Pensioni 2026, uscita anticipata per i nati negli anni ‘60

Simone Micocci

18 Gennaio 2026 - 09:52

Anche nel 2026 si può andare in pensione in anticipo (nonostante l’addio a Quota 103 e Opzione Donna). Ecco a che condizioni.

Pensioni 2026, uscita anticipata per i nati negli anni ‘60

Nel 2026 il tema della pensione torna al centro del dibattito a causa della riduzione delle scorciatoie verso l’uscita anticipata.

Con la fine delle misure sperimentali introdotte negli anni precedenti, in particolare Opzione Donna e Quota 103, il sistema previdenziale italiano si presenta oggi in una versione più essenziale, in cui restano attivi solo i canali considerati strutturali con la sola eccezione rappresentata dall’Ape Sociale. Questo non significa, però, che per tutti l’orizzonte dei 67 anni rappresenti l’unica possibilità per andare in pensione.

I dati continuano a mostrare come l’uscita dal lavoro avvenga, in media, ben prima del raggiungimento dell’età di vecchiaia: secondo l’ultimo rapporto disponibile, infatti, l’età effettiva di pensionamento si colloca attorno ai 64 anni. Una distanza causata dall’effetto combinato di regole contributive, carriere lunghe e strumenti pensati per tutelare determinate condizioni lavorative o personali.

In questo contesto, il 2026 assume un significato particolare per una platea ben definita di lavoratori. Chi è nato tra il 1961 e il 1966 si trova infatti in una fase in cui i contributi accumulati nel corso degli anni diventano la variabile decisiva. Per chi ha alle spalle una storia contributiva continua, senza periodi prolungati di inattività, l’uscita dal lavoro può avvenire anche diversi anni prima rispetto alla soglia ordinaria, in alcuni casi già intorno ai 60 anni.

Nel 2026 l’anticipo della pensione dipende quasi esclusivamente da contributi e condizioni personali, non più da strumenti temporanei o sperimentali. A tal proposito, in questo aggiornamento analizzeremo quindi quali sono le reali possibilità di uscita anticipata per chi è nato tra il 1961 e il 1966, chiarendo quali requisiti restano in vigore e perché, anche in un quadro più rigido, per alcuni lavoratori il traguardo della pensione può essere più vicino di quanto sembri.

Pensione anticipata

Oggi il diritto alla pensione anticipata in Italia si raggiunge indipendentemente dall’età anagrafica: basta aver maturato 42 anni e 10 mesi di contributi se uomini, un anno in meno (41 anni e 10 mesi) per le donne.
Ecco quindi che chi ha iniziato a lavorare da molto giovane, ad esempio già al compimento della maggiore età, e non ha subito brusche interruzioni con vuoti contributivi, può cogliere l’opportunità di andare in pensione nel 2026 senza dover attendere il compimento dei 67 anni.

Ad esempio, pensiamo a un uomo nato nel 1966 che a 18 anni ha avuto il suo primo lavoro e da lì non si è mai fermato: potrà smettere di lavorare all’età di 60 anni una volta tagliato il traguardo dei 42 anni e 10 mesi di contributi.

Chi invece ha iniziato a lavorare più tardi, ad esempio all’età di 22 anni, potrà invece andarci a 64 o 65 anni, a seconda della continuità contributiva.

Ancora meglio va alle donne, in quanto come visto prima sono sufficienti 41 anni e 10 mesi di contributi per la pensione anticipata. Di fatto, una lavoratrice assunta a 18 anni che ha continuato a lavorare senza interruzioni, nel 2026 può andare in pensione prima dei 61 anni (comprendendo così anche le nate nel 1961).

Quota 41

Ancora meglio va a chi prima del compimento dei 19 anni ha lavorato per almeno 12 mesi e rientra in una delle seguenti categorie:

  • disoccupati;
    -* invalidi almeno al 74%;
    -* caregiver;
    -* hanno svolto attività particolarmente gravose.

In tal caso, infatti, per l’accesso alla pensione basta aver lavorato per 41 anni (Quota 41 precoci). Quest’anno, quindi, se ne può ricorrere anche per smettere di lavorare all’età di 60 anni, diventando così un’opportunità di uscita dal mercato del lavoro per i nati nel 1961 (o persino negli anni precedenti laddove abbiano iniziato a lavorare già da minorenni).

Ape Sociale

Per quanto non sia una vera e propria forma di pensionamento, l’Ape Sociale va comunque inserita tra le opzioni che consentono di smettere di lavorare con qualche anno di anticipo.

Anche nel 2026 possono accedere all’Ape Sociale coloro che hanno compiuto 63 anni e 5 mesi e maturato almeno 30 anni di contributi, ma solo per chi appartiene a uno tra questi profili:

  • disoccupati;
    -* invalidi almeno al 74%;
    -* caregiver.

Per chi invece ha svolto mansioni usuranti, il requisito contributivo è pari a 36 anni (32 nel solo caso dei dipendenti delle imprese edili e affini, dei ceramisti e dei conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta).

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.