Pensioni: perché a Salvini conviene parlare di ritorno della Legge Fornero

Pensioni, Salvini è sicuro: “Con questo Governo tornerà la Legge Fornero”. Ma quanto c’è di vero?

Pensioni: perché a Salvini conviene parlare di ritorno della Legge Fornero

Pensioni: Matteo Salvini lancia l’allarme riguardo ad un possibile ritorno della Legge Fornero. Nelle diverse piazze in cui è intervenuto per la campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre, il leader della Lega ha promesso barricate nel caso in cui dovesse essere ripristinata la riforma Fornero del 2011.

Una promessa ribadita nel corso della giornata di ieri, quando Salvini ha parlato del possibile ritorno della Legge Fornero nel corso del TG2 Post.

Sembra essere questo, quindi, il “manifesto” della campagna elettorale di Matteo Salvini, il quale, come per le elezioni politiche del 2018, ha deciso di porre l’attenzione sul sistema previdenziale - oltre al tema dell’immigrazione - per ottenere il maggior numero di consensi.

Alle elezioni del 2018 - che hanno visto la Lega raggiungere un ottimo 17,40% - Salvini prometteva la “cancellazione della Legge Fornero”: due anni dopo minaccia un “ritorno della Fornero” nel caso in cui la Lega non dovesse tornare al Governo.

Il leader della Lega sa che il tema delle pensioni paga, specialmente quando è in ballo una delle riforme più discusse degli ultimi 10 anni. Salvini, quindi, sta provando a portare nuovamente la campagna elettorale sul piano delle pensioni: ma quanto c’è di vero in quello che dice Matteo Salvini a riguardo? Facciamo chiarezza.

Pensioni, Salvini nel 2018: “Cancelleremo la Legge Fornero”. Lo ha fatto davvero?

Nel 2018 il leader della Lega prometteva la cancellazione della Legge Fornero semmai fosse andato al Governo, probabilmente consapevole che si trattava di un progetto irrealizzabile.

La riforma del 2011, infatti, ha modificato radicalmente il sistema previdenziale italiano, innalzando l’età pensionabile e introducendo degli strumenti in grado di garantire la sostenibilità con il passare degli anni. D’altronde la riforma delle pensioni attuata nel 2011 dal Governo Monti - necessaria perché, come dichiarato dalla Fornero, l’Italia rischiava di non riuscire a pagare più i trattamenti previdenziali - ha permesso di risparmiare circa 80 miliardi in meno di dieci anni.

Come spiegato dalla Ragioneria di Stato, questa riforma da sola vale un terzo dei risparmi che saranno accumulati da qui al 2060: ecco perché la Legge Fornero non potrà essere cancellata, e questo la Lega non può non saperlo.

Ecco perché la promessa di cancellare la riforma del 2011 si è tradotta nei fatti con una sola misura di flessibilità, Quota 100, che ha permesso di anticipare l’accesso alla pensione ad appena 150 mila persone nel 2019, su un totale di 535 mila collocamenti in quiescenza.

Non si può negare che Quota 100 sia stato un aiuto per coloro che - dopo almeno 38 anni di contributi - avevano intenzione di accedere alla pensione: troppo poco, però, per poter parlare di cancellazione di una riforma di tale portata.

La Lega al Governo ha anche bloccato i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata fino al 2026; l’obiettivo vero, però, era quella Quota 41 per tutti che - complice la caduta anticipata del primo Governo Conte - non è stata realizzata.

Pensioni, Salvini nel 2020: “Ritornerà la Legge Fornero”. Sarà vero?

Dopo il risultato ottenuto nel 2018, a Salvini conviene parlare ancora di Legge Fornero ponendo l’attenzione su un possibile ritorno. Si tratta però di una mezza fake news: visto quanto appena detto, infatti, non è possibile parlare di ritorno per una riforma che è ancora in vigore.

Quando Salvini parla di ritorno della Fornero fa riferimento alla sola scadenza di Quota 100, misura che lo stesso Governo Lega-M5S ha limitato al triennio 2019-2021. È stato lo stesso Salvini, infatti, ad introdurre Quota 100 solamente come misura sperimentale, lasciando poi la decisione riguardo ad una possibile - ed onerosa - conferma al Governo futuro.

Governo che sembra avere le mani legate a riguardo: le risorse per confermare Quota 100, complice anche la crisi economica, non sembrano esserci e dall’Unione Europea arrivano segnali negativi in tal senso.

Per questo motivo già oggi avrà inizio il dibattito sulla futura riforma delle pensioni: obiettivo è prevedere una misura di flessibilità che possa prendere il posto di Quota 100 dal 1° gennaio 2022. Una misura simile a Quota 100, con la differenza che questa volta molto probabilmente il Governo prevederà una penalizzazione per coloro che sceglieranno di anticipare l’accesso alla pensione.

Questa l’unica differenza con Quota 100, con la Legge Fornero che - come ormai succede dal 2011 - andrà ancora a regolare il regime pensionistico italiano.

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