riforma con le risorse a disposizione?

Con le risorse a disposizione di certo non si potrà abbassare l’età pensionabile a 62 anni (mantenendo i 20 anni di contribuzione) come richiesto dai sindacati. Una misura del genere, infatti, costerebbe molto di più rispetto a Quota 100, così come Quota 41 per tutti.

L’unica possibilità, quindi, resta quella di prevedere penalizzazioni per coloro che decidono di anticipare l’accesso alla pensione, così da far gravare sul lavoratore stesso il costo della misura. I sindacati non sembrano essere disposti ad accettare un simile compromesso, come confermano le parole di Domenico Proietti - segretario confederale della UIL - il quale ha dichiarato che è arrivato il momento che una parte delle risorse risparmiate grazie alla riforma Fornero - circa 80 miliardi in 10 anni - “tornino nel sistema”.

Il Governo non sembra però avere la stessa opinione; d’altronde l’obiettivo era chiaro sin dall’inizio, ossia prevedere misure di flessibilità ma senza mettere a rischio i conti pubblici.

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Argomenti:

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